mercoledì 19 aprile 2017 12:07

A partire dall´anno 2017, per ogni figlio nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2016, sono attribuiti su domanda del genitore richiedente i benefici previsti agli articoli 3 e 4 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17.2.2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 18.4.2017) adottato in attuazione della legge di bilancio 2017. In particolare l´art. 3 disciplina il "Buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati" ovvero il beneficio che consiste in un buono annuo di 1.000,00 euro, parametrato per ogni anno di riferimento a undici mensilita´, da corrispondere, in base alla domanda del genitore richiedente, per far fronte al pagamento della retta relativa alla frequenza di asili nido pubblici o asili nido privati autorizzati. Il contributo e´ erogato dall´Istituto nazionale della previdenza sociale tramite un pagamento diretto, con cadenza mensile, al genitore richiedente, fino a concorrenza dell´importo massimo della quota parte mensile, dietro pìresentazione da parte dello stesso genitore della documentazione attestante l´avvenuto pagamento della retta per la fruizione del servizio presso l´asilo nido pubblico, o privato autorizzato, prescelto. L´art. 4 prevede il "Buono per l´introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche" che consiste in un contributo, per un importo massimo di 1.000,00 euro annui, per favorire l´introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto di tre anni impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche. Il contributo e´ corrisposto dall´INPS direttamente al genitore richiedente dietro presentazione da parte di quest´ultimo di un´attestazione rilasciata dal pediatra di libera scelta, sulla scorta di idonea documentazione, che attesti, per l´intero anno di riferimento, l´impossibilita´ del bambino di frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica. Per approfondire scarica il decreto.

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mercoledì 7 maggio 2014 21:23

Inps: come chiedere i benefici di maternità e paternità

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato Inps

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Sul portale dell'INPS e' operativa una nuova sezione consultabile nella quale vengono fornite tutte le informazioni utili per ottenere i benefici previsti dalla legge. In particolare sono previste le seguente schede e servizi on line: 1) Maternità/paternità: si può accedere a informazioni sulle tutele previste per legge a favore delle lavoratrici e dei lavoratori nel periodo della maternità e paternità quali, i congedi di maternità/paternità e il relativo trattamento economico per ciascuna delle le categorie di lavoratrici/lavoratori a cui spettano; 2) Congedi papà: sono illustrate le recenti novità introdotte dal legislatore a favore del padre lavoratore dipendente: un congedo obbligatorio di un giorno e un congedo facoltativo di due giorni, alternativo al congedo di maternità della madre. 3) Congedi parentali e riposi per allattamento: chi ne ha diritto, quando spettano e come presentare la domanda, queste le informazioni fornite per i riposi per allattamento previsti dalla legge quali periodi di riposo per le necessità dell’allattamento e la possibilità di usufruire di ulteriori periodi di astensione dal lavoro (congedi parentali) finalizzati all’assistenza e all’educazione dei figli. 4) Voucher baby sitting – asili nido: Un’altra agevolazione legata alla maternità consiste nella possibilità di richiedere voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting o un contributo per sostenere le spese dell’asilo nido. Accedendo dal link alla scheda dedicata è possibile sapere a chi spetta e in cosa consiste il beneficio. La Procedura online per accedere ai benefici prevede l'utilizzazione di PIN dispositivo che consente l'accesso allo Sportello virtuale per la richiesta telematica delle prestazioni di congedo di maternità/paternità, congedo parentale, congedo obbligatorio o facoltativo per il padre. Inserendo il PIN l’utente viene riconosciuto ed il menù dei servizi si personalizzerà sulla base del genitore (madre o padre) mostrando le prestazioni che la madre o il padre ha diritto di richiedere online. In particolare, le madri potranno accedere alle procedure per inoltrare le domande per il congedo di maternità e congedo parentale differenziate per le lavoratrici dipendenti, autonome o iscritte alla gestione separata, mentre i padri visualizzeranno le procedure per inoltrare le domande di congedo di paternità, congedo parentale (esclusivamente per lavoratori dipendenti o iscritti alla gestione separata), di congedo obbligatorio e di congedo facoltativo. Anche per la richiesta voucher servizi per l’infanzia lo Sportello virtuale consente di inoltrare la richiesta telematica dei voucher e dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato Inps

 
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Sul portale dell'INPS e' operativa una nuova sezione consultabile nella quale vengono fornite tutte le informazioni utili per ottenere i benefici previsti dalla legge. In particolare sono previste le seguente schede e servizi on line: 1) Maternità/paternità: si può accedere a informazioni sull ... Continua a leggere

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venerdì 14 novembre 2014 13:41

Legge Delrio: registrato alla Corte dei Conti il primo DPCM

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Dipartimento Affari Regionali del 13.11.2014

In attuazione dell'art. 1, comma 92 della legge Delrio n. 56/2014 è stato registrato alla Corte dei Conti il 24 ottobre 2014 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Per scaricare il DPCM cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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martedì 26 febbraio 2013 11:09

E' stata attivata la Banca Dati delle Adozioni

Decreto 15.2.2013

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E' stata ufficialmente attivata la nuova applicazione informatica relativa alla formazione, tenuta e aggiornamento della Banca Dati delle Adozioni relativa ai minori dichiarati adottabili, nonche' ai coniugi aspiranti all'adozione nazionale ed internazionale, istituita ai sensi dell'art. 40 della legge 28 marzo 2001, n. 149.

Decreto 15.2.2013

 
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sabato 25 febbraio 2017 10:02

Fabbisogni standard: le note metodologiche per la procedura di calcolo

segnalazione del DPCM pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 22.2.2017

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 22.2.2017 Supplemento Ordinario n. 12 il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 dicembre 2016  recante "Adozione delle note metodologiche relative alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard ed il fabbisogno standard per ciascun comune delle regioni a statuto ordinario relativi alle funzioni di istruzione pubblica, alle funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente - servizio smaltimento rifiuti, alle funzioni nel settore sociale - servizi di asili nido, alle funzioni generali di amministrazione e controllo, alle funzioni di polizia locale, alle funzioni di viabilita' e territorio, alle funzioni nel campo dei trasporti (trasporto pubblico locale) ed alle funzioni nel settore sociale al netto dei servizi di asili nido." Per saperne di più vai al DPCM

segnalazione del DPCM pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 22.2.2017

 
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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 22.2.2017 Supplemento Ordinario n. 12 il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 dicembre 2016  recante "Adozione delle note metodologiche relative alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard ed il fabbis ... Continua a leggere

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venerdì 28 febbraio 2014 13:25

Inps: Durc interno, verifica sulla legittimità delle agevolazioni contributive

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi del messaggio INPS n. 2889 del 27.2.2014

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L’Istituto Nazionale di Previdenza, con il messaggio n. 2889 del 27/2/2014, ha inteso promuovere un controllo straordinario nel periodo gennaio 2008 – maggio 2014 relativamente al regolare possesso del “Durc interno” (obbligatorio per i datori di lavoro) al fine di essere destinatari degli incentivi/agevolazioni contributive. Il monitoraggio avverrà in più fasi (maggio, giugno, settembre, 2014) e sarà finalizzato a riscontrare se i fruitori delle agevolazioni avessero eventualmente prodotto irregolarità, ovvero inadempienze sugli obblighi previdenziali e quindi essere invitati a sanare entro il termine di 15 giorni la propria posizione, in mancanza della quale scatterebbe l’automatica esclusione dai bonus e conseguente recupero delle somme beneficiate assommate alle relative sanzioni. Il funzionamento innovato del Durc interno, attuato autarchicamente da parte dell’Inps, si sostanzia ora nella cosiddetta accensione semaforica (collegata al cassetto previdenziale aziende) verde, gialla, rossa, rispettivamente per indicare la situazione di Durc regolare, Durc irregolare con avvio richiesta regolarizzazione, Durc negativo in assenza di regolarizzazione. Tali controlli, entrando a regime, verranno effettuati con cadenza mensile. Le aziende avranno la possibilità di verificare l’esattezza della propria posizione nel cosiddetto “cassetto previdenziale” accedendo alla sezione “regolarità contributiva”, con un’altra funzione, prevista sempre nel cassetto, le aziende avranno anche la possibilità di verificare le motivazioni del non riconoscimento dei benefici sulle contribuzioni. In passato, di contro, era il datore di lavoro che provvedeva a dichiarare il possesso della regolarità contributiva al momento della richiesta incentivi. La suddetta innovazione, introdotta dall’Inps, si inquadra nell’ottica dell’efficientamento dell’apparato nonché della sburocratizzazione ed agevolazione dell’utenza che accede a servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione.

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi del messaggio INPS n. 2889 del 27.2.2014

 
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L’Istituto Nazionale di Previdenza, con il messaggio n. 2889 del 27/2/2014, ha inteso promuovere un controllo straordinario nel periodo gennaio 2008 – maggio 2014 relativamente al regolare possesso del “Durc interno” (obbligatorio per i datori di lavoro) al fine di essere destinatari degli incentiv ... Continua a leggere

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giovedì 1 maggio 2014 15:07

"Bonus Irpef": sì ai requisiti di costituzionalità

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Senato del 30.4.2014

L'Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta di mercoledì 30 aprile, ha accolto il parere espresso dalla 1a Commissione permanente sulla sussistenza dei requisiti costituzionali in ordine al decreto-legge su competitività e giustizia sociale (cosiddetto decreto "Bonus Irpef").

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giovedì 13 dicembre 2012 08:50

Pareggio di Bilancio: la Camera approva la proposta di legge per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio

Camera dei deputati

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La Commissione bilancio della Camera ha approvato, in sede referente, la proposta di legge recante disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio, ai sensi del nuovo sesto comma dell'articolo 81 della Costituzione, il quale prevede che le norme fondamentali volte ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni siano stabilite da una apposita legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. L'esame in Assemblea è previsto a partire dalla seduta dell'11 dicembre.

Camera dei deputati

 
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La Commissione bilancio della Camera ha approvato, in sede referente, la proposta di legge recante disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio, ai sensi del nuovo sesto comma dell'articolo 81 della Costituzione, il quale prevede che le norme fondamentali volte ad assicurare ... Continua a leggere

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martedì 13 maggio 2014 13:48

Bonus Irpef: la circolare Inps sulle modalità di recupero del bonus sui contributi previdenziali

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare INPS n. 60 del 12.5.2014

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Sulla GU n.95 del 24 aprile 2014 è stato pubblicato il DL 24 aprile 2014, n. 66 recante “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”. Il provvedimento, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, contiene, tra l’altro, disposizioni dirette alla riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati. In particolare, per l’anno 2014, l’articolo 1 del decreto riconosce - ai titolari di reddito di lavoro dipendente e di taluni redditi assimilati, la cui imposta lorda sia superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti – un credito così articolato: - per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro, il bonus è pari a 640 euro; - in caso di superamento del limite di 24.000 euro, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 26.000 euro. L’impianto del decreto prevede che il credito venga erogato sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, rapportandolo al periodo stesso. Ai fini del recupero degli importi riconosciuti, il sostituto d’imposta utilizza, fino a capienza, l’ammontare globale delle ritenute disponibili in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga. La materia è stata disciplinata dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 8/E del 28 aprile 2014 ora l'INPS con la circolare n. 60 procede ad illustrare le modalità che i datori di lavoro/committenti dovranno utilizzare per il recupero del bonus erogato allorquando, esaurita la sfera fiscale, possono essere aggredite le contribuzioni dovute all’Istituto. 1. Modalità di recupero. Disciplinando le modalità dei recuperi, il comma 5 dell’articolo 1, prevede che “il sostituto di imposta utilizza, fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga…..”. Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 48/E del 7 maggio 2014 ha istituito il codice tributo “1655” denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta delle somme erogate ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66”. Secondo le indicazioni contenute nella risoluzione, il nuovo codice tributo andrà esposto nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme inserite nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” e nel campo “anno di riferimento”, del mese e dell’anno in cui è avvenuta l’erogazione del beneficio fiscale, rispettivamente nel formato “00MM” e “AAAA”. Trovando applicazione l’istituto della compensazione ex articolo 17 del D.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, datori di lavoro e committenti potranno utilizzare il nuovo codice per recuperare le somme erogate anche a valere sui contributi previdenziali. 2. Modalità di recupero nella gestione Inps. Al fine di consentire il completo recupero del bonus anche alle Amministrazioni pubbliche che possono avere difficoltà a operare in compensazione con il modello F24, viene prevista, all’interno della gestione contributiva INPS, la modalità di recupero di seguito descritta. - Amministrazioni pubbliche titolari di una posizione contributiva Inps DM (DM2013). Le Amministrazioni pubbliche titolari di una posizione contributiva DM riferita ai dipendenti (DM2013), per il recupero del bonus non compensabile in F24, utilizzeranno la denuncia contributiva riferita a detta posizione. La somma relativa al periodo di paga interessato, che non potrà eccedere la contribuzione complessivamente dovuta, dovrà essere indicata con il codice conguaglio “L650” da valorizzare all’interno della sezione «AltrePartiteACredito» di «DenunciaAziendale». Ai fini dell’individuazione della quota aggredibile, si precisa che la stessa è costituita dall’ammontare dei contributi dovuti, al lordo delle possibili partite a credito. - Amministrazioni pubbliche (ex INPDAP). In alternativa a quanto indicato al precedente punto 3.1, ovvero ad integrazione di quanto già recuperato con il codice conguaglio “L650”, le Amministrazioni iscritte alle gestioni pubbliche che assumono il ruolo di dichiarante in ListaPosPA possono recuperare il bonus erogato ai lavoratori (dipendenti e collaboratori) riducendo l’ammontare dei versamenti, dovuti per il medesimo periodo di paga, dell’importo esposto in un nuovo elemento «AltriImportiAConguaglio» (percorso: DenunceMensili/ Azienda/ListaPosPA). In ogni caso il recupero può essere effettuato nei limiti della quota dei contributi che rimane a carico del dichiarante, al netto dei versamenti effettuati da altri soggetti indicati nell’elemento Ente versante. Ai fini dell’individuazione del limite utilizzabile possono essere considerati esclusivamente i contributi correnti, segnatamente quelli afferenti ai valori indicati negli elementi «E0_Periododelmese» e negli elementi «V1_PeriodoPrecedente», codice causale “1”, corrispondenti a retribuzioni erogate nel mese della denuncia. Non possono essere considerati i contributi che discendono dagli elementi V1 con codici causali diversi da “1”. In particolare, nell’ambito del tracciato Uniemens, gli elementi di «AltriImportiAConguaglio» devono essere compilati come di seguito indicato: «TipologiaConguaglio»: indicare il valore “001”; «ImportoConguagliato»: indicare l’importo del credito di imposta di cui all’art.1, D.L. n. 66/2014, recuperato sui contributi riferiti alle gestioni pubbliche della dichiarazione contributiva. L’importo indicato nell’elemento «ImportoConguagliato» riduce i versamenti dei contributi delle gestioni pubbliche relativi allo stesso mese e anno in cui è avvenuta l’erogazione del beneficio fiscale, a partire dalla gestione identificata dal codice “1- Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti statali” fino alla gestione identificata dal codice “9-Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali”, secondo l’ordine progressivo indicato nell’elenco (allegato 3) e nei limiti dell’importo da compensare. Nel modello F24 EP i versamenti relativi al periodo di riferimento delle competenze correnti devono essere esposti al netto delle compensazioni effettuate. Le operazioni di recupero sopra illustrate potranno essere effettuate a far tempo dal periodo di paga “maggio 2014”.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare INPS n. 60 del 12.5.2014

 
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Sulla GU n.95 del 24 aprile 2014 è stato pubblicato il DL 24 aprile 2014, n. 66 recante “Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”. Il provvedimento, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, contiene, tra l’altro, disposizioni dirette alla riduzione ... Continua a leggere

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giovedì 16 ottobre 2014 17:27

Legge di Stabilità 2015: approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato della Presidenza del Consiglio dei dei Ministri - Legge di Stabilità 2015

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Il Consiglio dei Ministri mercoledì 15 ottobre 2014 ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015). Una manovra finanziaria di 36 miliardi di euro. Con apposito comunicato la Presidenza del Consiglio dei ministri indica i seguenti punti principali della legge: Meno tasse per 18 miliardi; Gli 80 euro diventano una misura definitiva; Via gli alibi per chi deve assumere: zero contributi per i contratti a tempo indeterminato; Investimenti nei settori chiave del Paese: scuola, lavoro, giustizia; Riduzione del 70% del patto di stabilità per i Comuni; Più risorse per ricerca e innovazione; Stop alle spese non coperte; Spending review: taglio di 15 miliardi di euro; Recupero e contrasto dell’evasione per 3,8 miliardi e 1 miliardo dalle slot machines; Libertà per i lavoratori dipendenti di avere il TFR in busta paga con zero costi per le imprese. Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017 (disegno di legge) Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato il disegno di legge riguardante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e il bilancio per il triennio 2015-2017.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato della Presidenza del Consiglio dei dei Ministri - Legge di Stabilità 2015

 
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Il Consiglio dei Ministri mercoledì 15 ottobre 2014 ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2015). Una manovra finanziaria di 36 miliardi di euro. Con apposito comunicato la Presidenza del Consiglio ... Continua a leggere

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domenica 10 gennaio 2016 08:22

Funzione Pubblica: il DPCM che autorizza assunzioni e procedure di reclutamento

segnalazione del DPCM pubblicato dalla Funzione Pubblica in data 8.1.2016

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È stato pubblicato sul sito istituzionale della Funzione Pubblica lo Schema di Dpcm recante autorizzazione, in favore di varie amministrazioni, a bandire procedure di reclutamento ai sensi dell'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato per l'anno 2015 ai sensi dell'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni ed integrazioni nonché dell'articolo 3, comma 1 e 3 , del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014 n. 114 In particolare nel provvedimento si precede ad autorizzare le seguenti amministrazioni dello stato: Ministero dell'Interno, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell'ambiente, Ministero della Difesa, Ministero della Salute, Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, Ente Nazionale per l'Aviazione civile, Agenzia Nazionale per la sicurezza nel volo. Per maggiori informazioni scarica il DPCM

segnalazione del DPCM pubblicato dalla Funzione Pubblica in data 8.1.2016

 
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È stato pubblicato sul sito istituzionale della Funzione Pubblica lo Schema di Dpcm recante autorizzazione, in favore di varie amministrazioni, a bandire procedure di reclutamento ai sensi dell'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché autorizzazione ad assumere a temp ... Continua a leggere

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lunedì 31 ottobre 2011 20:55

Agevolazioni per la formazione universitaria nella P.A.

Funzione Pubblica

Con circolare del 7.10.2011 il Ministro Brunetta precisa la portata ed i limiti delle agevolazioni riconosciute ai pubblici dipendenti per garantirne il diritto allo studio.

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venerdì 12 dicembre 2014 19:06

Mamme lavoratrici: in Gazzetta Ufficiale il decreto sul contributo per l'acquisto dei servizi per l'infanzia

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11.12.2014

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11.12.2014 il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale sui "Criteri di accesso e modalita' di utilizzo delle misure di cui all'articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, recante: "Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita".Nel Decreto è previsto un contributo pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo complessivo non superiore a sei mesi che può essere richiesto in luogo del congedo parentale e può essere utilizzato alternativamente per il servizio di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati.Per maggiori informazioni sulla modalità telematica di accesso alla richiesta e sulle esclusioni scaricare il decreto cliccando su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11.12.2014

 
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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11.12.2014 il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale sui "Criteri di accesso e modalita' di utilizzo delle misure di cui all'articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, recante: "Disposizioni in mater ... Continua a leggere

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domenica 15 febbraio 2015 10:28

Bonus occupazionale: incentivi alle assunzioni fatte dal 1° maggio 2014

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi

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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il Decreto Direttoriale 11/2015 del 23 gennaio 2015 di rettifica al precedente Decreto 1709/2014 che regola l'incentivo "bonus occupazionale" previsto nel contesto del Programma Garanzia Giovani, cofinanziato dal FSE. Fa seguito, quindi, la nuova versione, consolidata, del citato Decreto Direttoriale 1709/2014 del 8 agosto 2014 anche con il Decreto 63/2014 del 2 dicembre 2014 che ha reso "retroattivo" l'incentivo, sopra menzionato, alle assunzioni fatte dal 1° maggio 2014, data dell'avvio del programma Garanzia Giovani.Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi

 
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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il Decreto Direttoriale 11/2015 del 23 gennaio 2015 di rettifica al precedente Decreto 1709/2014 che regola l'incentivo "bonus occupazionale" previsto nel contesto del Programma Garanzia Giovani, cofinanziato dal FSE. Fa seguito, quindi, la nuova versione, cons ... Continua a leggere

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lunedì 25 maggio 2015 22:49

Enti Locali e Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati: in G.U. le modalità di presentazione delle domande di contributo per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla G.U. n. 118 del 23.5.2015

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23.5.2015 è stato pubblicato il decreto 27 aprile 2015 del Ministero dell'Interno recante "Modalità di presentazione delle domande di contributo, da parte degli enti locali, per i servizi finalizzati all'accoglienza nella rete SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) di minori stranieri non accompagnati". Per maggiori informazioni scarica il decreto cliccando su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla G.U. n. 118 del 23.5.2015

 
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23.5.2015 è stato pubblicato il decreto 27 aprile 2015 del Ministero dell'Interno recante "Modalità di presentazione delle domande di contributo, da parte degli enti locali, per i servizi finalizzati all'accoglienza nella rete SPRAR (Sistema di Protezione per Ric ... Continua a leggere

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lunedì 28 ottobre 2013 23:26

Governo: nuovo sito sulle agevolazioni fiscali per la casa

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato Linea Amica del 28.10.2013

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Il nuovo sito www.casa.governo.it informa sulle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l' acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ per immobili soggetti a ristrutturazione e le detrazioni per l'adeguamento antisismico. Il decreto legge n. 63 del 2013 ha prorogato al 31 dicembre 2013 la possibilità di usufruire della detrazione fiscale del 50% per interventi di ristrutturazione, per un importo fino a 96.000,00 euro, per ogni unità immobiliare. La detrazione andrà distribuita su 10 annualità di pari valore. La detrazione del 65% fino al 31 dicembre 2013 è in vigore per coloro che effettuano interventi antisismici su immobili (strutture abitative o esercizi commerciali) che si trovano in zone ad alto rischio sismico. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato Linea Amica del 28.10.2013

 
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mercoledì 22 marzo 2017 20:21

Enti Locali: certificazione del rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio per l'anno 2016

Segnalazione del decreto del MEF pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 67 del 21.3.2017

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale N. 67 del 21.3.2017 il decreto del MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 6 marzo 2017 recante "Certificazione del rispetto degli obiettivi del pareggio di bilancio degli enti locali, per l'anno 2016. Scarica il provvedimento.

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domenica 27 ottobre 2013 08:49

Permesso di soggiorno: il richiedente asilo, la cui domanda sia stata respinta dalla Commissione, se presenta ricorso al tribunale civile può chiedere al Prefetto di essere autorizzato a permanere sul territorio nazionale fino alla decisione del ricorso

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato

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Lo speciale permesso di soggiorno previsto dall’art. 1, comma 5, della legge n. 39 del 28.2.1990 e dall’art. 1, comma 2, del regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 15.5.1990 n. 136, deve ritenersi rilasciabile solo per la durata del procedimento amministrativo per il riconoscimento dello status di rifugiato. La norma, difatti, prevede che il Questore territorialmente competente rilascia, dietro richiesta, un permesso di soggiorno temporaneo valido fino alla definizione della procedura di riconoscimento che lo straniero avvia mediante istanza motivata e, in quanto possibile, documentata, all'ufficio di polizia di frontiera, al momento dell’ingresso nel territorio italiano. Entrambe le norme, letteralmente, ne prevedono la durata “sino alla definizione della procedura di riconoscimento”, con ciò intendendo evidentemente il procedimento amministrativo. Non si ritiene possibile un’interpretazione estensiva che ricomprenda nel concetto di “procedura” anche l’eventuale fase contenziosa, non potendosi la fase contenziosa ricomprendere nell’espressione puntuale usata dal legislatore, “procedura di riconoscimento”. In tal senso è la giurisprudenza di questa Sezione, la quale ha statuito che “L’eventuale impugnazione giurisdizionale appartiene ad una procedura diversa. Pertanto l’art. 1, comma 2, D.P.R. 136/1990 va inteso nel senso che il permesso temporaneo vale sino alla decisione della Commissione e non oltre, salva la possibilità di ottenere un nuovo permesso ad altro titolo”. Aggiunge, infine, il Collegio che l’art. 17 del D.P.R. n. 303 del 2004 consente al richiedente asilo, la cui domanda sia stata respinta dall’apposita Commissione e che abbia presentato ricorso al tribunale civile, di chiedere al Prefetto di essere autorizzato a permanere sul territorio nazionale fino alla decisione del ricorso. Si tratta di un procedimento diversamente configurato da quello che ha seguito l’attuale appellato, per le forme, per i presupposti, per l’autorità competente, e infine per gli effetti dell’eventuale accoglimento (C.d.S., III Sez., n. 3091 del 23 maggio 2011).

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato

 
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domenica 6 aprile 2014 11:02

Prevenzione e profilassi in materia di igiene scolastica: l'intervento del Consiglio di Stato sugli atti di semplificazione adottati dalla Regione Liguria

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 14.3.2014

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Con sentenza n. 1437 del 21 giugno 2007 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria, Sezione Seconda, ha accolto il ricorso, proposto dalle parti appellate, esercenti la potestà genitoriale su minori, che frequentano scuole materne, asili nido ed altre scuole pubbliche, avverso gli atti di semplificazioni della Regione Liguria, adottati in materia di procedure autorizzative e certificazioni sanitarie. Gli originari ricorrenti, in particolare, sull’assunto che l’abolizione di qualsiasi strumento di prevenzione e profilassi, in materia di igiene scolastica, determinasse un rischio gravissimo per la salute dei loro figli, avevano impugnato la delibera della Giunta Regionale della Liguria 29.12.2006 n. 1609 ed il relativo allegato, avente ad oggetto “Adempimenti in materia di semplificazione di procedure autorizzative e certificazioni sanitarie, ai sensi dell’art. 80 della legge regionale 07.12.2006 n .41”; nonché qualsiasi altro atto presupposto o conseguenza della stessa, nella parte in cui aboliscono: 1) il certificato di vaccinazione per l’ammissione alle scuole pubbliche (punto 10 dell’allegato alla delibera, oggetto di gravame); 2) il certificato medico di non contagiosità per la riammissione al lavoro degli alimentaristi, dopo l’assenza per malattia oltre i cinque giorni, per quel che concerne gli addetti alla refezione scolastica ( punto 13); 3) l’obbligo della presenza del medico scolastico a scuola ( punto 23.1); 4) la tenuta dei registri di medicina scolastica ( punto 23.2); l’obbligo di presentazione di certificato medico da parte degli alunni dopo cinque giorni di assenza ( punto 23.3); 5) l’obbligo di periodiche disinfezioni e disinfestazioni degli ambienti scolastici ( 23.4). Il T.A.R. adito, con la sentenza sopracitata, ha accolto, in parte, il ricorso, sull’assunto che gli atti impugnati incidono sui livelli essenziali di assistenza (LEA), che, ai sensi del DPCM 29.11.2001, Allegato 1, devono essere garantiti dal S.S.N.. ......Prima di procedere alla disamina dei motivi di ricorso occorre, in via preliminare, procedere all’inquadramento sistematico della fattispecie, posta all’attenzione di questo Collegio. Il campo d’indagine è, in particolare, quello dei livelli essenziali di assistenza (Lea), costituiti dall’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (Ssn) eroga a tutti i cittadini, gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza. I Lea, il cui fondamento è ravvisabile nell’art. 32 della Costituzione (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”), costituiscono un importante baluardo del sistema sanitario nazionale, in quanto garantiscono che nessuno possa essere escluso dal diritto all’assistenza. La legge di istituzione del Ssn (n. 833/1978) ha introdotto, per la prima volta, il concetto di “livelli di prestazioni sanitarie che devono essere garantiti a tutti i cittadini”, in seguito, ribadito e rafforzato con le successive riforme. I Lea sono stati, successivamente, definiti a livello nazionale con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, entrato in vigore nel 2002. Con la riforma del titolo V della Costituzione, poi, nell’ambito delle materie di competenza esclusiva statale, è stata introdotta, all’art. 117, comma secondo, lettera m), quella alla “determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”. I Lea, dunque, possono essere diversi da Regione a Regione, con il limite minimo invalicabile, però, del rispetto dei livelli definiti a livello statale, da garantirsi su tutto il territorio nazionale. Tutto ciò premesso, è possibile affrontare tutte le questioni enucleabili dai motivi di gravame. La Regione appellante, adducendo le violazioni sopra riportate, contesta le conclusioni cui è pervenuto il T.A.R., nella sentenza oggetto di ricorso, su molteplici profili. In primis, nella parte relativa ai servizi di medicina scolastica e di vigilanza igienica sulle attività di disinfezione e disinfestazione, nella quale si afferma che l’abolizione della figura del medico scolastico (sostituita con il pediatra di libera scelta), al pari dell’abolizione della disinfezione degli ambienti scolastici (sostituita con la normale pulizia con detersivi), non possa fondarsi sull’art. 80 della L.R. 41/06. Il T.A.R., sul punto, precisando come la stessa disposizione demandi alla Giunta, esclusivamente, la semplificazione in materia e non, certamente, l’adozione di provvedimenti ulteriori, paventa il rischio che si sostituiscano, in luogo delle certificazioni, gli interventi di medicina preventiva. In secondo luogo, la Regione contesta la sentenza nella parte in cui il T.A.R. afferma che sono garantite tra i LEA e devono, pertanto, essere assicurate dal SSN, tutte le funzioni di “prevenzione collettiva” e, in particolare, quelle indicate sub 1), previste da una norma vigente e non espressamente escluse dall’allegato 2A. Infine, nella parte in cui il T.A.R. esclude la sostituzione, mediante autocertificazione, del certificato di vaccinazione per l’ammissione alle scuole pubbliche. L’appellante, in via preliminare, evidenzia come il citato DPCM, indicando tipologie generali di prestazioni, non entri nel dettaglio degli interventi concretamente erogabili, creando, così, il rischio di un uso indiscriminato del concetto di essenzialità. A neutralizzare il rischio che si consideri essenziale qualunque prestazione, concernente il campo della salute, soccorre, osserva l’appellante, l’art.1, comma 7, del D.lgs. n. 502/1992, che, al fine di stabilire i contenuti delle prestazioni sanitarie da porsi a carico del SSN, sancisce, quali limiti rigidi, i principi di efficacia clinica, economicità relativa e appropriatezza. Orbene, partendo da questo presupposto, la Regione osserva come i servizi di medicina scolastica non figurino tra i LEA di prevenzione collettiva, evidenziando, peraltro, come gli stessi, legati ad un contesto storico ormai superato, non siano più giustificabili dopo l’entrata in vigore della prima riforma sanitaria e l’istituzione del pediatra di libera scelta. Il pediatra, infatti, si osserva, eroga gratuitamente le prestazioni individuate negli Accordi collettivi stipulati con il SSN. Per quel che concerne, invece, la questione relativa alle periodiche disinfezioni e disinfestazioni degli ambienti scolastici, l’appellante sottolinea come il DPCM, in linea con le esigenze di prevenzione collettiva, non contempli la necessità di eseguire periodiche e programmate disinfezioni, quanto, piuttosto, preveda, esclusivamente, la vigilanza igienica su tali attività. Peraltro, si precisa, la ratio del rifiuto di periodiche disinfezioni risiede nell’esigenza di evitare la formazione di ceppi batterici resistenti a qualunque trattamento, secondo quanto evidenziato dal Gruppo di Lavoro Ministeriale. Il Collegio ritiene di accogliere il primo motivo di ricorso. I servizi di medicina scolastica, infatti, a differenza di quanto ritenuto dal T.A.R., non rientrano, in alcun modo, tra le prestazioni inserite nel DPCM 29.11.2001. Sul punto, il Collegio non può non prendere atto di come la vigente normativa abbia, ormai, superato la precedente impostazione, che accentrava il controllo medico a scuola. La normativa vigente, infatti, è basata sulla figura del pediatra di libera scelta, soggetto che, gratuitamente, provvede alla prevenzione ed alla cura dei minori, in ossequio agli Accordi collettivi stipulati con il SSN. Peraltro, come correttamente evidenziato dall’odierna appellante, anche qualora i servizi de quibus si volessero ricomprendere tra i LEA, non potrebbe non rilevarsi come le stesse funzioni di prevenzione, già, siano assicurate, ai sensi della normativa vigente, da altri organi sanitari. Continuare ad erogare i servizi di medicina scolastica equivarrebbe, pertanto, a mantenere l’esatto doppione di quelli offerti dal pediatra di libera scelta. Già tale considerazione varrebbe ad escludere la possibilità di inquadrare, nel silenzio della norma, i servizi di che trattasi tra i livelli essenziali di tutela. Contrariamente a quanto osservato dal giudice di prime cure ed alla stregua del sistema oggi vigente, si ritiene, pertanto, che i servizi di medicina scolastica non rispondano più ai principi di appropriatezza ed economicità, dai quali non si può prescindere nell’ambito delle prestazioni a carico del SSN. Anche per quel che concerne l’obbligo delle periodiche disinfezioni e disinfestazioni degli ambienti scolastici, questo Collegio ritiene non condivisibili le conclusioni del T.A.R.. Peraltro, non può non notarsi come, pur essendo ricompresa la funzione di vigilanza igienica sulle attività di disinfezione e disinfestazione nell’ allegato 1B del DPCM in questione, nello stesso decreto non vi sia traccia della necessità di eseguire periodiche disinfezioni. Deve, pertanto, ritenersi legittimo l’intervento della Regione che, d’altronde, non ha ad oggetto le disinfezioni/disinfestazioni tout court, ma solo quelle rituali e programmate, slegate da esigenze di prevenzione effettive. La Regione appellante, con il secondo motivo di ricorso, contesta le statuizioni del giudice di prime cure in ordine alla riconducibilità, nell’alveo dei LEA, delle certificazioni “non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva”. Il giudice di prime cure, in particolare, ha affermato che sono garantite tra i LEA e devono, pertanto, essere assicurate dal SSN, tutte le funzioni di “prevenzione collettiva” e, in particolare, quelle indicate sub 1), previste da una norma vigente e non espressamente escluse dall’allegato. Orbene, escludendo il DPCM, dalle prestazioni a carico del SSN, le certificazioni mediche non rispondenti ai fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge, è da ritenersi legittima l’abolizione dei certificati di riammissione a scuola, dopo i cinque giorni d’assenza, e di non contagiosità per la riammissione al lavoro degli alimentaristi, dopo l’assenza per malattia oltre i cinque giorni. La scelta, oltre ad essere coperta da fonte legislativa, si palesa, altresì, perfettamente in linea con le osservazione del Gruppo di lavoro ministeriale, nel cui ambito è emersa la scarsa utilità delle predette certificazioni, sull’assunto che “le malattie infettive sono spesso contagiose in fase di incubazione, ma raramente quando il soggetto è convalescente”. Con il terzo motivo di ricorso, l’appellante, infine, contesta la sentenza nella parte in cui si esclude la possibilità di sostituire, mediante autocertificazione, il certificato di vaccinazione per l’ammissione alle scuole pubbliche. Tale ultimo motivo di ricorso non può essere accolto. Sul punto occorre precisare che, escludendo il DPCM dalle prestazioni a carico del SSN, esclusivamente, le certificazioni mediche “non rispondenti ai fini di tutela della salute collettiva”, anche quando richieste da disposizioni di legge, devono ritenersi, invece, inclusi tra i Lea e, pertanto, a carico del SSN tutte le altre certificazioni, che risultino preordinate a tale finalità, tra le quali certamente deve includersi il certificato di vaccinazione, per l’ammissione alle scuole pubbliche. E, si noti, non vale a suffragare la tesi contraria la circostanza, addotta dall’appellante, per cui già la legislazione nazionale consente il ricorso all’autocertificazione. Trattandosi, infatti, di una materia rientrante nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell’art. 117, comma secondo, lettera m), solo a quest’ultimo compete di legiferare in subiecta materia. Ne deriva, dunque, l’inammissibilità di qualsiasi intervento di fonte regionale in ordine ai certificati di vaccinazione per l’ammissione alle scuole pubbliche, ambito quest’ultimo riservato, come detto, alla competenza del legislatore statale, unico soggetto deputato a pronunciarsi sul punto. Per continuare nella lettura della sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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venerdì 11 ottobre 2013 23:55

Bonus per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici: on line la mini guida dell'Agenzia delle Entrate

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della mini guida Agenzia delle Entrate

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L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una mini guida per usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.Quando si può avere, Per quali acquisti Come si ottiene il bonus, l'importo detraibile, i pagamenti ed i documenti da conservare questi gli argomenti trattati nella mini guida visualizzabile cliccando su "Accedi al Provvedimento".

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giovedì 16 ottobre 2014 20:49

Legge di stabilità: Il Ministro Padoan "Questa manovra creerà lavoro". Taglio strutturale delle tasse, per 18 miliardi

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato MEF del 16.10.2014

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Pier Carlo Padoan in diretta a Radio Rai ha illustrato le misure della Legge di stabilità approvata ieri dal consiglio dei Ministri. Il Governo in particolare, si legge nel comunicato del MEF, ha approvato il testo del disegno di legge “Stabilità 2015” che verrà inviato al Parlamento nelle prossime ore. Il disegno di legge ha un’impronta fortemente innovativa rispetto alle politiche economiche adottate negli ultimi. Il Governo intende infatti affrontare con determinazione i gravi problemi determinati dalla scarsa crescita nella zona Euro. L’Italia registrerà nel 2014 il terzo anno consecutivo di recessione, in presenza di rischi di deflazione. Date le circostanze il Governo ha intrapreso una politica economica espansiva, che concilia lo sforzo di aggiustamento di bilancio (orientato ad incrementare ulteriormente la sostenibilità del debito pubblico) con l’esigenza di stimolare la ripresa economica: quella combinazione che nell’Unione europea viene definita “growth friendly fiscal consolidation”. In una visione complessiva e con una strategia di medio periodo, la Legge di stabilità concilia la manovra finanziaria dello Stato con il processo di profonda trasformazione strutturale delle istituzioni e dell’economia italiane intrapreso dal Governo. Le riforme strutturali producono i propri benefici nel medio-lungo periodo, mentre nel breve periodo possono avere impatti da gestire con specifiche risorse che la Legge di Stabilità destina a questo scopo. Queste le caratteristiche in sintesi della Legge di Stabilità 2015: E’ una grande manovra di rilancio dell’economia, a favore della crescita e dell’occupazione. Il perno della manovra è un consistente taglio strutturale delle tasse, per 18 miliardi, compensato da un taglio strutturale della spesa pubblica. Nel suo insieme la legge concilia la manovra di bilancio con il sostegno allo straordinario processo di riforma strutturale del Paese. La manovra comporta una redistribuzione: delle risorse ma anche della responsabilità, obbligando tutti i livelli di governo, anche locali, a operare con maggiore efficienza. La componente di spesa in deficit contemplata dalla Legge consente di finanziare le misure di stimolo anticicliche e l’impatto nel breve termine delle riforme strutturali. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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sabato 23 febbraio 2013 11:04

Forze di Polizia: dall'omessa istituzione del servizio mensa consegue l'obbligo di corresponsione dei buoni pasto

TAR Lazio

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Con il ricorso in epigrafe i ricorrenti hanno chiesto la corresponsione del diritto al buono pasto in misura doppia giornaliera. La disposizione normativa sulla quale si fonda il petitum è quella di cui all'art. 1 della legge 18 maggio 1989, n. 203 ("oltre a quanto previsto da specifiche disposizioni di legge o di regolamento, il Ministro dell'interno è autorizzato a disporre, con propri decreti, nei limiti degli stanziamenti iscritti nei competenti capitoli, la costituzione di mense obbligatorie di servizio per il personale della Polizia di Stato che si trova nelle seguenti particolari situazioni di impiego e ambientali: a) personale impiegato in servizi di ordine e sicurezza pubblica o di soccorso pubblico in reparto organico o a questo aggregato, ovvero impiegato in speciali servizi operativi, durante la permanenza nel servizio ; b) personale impiegato in servizi di istituto, specificamente tenuto a permanere sul luogo di servizio o che non può allontanarsene per il tempo necessario per la consumazione del pasto presso il proprio domicilio; c) personale impiegato in servizi di istituto in località di preminente interesse operativo ed in situazioni di grave disagio ambientale; d) personale alloggiato collettivamente in caserma o per il quale l'alloggio collettivo in caserma è specificatamente richiesto ai fini della disponibilità per l'impiego. Per le mense costituite nelle situazioni di impiego e ambientali di cui al comma 1, si applica il trattamento previsto dal primo comma dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 1950, n. 807."). Essa deve essere letta in combinato disposto con l'art. 12 della legge 15 dicembre 1990 n. 395 ("è istituita la mensa di servizio per il personale dell'Amministrazione penitenziaria . Sono altresì istituiti asili nido per i figli dei dipendenti dell'Amministrazione penitenziaria ."). Nel merito il Collegio si e' discostata dalla giurisprudenza (cfr., ex multis, Cons. Stato n. 720/2005) che ha già affermato i seguenti principi : a). l’art. 1, lettera b), della L. n. 18.5.1989, n. 203, applicabile agli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, in forza dell’estensione sancita dal successivo articolo 3, è volto a garantire il servizio della mensa, a carico dell’Amministrazione, al personale delle forze di polizia che, per la consistenza degli impegni connessi ai servizi prestati, non può consumare i pasti presso il proprio domicilio; b). dunque, pur soggiacendo l’istituzione delle mense obbligatorie di servizio ad esigenze e scelte dell’Amministrazione, quanto alla relativa fruizione e tempistica, risulta fondata la pretesa ad importi sostitutivi; c). in altre parole, la omessa istituzione del servizio mensa implica la debenza degli importi sostitutivi (nella misura del controvalore già stabilito dalla stessa amministrazione), a far data dall'1.6.1989 (data della costituzione del titolo) e fino al 18.12.1998 (data del riconoscimento del diritto in questione da parte dell'amministrazione).

TAR Lazio

 
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