Gazzetta Informa News 12 Febbraio 2013 - Area Amministrativa


NORMATIVA

Sostanze stupefacenti, Il Ministero aggiorna le tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope

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A partire dal 23.2.2013 sono illegali anche i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture). È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l'aggiornamento delle tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309 e successive modificazioni e integrazioni. Sono, infatti, state aggiunge nella Tabella II, Sezione B del citato Decreto anche i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture). (Decreto del 23.1.2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 8.2.2013)

 
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A partire dal 23.2.2013 sono illegali anche i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture). È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l'aggiornamento delle tabelle contenenti l'indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope ... Continua a leggere

 

E’ on line "Paloma", il nuovo sistema dell'Agenzia del Demanio per facilitare la locazione o la vendita di immobili da destinare alle esigenze delle Amministrazioni

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P@loma è il nuovo applicativo fornito dall’Agenzia del Demanio che consente agli utenti (persone fisiche, persone giuridiche, Enti Pubblici Territoriali ed Enti Pubblici) di proporre in locazione o in locazione e vendita immobili da destinare al soddisfacimento delle esigenze di spazio delle Amministrazioni Statali. Gli utenti interessati possono accedere a questa nuova piattaforma e registrarsi al sistema inserendo le informazioni sugli immobili. I dati raccolti verranno utilizzati dall’Agenzia e segnalati alle Amministrazioni dello Stato, consentendo in tal modo alle Amministrazioni Statali interessate l’acquisizione di immobili. Clicca sul titolo sopra linkato per accedere direttamente alla nuova piattaforma "Paloma". (Agenzia del Demanio, Sistemi Innovativi, news del 9.2.2013)

 
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Unione di Comuni: sia l’Unione che i Comuni che ne fanno parte, sono tenuti a pubblicare sui siti istituzionali, in adempimento degli obblighi di trasparenza previsti dalla legge, gli atti, i documenti e i dati di rispettiva competenza

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L'obbligo di trasparenza a carico dell'Unione dei Comuni va attuato attraverso l’istituzione del sito web e alla pubblicazione degli atti e dei provvedimenti relativi alle funzioni e ai servizi esercitati in forma associata, mentre i singoli Comuni che fanno parte dell'Unione devono curare i proprisiti istituzionali per l’adempimento dei relativi obblighi di trasparenza per quanto riguarda le funzioni residue e la situazione patrimoniale dei vertici politici-amministrativi e ogni altro dato che attenga direttamente alla sua attività. (Civit, delibera n. 10/2013)

 
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GIURISPRUDENZA

L'Amministrazione non può negare al partecipante al concorso l'accesso ai curriculum degli altri partecipanti

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A prescindere dalla proposizione del ricorso al TAR il ricorrente, in quanto partecipante alla procedura selettiva, vanta il diritto a conoscere gli atti relativi al curriculum degli altri partecipanti, atti in relazione ai quali non vi è alcuna contrapposta esigenza di riservatezza (Consiglio Stato, sez. VI, 21 maggio 2009, n. 3147). (Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 8.2.2013, n. 731)

 
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Giudizio di ottemperanza: il Consiglio di Stato applica il recente principio sancito dalla Cassazione ritenendo ammissibile il giudizio di ottemperanza per l'esecuzione di una decisione di accoglimento (mai di rigetto) resa su un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

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Nel procedimento in esame la Sezione ha preso atto della più recente giurisprudenza sulla ammissibilità del ricorso d’ottemperanza nel caso di mancata esecuzione di una decisione resa su un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (Cass., Sez. Un., 19 dicembre 2012, n. 23464; 28 aprile2011, n. 9447; 10 marzo 2011, n. 5684; 7 febbraio 2011, nn. da 2818 a 2939; 28 gennaio n. 2065; Cons. Stato, 5 giugno 2012, n. 18). Il ricorso, ancorché ammissibile ai sensi dell’art. 112 del codice del processo amministrativo, tuttavia è stato dichiarato inammissibile sotto un altro profilo. E' infatti risulta fondata l’eccezione formulata dall’Amministrazione resistente, che ha rilevato come la decisione del Presidente della Repubblica abbia disposto il rigetto del ricorso straordinario. Per orientamento ripetutamente seguito dal Consiglio di Stato e dal quale questo Collegio non ha ragione di discostarsi "il ricorso per l’esecuzione del giudicato – strumento processuale previsto dall’ordinamento per l’esecuzione coattiva delle pronunce passate in giudicato – non è utilizzabile per l’esecuzione delle pronunce di rigetto, anche in mancanza di una espressa regola che circoscriva l’ottemperanza alle sole decisioni di accoglimento" (così Cons. Stato, sez. VI, 13 dicembre 2011, n. 6532; cfr. inoltre Cons. Stato, sez. VI, 1 settembre 2009, n. 5114). Si è, infatti, chiarito che, relativamente alle sentenza del giudice amministrativo, ma il principio deve trovare applicazione anche per le decisioni su ricorso straordinario, sono le statuizioni preordinate ad una pronuncia di accoglimento del ricorso – che in sede di giudizio di legittimità si traduce nell’annullamento dell’atto impugnato – a far nascere nell’amministrazione un obbligo di ottemperanza, da assolvere ponendo in essere atti sattisfattivi rispetto a quelle statuizioni. (Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza 8.2.2013, n. 719)

 
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Accesso ai documenti della P.A.: per l'acquisizione del documento e' irrilevante l'avvenuta instaurazione di un processo dove utilizzare gli atti

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L’interesse diretto, concreto ed attuale all’acquisizione del documento prescinde dalla avvenuta instaurazione di un processo dove utilizzare gli atti. L’instaurazione del successivo giudizio, che è fatto meramente eventuale, non è un presupposto di un siffatto interesse. (Consiglio di Stato, Sez.VI, sentenza 8.2.2013, n. 716)

 
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La controversia avente ad oggetto la gestione degli impianti sportivi comunali per il nuoto appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativa

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Secondo il consolidato indirizzo giurisprudenziale appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto la gestione degli impianti sportivi comunali per il nuoto, atteso che gli stessi rientrano tra i beni del patrimonio indisponibile del Comune, precisamente tra quelli destinati ad un pubblico servizio, essendo finalizzati a soddisfare proprio l'interesse dell'intera collettività alle discipline sportive e possono essere trasferiti nella disponibilità dei privati perché ne facciano un uso ben determinato solo mediante concessione amministrativa (C.d.S., sez. V, 15 novembre 2010, n. 8040); spetta altresì al giudice amministrativo la cognizione della domanda del concessionario diretta ad ottenere la continuazione del rapporto di concessione, previa interpretazione degli atti che costituiscono la fonte dello stesso rapporto e previa decisione d'annullamento (C.d.S., sez. V, 8 luglio 2008, n. 3395; Cass, Civ., SS.UU, 14 ottobre 1998, n. 10155). Sulla base di tali principi il Collegio ha dichiarato che la controversia in esame appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, non ostandovi il contenuto dell’ordinanza n. 8978 del 5 giugno 2012 delle SS.UU. della Corte di Cassazione, con cui è stata dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario in relazione alla domanda di finita locazione e convalida di sfratto, concernendo esclusivamente la controversia per riottenere la disponibilità del bene successivamente alla scadenza del rapporto concessorio. (Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 6.2.2013, n. 698)

 
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PROVVEDIMENTI REGIONALI

Non idoneo all'arma per tatuaggio in fase di rimozione: e' illegittimo il provvedimento di esclusione automatica del candidato, l'Amministrazione deve precisare in che modo il tatuaggio sia deturpante o indice di personalità abnorme

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Nel giudizio in esame il verbale della Commissione ex art. 107, comma 4 del d.lgs. n. 443/1992 risulta motivato con "tatuaggio braccio dx in fase di rimozione (art. 123, comma 1 lett. c)", laddove la rimozione di esso ed i relativi esisti cicatriziali risultano parzialmente evidenti dall’apparato fotografico prodotto, ma non viene specificato in che modo né il tatuaggio sia deturpante o indice di personalità abnorme, né, qualora si faccia riferimento agli esiti cicatriziali, in che misura essi alterino l’estetica oppure modifichino la funzione dell’avambraccio, posto che la norma non prevede, per nessuna delle due ipotesi (tatuaggio o esiti cicatriziali) un’esclusione automatica del corsista dal concorso, ma previa valutazione secondo i criteri sopra enunciati. Sulla base di tali premesse il Collegio ha ritenuto sussistere il dedotto difetto di motivazione nel provvedimento impugnato sotto il profilo della mancata adesione della fattispecie esaminata ai parametri normativi, che della motivazione sono uno degli elementi obbligati ai sensi dell’art. 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in specie per gli atti espressione di discrezionalità tecnica, come è quello impugnato. (cfr. TAR Lazio, sezione I quater, 4 giugno 2010. n. 15341). (TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, sentenza 7.2.2013, n. 1350)

 
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Nel giudizio in esame il verbale della Commissione ex art. 107, comma 4 del d.lgs. n. 443/1992 risulta motivato con "tatuaggio braccio dx in fase di rimozione (art. 123, comma 1 lett. c)", laddove la rimozione di esso ed i relativi esisti cicatriziali risultano parzialmente evidenti dall’apparato f ... Continua a leggere

 

Silenzio-inadempimento sulla richiesta di scorrimento della graduatoria: la nomina nei posti vacanti degli idonei di una procedura concorsuale costituisce una mera facoltà per l'Amministrazione, trattandosi di un potere che rientra, di norma, nella discrezionalità dell'Ente

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Perché possa esservi silenzio-inadempimento dell'amministrazione, non è sufficiente che questa, compulsata da un privato che presenta una istanza, non concluda il procedimento amministrativo entro il termine astrattamente previsto per il procedimento del genere evocato con l'istanza, ma occorre chel'amministrazione contravvenga ad un preciso "obbligo di provvedere" (Cons. Stato Sez. IV, 04-12-2012, n. 6183; Cons. Stato Sez. III, 30-11-2012, n. 6149). Tale obbligo può discendere dalla legge, da un regolamento o anche da un atto di autolimitazione dell'Amministrazione stessa, ma in ogni caso deve corrispondere ad una situazione soggettiva protetta, qualificata come tale dall'ordinamento (T.A.R. Puglia Lecce Sez. I, 12-11-2012, n. 1863 ). Ciò posto il Collegio rileva che, nel caso di specie - in mancanza peraltro di una previa determinazione dell’amministrazione di coprire gli eventuali posti vacanti- non è dato ravvisare detto obbligo: ed invero, la nomina nei posti vacanti degli idonei di una procedura concorsuale costituisce una mera facoltà per l'Amministrazione, trattandosi di un potere che rientra, di norma, nella discrezionalità dell'Ente, fatte salve situazioni particolari in cui il legislatore abbia espressamente disposto l'obbligo per l'Amministrazione di procedere allo scorrimento della graduatoria (Cassazione civile sez. un. 12 novembre 2012; n. 19595; Consiglio di Stato, sez. I, 7 dicembre 2012, n. 5217; T.A.R. Roma Lazio sez. II, 05 giugno 2012, n. 5059). (TAR Lazio, Roma, Sez. III, sentenza 7.2.2013, n. 1355)

 
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Se il bando di concorso prevede, come requisito di ammissione, il Diploma di Geometra, va ammesso al concorso anche il candidato in possesso della Laurea in Ingegneria o della Laurea in Architettura

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Nella sentenza in esame il Collegio relativamente all'abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere, ha evidenziato che secondo un condivisibile orientamento giurisprudenziale (cfr. per es. TAR Umbria n. 708 del 7.11.2008; TAR Pescara n. 463 del 9.5.2008; TAR Piemonte Sez. II n. 3028 dell’8.11.2004), nel caso in cui il bando di concorso prevede, come requisito di ammissione, il Diploma di Geometra, va ammesso al concorso anche il candidato in possesso della Laurea in Ingegneria o della Laurea in Architettura, in quanto il possesso di tali titoli di studio superiori devono ritenersi assorbenti, poiché le materie di studio, facenti parte dei Corsi di Laurea in Ingegneria o Architettura, comprendono quelle del corso di studi di Geometra ed inoltre contemplano un maggiore livello di approfondimento. (TAR Basilicata, Potenza, Sez. I, sentenza 7.2.2013, n. 72)

 
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L’atto amministrativo che si fonda su una pluralità di ragioni è legittimo anche quando lo sia una sola di esse, di per sé idonea a sostenere l’atto

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E' pacifico in giurisprudenza che, in omaggio al principio di conservazione degli atti, nel caso in cui l’atto amministrativo gravato "si fondi su una pluralità di ragioni, ognuna delle quali abbia autonoma sufficienza, esso è legittimo anche quando lo sia una sola di esse, di per sé idonea a sostenere l’atto" (T.A.R. Campania - Salerno, 19.4.2000, n. 275), con la conseguenza che alcun rilievo potrebbero assumere rilievo le censure volte a contestare gli ulteriori profili motivazionali (giurisprudenza costante, cfr T.A.R. Campania Salerno, sez. II, 17 gennaio 2011, n. 63; T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 14 gennaio 2011 , n. 139; T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 14 gennaio 2011 , n. 164). (TAR Basilicata, Potenza, Sez. I, sentenza 7.2.2013, n. 63)

 
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La pubblicazione all'albo pretorio on line della determinazione e' misura di pubblicità idonea a far decorrere il termine per impugnare per i soggetti non contemplati direttamente nell'atto

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Secondo le regole generali, la pubblicazione all'albo pretorio della determinazione adottata dalla Comunità montana si configura come misura di pubblicità idonea a far decorrere il termine per impugnare proprio per i soggetti non contemplati direttamente nell'atto, mentre per i soggetti direttamente menzionati nella determinazione il termine decadenziale per l'impugnativa decorre dalla data di notifica o comunicazione dell'atto o da quella dell'effettiva conoscenza. (cfr. TAR Toscana, II, 1649 - 4 novembre 2011; T.A.R. Catanzaro, Sez. I, 29 luglio 2010 n. 2013 e T.A.R. Parma 14 gennaio 2009 n. 3). (TAR Basilicata, Potenza, Sez. I, sentenza 7.2.2013, n. 53)

 
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