Gazzetta Informa News 25 Marzo 2013 - Area Contabile


NORMATIVA

Efficenza energetica: le detrazioni fiscali del 55% sono prorogate fino al 30/06/2013

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Sul sito dell'Enea e' possibile acquisire tutte le informazioni utili in materia di efficienza energetica degli immobili e, in particolare, agli incentivi del 55%. (Enea, comunicato del 22.3.2013)

 
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Accertamento dei tributi e revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario: approvato all'unanimità il Disegno di legge diretto a razionalizzazione e codificarne l'attuazione

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Il CNEL ha approvato il Ddl di delega al Governo per razionalizzare e codificare l'attuazione e l'accertamento dei tributi e per la revisione delle sanzioni amministrative e del processo tributario. Il Ddl è stato predisposto dal CNEL in ottemperanza all'art. 99 della Costituzione della RepubblicaItaliana e all'art. 10 della legge n. 936/1986 recante "Norme sul Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro". Per visualizzare il disegno di legge cliccare sul titolo sopra linkato. (CNEL, comunicato del 20.3.2013)

 
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Accelerazione sul pagamento dei debiti della P.A.

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Il Presidente del Consiglio ha tracciato il quadro della lunga e complessa azione svolta dal Governo in sede di Consiglio europeo e in dialogo con la Commissione europea a partire dal novembre 2011. Tale azione, strettamente connessa con l’intenso processo di risanamento finanziario in Italia, ha consentito una graduale e difficile opera di persuasione sull’opportunità di rendere meno angusti e più razionali, in sede di completa applicazione, i principi in tema di disciplina di bilancio. Il Ministro dell’economia, sentito il Ministro degli affari europei, ha illustrato la relazione con cui il Governo intende informare il Parlamento sulle misure per favorire l’accelerazione del pagamento dei debiti della PA verso i propri fornitori e dell’impatto sulla crescita dell’economia e sull’andamento dei conti pubblici per gli anni 2013 e 2014. Per approfondire l'argomento cliccare sul titolo sopra linkato. (Presidenza del Consiglio dei Ministri, comunicato del 21.3.2013)

 
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Incremento della massa attiva dei comuni in dissesto finanziario

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto con il quale sono stabiliti i criteri e modalita' per la concessione del contributo previsto dall'art. 3-bis, del decreto-legge del 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, da concedere aciascun ente richiedente. Tale contributo e' definito, nei limiti della massa passiva accertata, in base ad una quota pro capite determinata tenendo conto della popolazione residente, calcolata alla fine del penultimo anno precedente alla dichiarazione di dissesto, secondo i dati forniti dall'Istituto nazionale di statistica. Ai fini del riparto gli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono considerati come enti di 5.000 abitanti. (Ministero dell'Interno, Decreto 11 marzo 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18.3.2013)

 
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INPS: e' attivo lo "Sportello Amico" in aiuto dei contribuenti in difficoltà che si sono visti recapitare comunicazioni di recupero dei crediti contributivi o derivanti da prestazioni indebite

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L’Inps, in considerazione della delicata situazione socio-economica che sta attraversando il Paese e della particolare delicatezza che deve essere riservata alle fasce più deboli dell’utenza, ha attivato, presso tutte le proprie Strutture, i Punti di consulenza "Sportello Amico", dedicati alla gestione di fasce di utenza specifiche, caratterizzate da particolare fragilità sociale ed economica, principalmente nell’ambito dell’area del recupero dei crediti contributivi o derivanti da prestazioni indebite. In quest’ottica, per i casi di indebiti pensionistici generati da una ricostituzione effettuata a livello centrale, ai pensionati ultrasettantacinquenni con indebito pari o superiore a 1000 euro e a tutti i pensionati (a prescindere dall’età) con indebito pari o superiore a 5000 euro, viene garantita assistenza attraverso il citato punto di consulenza "Sportello amico". Contattando i numeri telefonici del Contact Center (803.164 da telefono fisso e 06.164164 da cellulare), selezionando un ramo dedicato dell’albero di navigazione e seguendo le istruzioni di un risponditore automatico, i pensionati destinatari del servizio potranno fissare uno specifico appuntamento, al fine di ottenere informazioni e chiarimenti. In caso di difficoltà di contatto, il servizio di informazione di primo livello sarà comunque garantito dall’operatore del Contact Center il quale, nel verificare la situazione di dettaglio della rata di pensione, fornirà all’utente le eventuali informazioni presenti a sistema, procedendo, ove necessario, a fissare un appuntamento presso il Punto di Consulenza "Sportello Amico" o, in alternativa, presso il punto di consulenza "Assicurato Pensionato" della Struttura di competenza. Per tutti gli utenti destinatari di comunicazione di indebito, non rientranti in queste fasce, sarà comunque possibile, selezionando il ramo del Contact Center dedicato agli indebiti, prenotare un appuntamento presso il punto di consulenza "Assicurato/Pensionato". (INPS, comunicato del 22.3.2013)

 
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Enti Pubblici: Istruzioni per l’utilizzo del modello F24EP per il versamento delle somme a titolo di rimborso delle visite mediche di controllo e dei relativi solleciti, di spettanza dell’INPS

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Con la circolare in esame vengono fornite dall'Agenzia delle Entrate le istruzioni per l’utilizzo del modello F24 enti pubblici, utilizzando le causali VMCF e VMCS, per il versamento delle somme a titolo di rimborso delle visite mediche di controllo e dei relativi solleciti, di spettanza dell’INPS.(Agenzia delle Entrate, circolare n. 18/E del 22.3.2013)

 
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Impugnazione dei ruoli emessi dagli Uffici Provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate: approvati i fogli avvertenze delle cartelle di pagamento

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Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha approvato i fogli avvertenze della cartella di pagamento relativa ai ruoli del settore Territorio in materia di imposta ipotecaria, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali, oneri e sanzioni amministrative in materia tributaria. Chiarisce l'Agenzia chel’art. 23-quater, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che prevede che, a decorrere dal 1° dicembre 2012, l’Agenzia del Territorio sia incorporata nell’Agenzia delle Entrate, dalla predetta data del 1° dicembre 2012, l’Agenzia delle Entrate esercita le funzioni e i compiti già svolti dall’Agenzia del Territorio, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali. Fino al perfezionamento del processo di integrazione conseguente all’incorporazione, l’attività già esercitata dagli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio continua ad essere esercitata dalle strutture periferiche competenti, che hanno assunto la denominazione di Uffici Provinciali-Territorio. Chi intende proporre ricorso avverso i ruoli emessi dagli Uffici Provinciali- Territorio dell’Agenzia delle Entrate, successivamente al 1° dicembre 2012, è tenuto preliminarmente a presentare istanza di reclamo-mediazione, ai sensi dell’art. 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Il procedimento di reclamo-mediazione non si applica, invece, alle controversie concernenti i ruoli emessi dagli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio fino al 30 novembre 2012, anche se la cartella di pagamento è stata notificata dopo il 1° dicembre 2012. Per visualizzare le avvertenze cliccare sul titolo sopra linkato. (Agenzia delle Entrate, provvedimento del Direttore del 20.3.2013)

 
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Cinque per mille: modalità e termini per l'accesso al beneficio per l’esercizio finanziario 2013

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L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6/E del 21 marzo 2013 ha illustrato le modalità e i termini degli adempimenti necessari per accedere al beneficio per l’esercizio finanziario 2013 relativamente ai seguenti soggetti: 1. enti del "volontariato", per i quali l’Agenzia delle entrate provvede ad acquisire sia la domanda di iscrizione che la dichiarazione sostitutiva e ad effettuare i controlli ai fini dell’ammissione al beneficio; 2. associazioni sportive dilettantistiche, per le quali l’Agenzia delle entrate riceve le domande di iscrizione. La circolare fornisce una guida alla corretta effettuazione degli adempimenti degli enti sopra indicati, richiamando in particolare l’attenzione, anche attraverso l’inserimento di appositi riquadri, sugli aspetti per i quali sono state rilevate maggiori criticità e che sono stati più frequentemente causa di esclusione dal contributo. Relativamente alle istruzioni sulle modalità di effettuazione degli adempimenti degli enti della ricerca scientifica e dell’Università, degli enti della ricerca sanitaria e degli enti che effettuano attività di tutela, di promozione o di valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici l'Agenzia precisa che sono fornite dalle Amministrazioni di rispettiva competenza. (Agenzia delle Entrate, circolare n. 6/E del 21 marzo 2013)

 
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Enti Locali: nominati i componenti la sottocommissione della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali

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In data 27 febbraio 2013 è stato emanato il decreto interministeriale (Interno – Mef) concernente "La nomina dei componenti la sottocommissione della Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali". Per accedere al decreto contenenti i nominativi dei componenti cliccare sul titolo sopralinkato. (Ministero dell'Interno, Dip. Affari Interni e Terr., comunicato del 22.3.2013)

 
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Federalismo fiscale municipale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto dell'8.3.2013

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E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto con il quale si statuisce che in attuazione della disposizione di cui all'art. 2, comma 10, lettera b), del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il recupero delle somme corrisposte ai comuni in via provvisoria, e successivamente rimborsate ai contribuenti a qualunque titolo, e' effettuato a valere sulle somme spettanti ai comuni stessi negli anni successivi per il contributo dato all'attivita' di accertamento dei tributi statali individuati all'art. 1 del decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 23 marzo 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 75 del 1° aprile 2011. Il Dipartimento delle finanze, sulla scorta delle comunicazioni delle somme da recuperare trasmesse dall'Agenzia delle entrate in sede di comunicazione di cui al terzo periodo del comma 3, del predetto decreto ministeriale del 23 marzo 2011, indica l'ammontare da versare a ciascun comune al netto dell'importo da recuperare, di cui evidenzia la relativa somma. Per l'anno 2012, la comunicazione di cui al secondo periodo del comma 3 del decreto ministeriale 23 marzo 2011 e' effettuata entro il termine di 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto. (Ministero dell'Economia e delle Finanze, Decreto 8.3.2013, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18.3.2013)

 
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GIURISPRUDENZA

Enti Locali: perdita di quote del fondo perequativo

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Con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Napoli, sez. I, n. 14590 del 15.9.2005 è stato accolto il ricorso proposto dal Comune di Boscotrecase avverso il decreto n. 15281/740704/02 del 18.3.1995, concernente la perdita di quote del fondo perequativo relative agli anni 1989 - 1993, per violazione, da parte del citato Comune, delle norme in materia di copertura minima dei costi di alcuni servizi. Nella citata sentenza si rilevava come al medesimo Comune fosse stato addebitato di avere presentato le certificazioni dimostrative della percentuale di copertura dei costi di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani – per gli anni compresi fra il 1989 e il 1993 – facendo rientrare fra le entrate importi relativi ad accertamenti, effettuati in via successiva rispetto all’anno di riferimento, in quanto i ruoli di riscossione della tassa non sarebbero stati approvati entro la fine del relativo esercizio finanziario. Al riguardo l’Amministrazione comunale aveva dedotto che, ai fini dell’adempimento dell’obbligo di copertura, si sarebbero dovute considerare le risultanze contabili di competenza e non di cassa, con irrilevanza del momento dell’effettiva riscossione. L’adeguamento delle tariffe e la compilazione dei ruoli entro ciascun anno si sarebbero dovuti considerare come adempimenti sufficienti per evitare la decadenza, prevista dall’art. 290 del Testo Unico n. 1175/1931. In via subordinata, le norme richiamate a sostegno della sanzione (art. 9 del d.l. n. 66/1989, art. 14 d.l. n. 415/1989, art. 3 del d.l. n. 8/1993) sarebbero state applicabili soltanto per gli anni 1989 e 1990, mentre l’art. 33 del d.lgs. n. 504/1992 avrebbe comunque escluso l’irrogazione della sanzione stessa, avendo il Comune ottemperato ai propri obblighi sostanziali, con successiva regolare riscossione dei tributi. Nella medesima sentenza si osservava come l’accesso al fondo perequativo fosse configurato come ‘premio’ (e il diniego di accesso come sanzione), al fine di indurre gli enti locali a comportamenti virtuosi, ai fini di risanamento della finanza locale. Con l’iscrizione a ruolo della tassa sarebbero stati formalizzati la ragione e l’ammontare del credito, nonché l’individuazione del soggetto passivo dell’obbligazione tributaria, senza che potesse ricavarsi dal testo e dallo spirito della normativa sopra citata un termine perentorio, diverso da quello sancito per la presentazione della certificazione. Avverso la predetta sentenza è stato proposto l’atto di appello in esame (n. 9499/06, notificato il 2.11.2006), nel quale il Ministero dell’Interno sottolineava che – proprio in considerazione della natura premiale o sanzionatoria del fondo perequativo - entro il 31 marzo si sarebbe dovuta non solo accertrea, ma anche eseguire l’imposizione tributaria nei confronti degli utenti Premesso quanto sopra, il Collegio ritiene che le argomentazioni difensive della parte appellante non siano condivisibili. Risulta infatti che – a partire dall’art. 9 del d.l. n. 66/1989 (convertito in legge n. 144/1989), con disposizioni reiterate fino al 1993 (dd.ll. nn. 415/1989, 6/1991, 8/1993) – sia stata prevista la corresponsione di un finanziamento pubblico perequativo, a copertura dei costi per servizi erogati dai Comuni, purchè questi ultimi assicurassero la copertura di almeno il 50% del costo dei servizi stessi, con certificazione al riguardo trasmessa entro il termine perentorio del 31 marzo degli anni di riferimento. L’art. 14 del d.l. 28.12.1989, n. 415 (convertito in legge n. 38/1990 ed abrogato solo nel 1997), prevedeva inoltre che – ai fini della copertura dei costi di gestione – si facesse riferimento "ai dati della competenza, comprovati da documentazione ufficiale". Nella situazione in esame, non è contestato che il Comune abbia approvato tariffe idonee ad assicurare la prevista quota di copertura dei costi, né che abbia predisposto i ruoli per la relativa riscossione, con approvazione degli stessi da parte della Giunta, tuttavia, quando l’esercizio di riferimento era ormai decorso. Ad avviso del Collegio appaiono corrette, al riguardo, le controdeduzioni comunali, secondo cui le sanzioni non sarebbero state applicabili quando l’ente locale avesse dimostrato, in sede di autocertificazione, "di avere attivato tutte le procedure, per assicurare la copertura minima prevista dalla legge". Il Ministero appellante, in realtà, non contesta che dovessero essere considerate le risultanze contabili di competenza e non di cassa, ma ritiene che il calcolo della percentuale di copertura dei costi di gestione, attraverso l’imposizione tributaria agli utenti, dovesse essere eseguito rapportando le entrate accertate in ciascun anno di competenza al totale degli impegni effettuati, sempre in ciascun anno di competenza, con conclusione della fase di accertamento tramite approvazione dei ruoli di riscossione. Il Comune appellato sarebbe risultato inadempiente, in quanto le certificazioni dimostrative della percentuale di copertura dei costi, per gli anni compresi fra il 1989 e il 1993, avrebbero contenuto anche accertamenti successivi, appunto per tardiva approvazione dei ruoli di riscossione, rispetto alla fine del rispettivo esercizio finanziario. Il Collegio concorda, viceversa, sulla lettura del dettato normativo operato dal giudice di primo grado, secondo cui l’erogazione del contributo pubblico sarebbe stata connessa al dato sostanziale dell’adeguamento delle tariffe ed alla predisposizione della relativa riscossione nella misura minima prevista, tramite individuazione della ragione e dell’ammontare del credito, nonché del soggetto passivo dell’obbligazione tributaria, risultando così assicurato quell’equilibrio economico, nella gestione dei servizi pubblici locali, cui doveva ritenersi connessa, sostanzialmente, l’erogazione di cui trattasi. Il termine perentorio, a sua volta, sarebbe stato rispettato in ragione della presentazione di apposita certificazione firmata, non rinvenendosi nella normativa di riferimento disposizioni diverse, idonee a giustificare la perdita, in via sanzionatoria, dei contributi erogati – anche in presenza del raggiungimento degli equilibri finanziari prescritti – per mero effetto della non tempestiva approvazione del ruolo da parte dell’organo esecutivo. Secondo l’Amministrazione appellante il dato formale appena indicato – corrispondente alla prima fase di acquisizione delle entrate – sarebbe stato giustificato dall’esigenza di "disincentivare ritardi e lassismi". Tale ratio, tuttavia, non poteva non essere bilanciata con le esigenze di sostegno della finanza pubblica locale, recepite dalla normativa vigente: le medesime esigenze collegavano l’erogazione dei contributi di cui trattasi a dati sostanziali più che formali, al fine di consentire l’efficace svolgimento di servizi che – come quello di raccolta dei rifiuti solidi urbani – debbono ritenersi di rilevante interesse per la collettività. In base alle argomentazioni svolte, in conclusione, il Collegio ritiene che l’appello debba essere respinto; quanto alle spese giudiziali del secondo grado, tuttavia, il Collegio stesso ne ritiene equa la compensazione, tenuto conto della complessità della normativa di riferimento. (Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 19.3.2013, n. 1586)

 
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Con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Napoli, sez. I, n. 14590 del 15.9.2005 è stato accolto il ricorso proposto dal Comune di Boscotrecase avverso il decreto n. 15281/740704/02 del 18.3.1995, concernente la perdita di quote del fondo perequativo relative agli anni 19 ... Continua a leggere

 
PROVVEDIMENTI REGIONALI

Non è derogabile il divieto per i Comuni di acquistare immobili per l'anno 2013

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La questione sottoposta all'attenzione della Corte dei Conti concerne la possibilità o meno, per il comune istante, di procedere all’acquisto di un immobile da adibire a sede della polizia municipale. Fermo restando che ogni scelta gestionale è rimessa alle decisioni discrezionali degli organi diamministrazione, la risposta al quesito del comune si rinviene nella normativa richiamata nella stessa istanza di parere. Ai sensi dell’articolo 12, comma 1 quater della legge n. 111/2011 (comma inserito dall’articolo 1, comma 138, della legge n. 228/2012) "Per l'anno 2013 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'ISTAT ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, (…), non possono acquistare immobili a titolo oneroso né stipulare contratti di locazione passiva salvo che si tratti di rinnovi di contratti, ovvero la locazione sia stipulata per acquisire, a condizioni più vantaggiose, la disponibilità di locali in sostituzione di immobili dismessi ovvero per continuare ad avere la disponibilità di immobili venduti. Sono esclusi gli enti previdenziali pubblici e privati, per i quali restano ferme le disposizioni di cui ai commi 4 e 15 dell'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Sono fatte salve, altresì, le operazioni di acquisto di immobili già autorizzate con il decreto previsto dal comma 1, in data antecedente a quella di entrata in vigore del presente decreto". La norma non lascia spazio a interpretazioni elastiche o derogatorie, né la temporaneità del divieto (ad oggi limitato al solo 2013) può incidere in alcun modo sull’imperatività dello stesso. (Corte dei Conti, Sez. Controllo Lombardia, deliberazione n. 73/2013/PAR del 6.3.2013)

 
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Non possono essere costituite dai Comuni fondazioni o altri enti con lo scopo di acquisire la proprietà di un immobile

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La questione in esame concerne la possibilità o meno, per il comune istante, di costituire una fondazione "che avrebbe il solo scopo di acquisire (attraverso una donazione/permuta) la proprietà di un immobile da concedere in uso/locazione ad un soggetto diverso, ancora da individuare, che garantisca la gestione della scuola materna sul territorio comunale". In ordine alla possibilità di istituire una nuova fondazione, la Sezione si è giù diffusamente pronunciata. Infatti, come chiarito nei precedenti pareri della Sezione n. 403/2012 e n. 485/2012, in relazione alla possibilità di istituire fondazioni, è intervenuto il decreto legge n. 95/2012, convertito nella legge n. 135/2012. All’interno dell’articolo 9, disposizione tesa alla "razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi", ha previsto, al comma 6, che "è fatto divieto agli enti locali di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione" (precetto che si aggiunge alle regole impositive di obblighi di razionalizzazione di enti e organismi esistenti, contenute nei commi precedenti). Di conseguenza, come evidenziato nel parere n. 403 del 18/09/2012, l’ampia latitudine operativa della disposizione, nel quadro dell’opzione legislativa tesa alla reinternalizzazione dei servizi, non può che comprendere, fra gli "enti, agenzie e organismi", anche le fondazioni e, in genere, gli altri organismi strumentali creati dall’ente locale per la gestione di funzioni fondamentali e amministrative (salvo, per le società, il rinvio, contenuto nel comma 7, alle apposite regole di razionalizzazione già emanate dal legislatore). Inoltre, l’ampia dizione letterale, usata per individuare le finalità istituzionali di tali enti e organismi ("funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite ai sensi dell'articolo 118, della Costituzione"), pare abbracciare tutto lo spettro delle competenze attribuite agli Enti locali dalla legge, sia quelle qualificate dal legislatore come "fondamentali" (per la cui elencazione si rinvia all’art. 14, comma 27, d.l. n. 78/2010, come modificato dall’art. 19 del d.l. n. 95/2012) sia le altre funzioni amministrative aventi fonte nell’articolo 118 della Costituzione e, a livello di legislazione ordinaria, negli articoli 3 e 13 del TUEL, d.lgs. n. 267/2000. Ad analoghe conclusioni la Sezione è giunta, con riguardo alle Aziende speciali, nella delibera n. 514/2012.La risposta all’interrogativo del comune di Malegno, pertanto, non può che essere negativa. Né induce a differente conclusione la circostanza che la fondazione dovrebbe occuparsi solo dell’acquisizione e conservazione dell’immobile (scuola materna) da concedere in locazione al gestore del servizio scolastico. In primo luogo, l’acquisizione e conservazione (che significa gestione manutentiva) dell’immobile costituisce un delle fasi, per quanto prodromica, di esercizio della funzione amministrativa scolastica. Detto in altri termini, la sussistenza di un collegamento, anche se lato, con l’esercizio di una funzione amministrativa (gestione scuola materna) del comune è indubitabile. In secondo luogo, l’operazione sarebbe comunque in contrasto con la volontà del legislatore espressa nella legge n. 135/2012. Il comma 6 sopra indicato si inserisce, infatti, all’interno di una disposizione, l’art. 9 del d.l. n. 95/2012, tesa alla "razionalizzazione amministrativa, divieto di istituzione e soppressione di enti, agenzie e organismi" che, al comma 1, impone a regioni, province e comuni di sopprimere o accorpare (o, in ogni caso, assicurare la riduzione dei relativi oneri finanziari in misura non inferiore al 20 per cento) enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica che, alla data di entrata in vigore del decreto, esercitano, anche in via strumentale, funzioni fondamentali di cui all'articolo 117, comma secondo, lettera p), della Costituzione o funzioni amministrative spettanti ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione. La norma, quindi, costituisce evidente espressione (assieme agli obblighi di razionalizzazione delle partecipazioni in società strumentali, poste dall’art. 4 del medesimo decreto legge) dell’intenzione del legislatore di ridurre la presenza di enti e organismi, comunque denominati, facenti capo a Comuni e Province, sollecitando questi ultimi alla gestione diretta delle funzioni amministrative e fondamentali loro attribuite dalla legge, sulla base dell’assunto che la moltiplicazione dei centri erogatori di funzioni e servizi pubblici ha comportato un incremento di spesa, non accompagnato da un elevazione negli standard qualitativi dei servizi erogati...In sostanza, alla luce del combinato disposto del comma 6 (che prevede un divieto di istituzione di nuovi enti) e del comma 1 (che impone un obbligo di razionalizzazione/riduzione, pari almeno al 20 per cento, di quelli già esistenti) dell’art. 9 del d.l. n. 95/2012, nonché della ratio complessiva del provvedimento legislativo in discorso (quale emerge, per esempio, dall’art. 4), appare vietata, da parte del Comune, l’istituzione di un nuovo ente o organismo comunque denominato (nel caso di specie, una fondazione), contrastando con la volontà del legislatore non solo di non incrementare la presenza degli enti locali in enti e organismi (comma 6), ma, altresì, di ridurla sensibilmente (comma 1). (Corte dei Conti, Sez. controllo Lombardia, parere n. 74/2013/PAR del 6.3.2013)

 
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La questione in esame concerne la possibilità o meno, per il comune istante, di costituire una fondazione "che avrebbe il solo scopo di acquisire (attraverso una donazione/permuta) la proprietà di un immobile da concedere in uso/locazione ad un soggetto diverso, ancora da individuare, che garantisc ... Continua a leggere

 
 
 
 
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