mercoledì 17 maggio 2017 21:48

Sostegno all’Inclusione Attiva: novità per i comuni interessati

segnalazione del messaggio dell´Inps n. 2019 del 16.5.2017,

I comuni di residenza delle famiglie che presentano domanda di Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) devono provvedere all’accertamento dei requisiti dei richiedenti e al successivo inoltro delle domande all’Istituto.Il messaggio INPS 16 maggio 2017, n. 2019 autorizza alla trasmissione delle domande anche i comuni capofila dei cosiddetti ambiti territoriali. Inoltre, prescrive una serie di procedure per garantire la sicurezza della gestione dati, al fine di contenere il rischio di accesso indebito alle banche dati INPS.Per approfondire vai al messaggio.

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giovedì 13 dicembre 2012 09:06

Fabbricati non dichiarati in catasto: pubblicato l'elenco dei Comuni interessati dall'attribuzione della rendita presunta

Agenzia del territorio

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E' disponibile l'elenco dei Comuni interessati alla seconda fase dell'attività di attribuzione della rendita presunta ai fabbricati non dichiarati in Catasto. Sul sito internet dell'Agenzia del Territorio è anche disponibile per la consultazione, per tutti i Comuni interessati, l'elenco delle particelle e le corrispondenti unità immobiliari urbane del catasto edilizio urbano, interessate dalla attribuzione di rendita presunta.

Agenzia del territorio

 
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sabato 25 febbraio 2017 10:06

Persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare: i requisiti per l'accesso alle misure di assistenza

segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23.2.2017

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n- 45 del 23 febbraio 2017 il DECRETO 23 novembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali recante "Requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare, nonche' ripartizione alle Regioni delle risorse per l'anno 2016". Per approfondire scarica il decreto.

segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23.2.2017

 
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martedì 29 maggio 2012 14:56

Assegnazione della quota 5 per mille destinata ai Comuni

Ministero dell'Interno

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Il Ministero con la circolare in commento avente ad oggetto "Quote del 5 per mille destinato ai comuni – anno di imposta 2009 – esercizio finanziario 2010. Assegnazione e modalità per la predisposizione del rendiconto circa la destinazione al sostegno di attività sociali" rende noto che gli importi spettanti a ciascun comune sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate visualizzando il link denominato"Archivio 5 per mille" e poi proseguendo nel percorso "5 per mille 2010", "Elenchi degli ammessi e degli esclusi al 5 per mille 2010 con l'indicazione delle scelte e degli importi" e "Attività svolte dai comuni". I comuni possono, quindi, predisporre le opportune iniziative per prevedere nel bilancio d'esercizio 2012 gli importi risultanti da tali elenchi, se superiori a 12 euro, in quanto per le somme inferiori, per ragioni di economicità amministrativa, non è prevista l'erogazione.

Ministero dell'Interno

 
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Il Ministero con la circolare in commento avente ad oggetto "Quote del 5 per mille destinato ai comuni – anno di imposta 2009 – esercizio finanziario 2010. Assegnazione e modalità per la predisposizione del rendiconto circa la destinazione al sostegno di attività sociali" rende noto che gli importi ... Continua a leggere

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mercoledì 11 giugno 2014 23:51

Fusioni di Comuni: Stabilite le nuove modalità ed i termini per l’attribuzione dei contributi spettanti ai comuni istituiti a seguito delle procedure di fusione

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Ministero dell'Interno

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In applicazione delle modifiche normative introdotte in materia di fusioni di comuni e in sostituzione del decreto del Ministro dell’Interno del 10 ottobre 2012, con decreto ministeriale dell’11 giugno 2014, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, sono state stabilite le nuove modalità ed i termini per l’attribuzione, a decorrere dall’anno 2014, dei contributi spettanti ai comuni istituiti a seguito delle procedure di fusione. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Ministero dell'Interno

 
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In applicazione delle modifiche normative introdotte in materia di fusioni di comuni e in sostituzione del decreto del Ministro dell’Interno del 10 ottobre 2012, con decreto ministeriale dell’11 giugno 2014, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, sono state stabilite le nuove modalit ... Continua a leggere

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giovedì 20 giugno 2013 11:51

Sospensione prima rata IMU: entro il 15 ottobre i Comuni devono trasmettere la certificazione per il rimborso per le maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla sospensione della prima rata IMU

Decreto Ministero dell'Interno del 6.6.2013

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E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Interno 6.6.2013 recante "Certificazione relativa al rimborso degli oneri per interessi per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla sospensione della prima rata dell'anno 2013 dell'imposta municipale propria (IMU)". In particolare e' stato predisposto ed approvato dal Ministero il modello allegato al decreto che i comuni interessati dovranno utilizzare per la comunicazione degli oneri sostenuti dal 16.6.2013 al 16.9.2013 per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria utilizzate in conseguenza della sospensione della prima rata dell'IMU. Entro il 15.10.2013 occorrerà inviare per via telematica la certificazione che dovrà essere munita della sottoscrizione, mediante apposizione di firma digitale, del segretario comunale e del responsabile del servizio finanziario.

Decreto Ministero dell'Interno del 6.6.2013

 
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E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Interno 6.6.2013 recante "Certificazione relativa al rimborso degli oneri per interessi per l'attivazione delle maggiori anticipazioni di tesoreria conseguenti alla sospensione della prima rata dell'anno 2013 dell'imposta m ... Continua a leggere

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martedì 16 ottobre 2012 08:34

Agenzia del territorio: on line le quotazioni del mercato immobiliare del 1° semestre 2012 per tutti i Comuni Italiani

Agenzia del territorio

L'Agenzia del territorio rende noto che da oggi, sul suo sito internet (www.agenziaterritorio.gov.it), sono pubblicate le quotazioni immobiliari dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, riferite al 1° semestre 2012 per tutti i Comuni italiani.

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giovedì 4 maggio 2017 16:44

Alunni disabili: il quadro normativo e giurisprudenziale in materia di determinazione delle ore di sostegno

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 3.5.2017

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Si segnala la sentenza della sesta Sezione del consiglio di stato depositata in data 3.5.2017 che rileva come "in materia di determinazione delle ore di sostegno spettanti agli alunni disabili, la normativa scolastica è non soltanto disorganica e complessa di per sé, ma si caratterizza anche per una singolare commistione di procedimenti aventi natura eterogenea. In materia, infatti, rilevano da un lato i procedimenti disciplinati dalla legge n. 104 del 1992 e dalle altre leggi con essa coerenti, che tengono conto delle esigenze dei singoli alunni disabili. Dall’altro lato, vi sono però i distinti procedimenti volti alla determinazione dei contingenti del personale di sostegno, da assegnare ai singoli Istituti scolastici: tali procedimenti sono di solito disciplinati dalle leggi sul contenimento della spesa pubblica. Infatti, come si spiegherà in dettaglio nei successivi paragrafi da 12 a 23, le leggi, per l’attribuzione delle ore di sostegno agli alunni disabili, delineano distinte fasi procedimentali: a) in una prima fase, si considerano le esigenze del singolo alunno disabile, con la formulazione di una «proposta» da parte di un organo collegiale (il «Gruppo di lavoro operativo handicap – G.L.O.H. ») e con la determinazione delle ore di sostegno da assegnargli; b) successivamente, il dirigente scolastico raccoglie le «proposte», concernenti tutti gli alunni disabili, e le trasmette agli Uffici scolastici, con la relativa documentazione; c) gli Uffici scolastici assegnano ai singoli istituti gli insegnanti di sostegno sulla base dei relativi organici e tengono conto delle «proposte», fornendo ulteriori risorse sulla base del loro concreto contenuto; c) infine, sulla base delle complessive risorse fornite dagli Uffici scolastici, il dirigente scolastico attribuisce le ore di sostegno ai singoli alunni disabili. Poiché tali risorse fornite non sempre coincidono con le richieste dei dirigenti scolastici (basate sulle «proposte» del G.L.O.H.), in sostanza l’oggetto del presente giudizio riguarda la questione se gli Uffici scolastici – per ragioni di contenimento della spesa - possano ‘ridurre’ le ore oggetto della richiesta del dirigente scolastico e di conseguenza se, nel caso in cui tale riduzione sia avvenuta, i genitori o i legali rappresentanti del singolo alunno possano ottenere dal giudice amministrativo una pronuncia che accerti ugualmente la spettanza delle ore di sostegno, quantificate nella misura proposta dal G.L.O.H. La Sezione intende delineare i tratti essenziali delle fasi procedimentali sopra elencate e nel far ciò deve pertanto verificare quali siano i punti di contatto tra la normativa - esposta nei paragrafi da 12 a 20 - che determina le ore di sostegno tenendo conto delle posizioni soggettive individuali, e la normativa - esposta nei paragrafi da 21 a 23 - che determina la dotazione degli insegnanti di sostegno tenendo conto delle esigenze della finanza pubblica. § 12. Le fasi procedimentali di rilevazione delle esigenze dei singoli alunni disabili sono disciplinate innanzitutto dalle disposizioni di principio contenute negli articoli 12 e 13 della legge n. 104 del 1992, da leggere in connessione a quanto previsto dagli articoli precedenti e, in particolare, dall’articolo 3 che dà rilievo alle «situazioni riconosciute di gravità». L’art. 12 (recante la rubrica «Diritto all'educazione e all'istruzione»): - ai primi tre commi, ha attribuito alla persona disabile il diritto soggettivo all’inserimento «negli asili nido» e quello all’educazione e all’istruzione «nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie» (diritto fruibile attraverso «misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti d’istruzione»); - al quarto comma ha disposto che «l’esercizio del diritto all’educazione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap»; - al comma quinto, ha articolato il procedimento necessario per determinare le modalità di attuazione di tale diritto all’educazione e all’istruzione, e ha disposto che – dopo l’«individuazione dell’alunno come persona handicappata» - devono esserci l’«acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale» e l’elaborazione del «profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato». L’art. 12, comma 5, ha dunque distinto quattro fasi strettamente connesse tra loro, che ancora caratterizzano la normativa vigente. Esse riguardano: a) l’«individuazione dell’alunno come persona handicappata»; b) l’«acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale – D.F. »; c) l’elaborazione del «profilo dinamico-funzionale – P.D.F. »; d) la «formulazione di un piano educativo individualizzato – P.E.I». § 13. Per quanto riguarda l’«individuazione dell’alunno come persona handicappata», rilevano gli articoli 3 e 4 della legge n. 104 del 1992, nonché l’art. 35, ultima parte del comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Gli articoli 3 e 4 della legge n. 104 del 1992 riguardano in generale il procedimento di accertamento del deficit per ciascuna persona che ne abbia titolo, mentre l’art. 25, comma 7, della legge n. 289 del 2002 (ferme restando le regole sostanziali di cui ai citati articoli 3 e 4) riguarda in particolare il procedimento per l’accertamento del deficit, attivato quando si tratti di un alunno. § 13.1. L’art. 3 della legge n. 104 del 1992 (recante la rubrica «Soggetti aventi diritto») si è riferito al comma 1 alla persona con deficit in quanto tale e al comma 3 alla persona che abbia un deficit grave: - per il comma 1, «è persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione»; - per il comma 3, «qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici». L’art. 4 della legge n. 104 del 1992, sull’«accertamento dell’handicap», ha attribuito la relativa competenza alle ASL, per mezzo delle commissioni mediche. Le relative certificazioni delle ASL sono conseguente redatte, a seconda se – sulla base dei relativi accertamenti – sia riconosciuta una situazione di deficit ‘lieve’ o ‘media’ ai sensi del comma 1, ovvero una situazione ‘grave’ o ‘gravissima’ ai sensi del comma 3 dell’art. 3. § 13.2. Per quanto riguarda specificamente l’«individuazione dell’alunno come persona handicappata», è poi entrato in vigore l’art. 35, ultima parte del comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, attuato col regolamento di cui al D.P.C.M. 23 febbraio 2006, n. 185, recante «modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap». In materia, devono essere rispettate le esigenze di organizzazione e di programmazione delle attività degli Istituti scolastici, unitamente all’esigenza di consentire da subito alla persona il particolare percorso scolastico previsto dalla legge. Di conseguenza, il legislatore ha previsto specifiche regole – anche acceleratorie - quando si tratti di accertare la situazione di deficit di alunni e occorra prendere le misure conseguenti. I relativi accertamenti collegiali sono disciplinati dall’art. 2 del citato D.P.C.M. n. 185 del 2006 e devono essere disposti «nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 12 e 13 della legge 5 febbraio 1992, n. 104». § 14. Dopo che vi è stata «l’individuazione dell’alunno come persona handicappata» (anche se sulla base del procedimento previsto dall’art. 35, comma 7, della legge n. 289 del 2002), rilevano le altre tre fasi procedimentali, già delineate dall’art. 12, comma 5, della legge n. 104 del 1992. Si tratta delle fasi caratterizzate: a) dalla «diagnosi funzionale – D.F. »; b) dal «profilo dinamico funzionale – P.D.F».; c) dal «piano educativo individualizzato – P.E.I. ». § 14.1. Disposizioni ‘di raccordo’ tra la precedente fase del riconoscimento dello status di disabile e queste fasi successive sono contenute sia nell’«Atto di indirizzo e di coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap», di cui al d.P.R. 24 febbraio 1994, sia nell’art. 2, comma 3, del D.P.C.M. n. 185 del 2006. In particolare: - l’«Atto di indirizzo e di coordinamento» ha specificato il contenuto della «diagnosi funzionale – D.F. », del «profilo dinamico funzionale – P.D.F.» e del «piano educativo individualizzato – P.E.I. »; - l’art. 2, comma 3, del D.P.C.M. n. 185 del 2006 ha disposto che gli accertamenti disposti per «l’individuazione dell’alunno come persona handicappata» «sono propedeutici alla redazione della diagnosi funzionale dell'alunno, cui provvede l'unità multidisciplinare, prevista dall'articolo 3, comma 2 del d.P.R. 24 febbraio 1994», evidentemente perché in base a tali accertamenti le Autorità scolastiche devono elaborare da subito i successivi atti del procedimento. § 14.2. La «diagnosi funzionale», il «profilo dinamico-funzionale» e il «piano educativo individualizzato»: - come sopra rilevato, trovano la loro disciplina sostanziale nell’«Atto di indirizzo e di coordinamento» di cui al d.P.R. 24 febbraio 1994 e nel regolamento di cui al D.P.C.M. n. 185 del 2006; - riguardano tre momenti concettualmente ben distinti (anche se - in base all’art. 2, comma 2, dell’intesa Stato-Regioni di cui all’atto 20 marzo 2008 della Conferenza unificata - la «diagnosi funzionale» include ora anche il «profilo dinamico funzionale»). § 15. Il d.P.R. 24 febbraio 1994 disciplina in dettaglio la «diagnosi funzionale – D.F. », il «profilo dinamico funzionale - P.D.F. » (da formalizzare con la redazione di una «scheda riepilogativa», «in collaborazione con il personale insegnante e i familiari o gli esercenti la potestà parentale») e il «piano educativo individualizzato – P.E.I. ». § 15.1. Per ottenere la «diagnosi funzionale – D.F.» della disabilità, occorre una «richiesta documentata dei genitori o degli esercenti la potestà parentale o la tutela dell'alunno medesimo» (v. ora l’art. 2 del D.P.C.M. n. 185 del 2006) ovvero la segnalazione del capo d’istituto, cioè del dirigente scolastico, quando risulti una situazione di tale gravità da richiedere l’intervento dei servizi sociali (ai sensi dell’art. 3 del d.P.R. 24 febbraio 1994). § 15.2. Ai sensi dell’art. 2 di tale d.P.R. del 1994, la «diagnosi funzionale – D.F. »: - consiste nella «descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell'alunno in situazione di handicap, al momento in cui accede alla struttura sanitaria» ed è compendiata in una scheda riepilogativa; - è redatta dalla «unità multidisciplinare» ivi descritta (che, per l’art. 19 della legge 15 luglio 2011, n. 111, è una delle commissioni mediche previste dall’art. 4 della legge n. 104 del 1992, integrata però con la presenza di un rappresentante dell’INPS); - quanto ai tempi, va predisposta «in tempi utili rispetto all'inizio dell'anno scolastico e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione della richiesta» (i tempi sono quelli previsti per il «profilo dinamico funzionale», se la diagnosi funzionale include anche tale profilo). § 16. Ai sensi dell’art. 4 del d.P.R. 24 febbraio 1994, il «profilo dinamico funzionale – P.D.F. »: - è redatto dalla già citata equipe multidisciplinare; - fa seguito - come atto distinto o logicamente successivo - alla «diagnosi funzionale – D.F. », di cui precisa i contenuti; - consiste nell’indicazione del «prevedibile livello di sviluppo che l'alunno in situazione di handicap dimostra di possedere nei tempi brevi (sei mesi) e nei tempi medi (due anni) »; - «sulla base dei dati riportati nella diagnosi funzionale…, descrive in modo analitico i possibili livelli di risposta dell'alunno in situazione di handicap riferiti alle relazioni in atto e a quelle programmabili»; - rappresenta il presupposto necessario per accedere alle misure di sostegno. Quanto ai tempi, per art. 3, comma 1, del D.P.C.M. n. 185 del 2006 tale profilo va definito «entro il 30 luglio per gli effetti previsti dalla legge 20 agosto 2001, n. 333», affinché vi sia la tempestiva assunzione del personale necessario ai fini dell’ordinato avvio dell’anno scolastico, problematica sulla quale si tornerà. § 17. Ai sensi dell’art. 5 del d.P.R. 24 febbraio 1994, il «piano educativo individualizzato – P.E.I. »: - «è il documento nel quale vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di loro, predisposti per l'alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo, ai fini della realizzazione del diritto all'educazione e all'istruzione»; - sulla base della «diagnosi funzionale – D.F. » e del «profilo dinamico funzionale – P.D.F.», è redatto «congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL e/o USSL e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell'alunno», soggetti i quali, riuniti, formano il «Gruppo di lavoro operativo handicap – G.L.O.H. »; - quanto ai tempi, per l’art. 3, comma 1, del D.P.C.M. n. 185 del 2006, va redatto entro il 30 luglio di ogni anno, in conformità con quanto previsto per il profilo dinamico funzionale (risulta però che gli accordi di programma, conclusi ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge n. 104 del 1992, consentano la redazione del P.E.I. anche successivamente, entro il 30 novembre). Specifiche disposizioni riguardano i casi in cui il P.E.I. è redatto nei confronti di un alunno che transita dalla scuola primaria a quella secondaria, ovvero quando vi sia il transito da una scuola ad un’altra. § 18. Il G.L.O.H. va distinto dagli altri «organismi» (così qualificati dal D.P.R. 28 marzo 2007, n. 75) che si pronunciano sulle disabilità. Mentre il G.L.O.H. è competente per la redazione del P.E.I. per il singolo alunno (ai sensi dell’art. 12, comma 5, della legge n. 104 del 1992 e dell’art. 5 del D.P.R. 24 febbraio 1994), il «Gruppo di lavoro handicap di istituto – G.L.H.I. » (definito talvolta nella prassi come ‘Gruppo di lavoro e studio di istituto’) è previsto dall’art. 15, comma 2, della medesima legge n. 104 del 1992, che prevede i suoi compiti di coordinamento e di proposta: il G.L.H.I. non prende provvedimenti sul singolo alunno, ma deve creare rapporti con il territorio e proporre interventi di aggiornamento, nonché materiali e sussidi didattici. Al livello ‘ancora superiore’, con corrispondenti funzioni di indirizzo e coordinamento, l’art. 15, comma 1, della legge n. 104 del 1992 ha istituito a livello provinciale il «Gruppo di lavoro handicap – G.L.H. » (denominato anche ‘Gruppo di lavoro interistituzionale provinciale’ – G.L.I.P.), istituito appunto a livello provinciale. Tali organi hanno competenze non limitate alla materia degli alunni con disabilità: ad es., la circolare ministeriale 6 marzo 2013, n. 8, ha esteso le competenze del G.L.H.I. anche alle attività da svolgere in favore degli alunni con «bisogni educativi speciali – B.E.S. ». § 19. Per quanto riguarda le prestazioni che le Istituzioni scolastiche sono tenute a svolgere nei confronti degli alunni disabili, la legislazione vigente attribuisce al «Gruppo di lavoro operativo handicap – G.L.O.H. » il potere di ‘proporre’ le relative determinazioni. § 19.1. Infatti, ai sensi dell’articolo 10, comma 5, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, «in sede di formulazione del piano educativo individualizzato», il gruppo elabora «proposte relative all'individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l'indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all'educazione e all'istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse professionali e materiali necessarie per l'integrazione e l'assistenza dell'alunno disabile richieste dal piano educativo individualizzato». Va però sottolineato che talvolta l’indicazione del numero delle ore di sostegno è già contenuta nel «profilo dinamico funzionale – P.D.F. », ciò che non è precluso dalla normativa e che può indurre il G.L.O.H. a prendere atto della precedente determinazione e a indicare nel P.E.I. il ‘come’ le ore saranno utilizzate, per realizzare il ‘progetto di vita’ per il singolo alunno all’interno dell’ambiente scolastico. § 19.2. In base all’esame della documentazione acquisita e alle valutazioni delle commissioni mediche, ciascun alunno disabile risulta inserito in una delle quattro possibili fasce di gravità (gravissima, grave, media e lieve). Il G.L.O.H. propone il numero delle ore di sostegno necessarie, tenendo conto di tale fascia di gravità, e nella prassi propone che l’insegnante di sostegno copra: - per la disabilità gravissima o grave, la totalità dell’orario scolastico di un insegnante di sostegno; - per la disabilità media, circa la metà dell’orario scolastico di un insegnante di sostegno; - per la disabilità lieve, poco meno della metà dell’orario scolastico di un insegnante di sostegno. Tali orari si devono quantificare tenendo conto della scuola frequentata, e quindi corrispondono a 25 ore settimanali se si tratti della scuola dell’infanzia, a 22 ore settimanali se si tratti della scuola primaria e a 18 ore settimanali se si tratti della scuola secondaria, sia essa di primo o di secondo grado. § 19.3. Quando si formula la proposta, e quando si attribuiscono le altre misure spettanti ai disabili, ovviamente si deve tenere conto anche dei casi in cui occorra una particolare vigilanza, per il rischio di atti autolesionistici o lesivi per i terzi, potenziale fonte di responsabilità per il personale dell’Amministrazione. § 20. Terminata la fase di redazione dei P.E.I. e dunque dopo aver acquisito le «proposte» formulate dal G.L.O.H. con la relativa quantificazione delle ore per i singoli alunni disabili, il dirigente scolastico deve ‘sommare’ le ore riferibili a ciascuno di essi e deve chiedere all’Ufficio scolastico provinciale, che a sua volta comunica le richieste all’Ufficio Regionale, l’assegnazione del correlato numero di ore di sostegno. Il dirigente scolastico deve cioè chiedere, per l’Istituto di cui è responsabile, l’assegnazione degli insegnanti di sostegno in numero corrispondente a quanto necessario per la copertura delle ore da attribuire. § 20.1. Ricevuta la “risposta” degli Uffici scolastici, ovvero dopo che gli è stato comunicato quanti insegnanti di sostegno tali Uffici hanno assegnato all’Istituto, il dirigente scolastico può disporre delle ore di insegnamento dei singoli insegnanti di sostegno indicati dall’Ufficio scolastico, ovvero può disporre di 25 ore per insegnante se si tratta di scuola dell’infanzia, di 22 ore per insegnante se si tratta di scuola primaria e di 18 ore per insegnante se si tratta di scuola secondaria. A questo punto, il dirigente attribuisce con propri atti formali - quelli che talvolta le famiglie impugnano davanti al TAR - le ore ai singoli alunni disabili. § 20.2. Il procedimento delineato può in concreto subire modificazioni, per i casi in cui sopraggiungano in corso d’anno domande di iscrizione di ulteriori alunni disabili, trasferiti da altri Istituti scolastici o provenienti da altri Stati. In tal caso, il dirigente scolastico deve segnalare la circostanza agli Uffici scolastici e chiedere che siano emessi gli atti conseguenti per integrare l’organico di sostegno con le risorse necessarie. Nel caso in cui l’integrazione manchi, tuttavia, il dirigente scolastico deve comunque far fronte alla nuova esigenza, redistribuendo le ore di sostegno disponibili. § 21. Tenuto conto di tale articolazione del procedimento, occorre a questo punto distinguere i poteri degli Uffici scolastici da quelli del G.L.O.H. e da quelli del dirigente scolastico. E’ in quest’ambito che si ritrova la singolare commistione tra procedimenti aventi finalità eterogenee e disciplinati da disposizioni normative non coordinate tra loro. Da un lato, come sopra segnalato, vi sono i procedimenti relativi alla determinazione dei bisogni del singoli alunni, precisati con le «proposte» ad personam del G.L.O.H. e comunicati dal dirigente scolastico. Dall’altro lato, v’è il procedimento, di competenza degli Uffici scolastici, volto a determinare il contingente del personale di sostegno da assegnare ai singoli Istituti scolastici per soddisfare le esigenze evidenziate con le medesime «proposte» e rappresentate dal dirigente scolastico. In altri termini, mentre fino alla fase di redazione dei P.E.I. si tiene conto delle esigenze dei singoli alunni, è poi prevista una ‘fase intermedia’ in cui gli Uffici scolastici individuano il contingente degli insegnanti di sostegno, non in base ai dati oggettivi acquisiti, bensì sulla base dei criteri statistici previsti dalla legge. Vi è quindi la concreta possibilità – ed è soprattutto in questo caso che gli interessati propongono ricorso giurisdizionale – che il numero degli insegnanti di sostegno resi disponibili nei fatti risulti inferiore a quello che sarebbe necessario per attribuire ai singoli alunni tutte le ore determinate dalle «proposte» del gruppo G.L.O.H. Vanno infatti qui approfondite le essenziali regole sullo status e sul reclutamento degli insegnanti di sostegno. § 22. Le regole essenziali sullo status degli insegnanti di sostegno sono contenute nel già richiamato art. 13 della legge n. 104 del 1992 (sulla «integrazione scolastica»), che al comma 3 ha disciplinato – per tutte le «scuole di ogni ordine e grado» - la relativa figura professionale, col richiamo alle «attività di sostegno mediante l’assegnazione di docenti specializzati». § 22.1. Come sopra rilevato, al termine del relativo procedimento complesso, il dirigente scolastico attribuisce ai singoli alunni disabili le ore di sostegno, dopo la formulazione del «piano educativo individualizzato» e dopo la fase nella quale gli Uffici scolastici hanno assegnato agli Istituti le relative risorse. Le «Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità», redatte dal Ministero dell’istruzione in data 4 agosto 2009, hanno individuato lo scopo della figura: l’insegnante di sostegno deve favorire la socializzazione della persona e consentirle di «avere un futuro» nella società, poiché l’Istituzione scolastica – avvalendosi di tali docenti - deve elaborare un «progetto di vita» per ogni singolo alunno disabile. § 22.2. La normativa vigente non prevede invece l’assegnazione ad personam dell’insegnante di sostegno, ovvero non prevede che a ciascun alunno disabile venga assegnato un ‘proprio’ insegnante di sostegno, per le ore oggetto della proposta del G.L.O.H. Infatti, l’articolo 127 del testo unico approvato col decreto legislativo n. 297 del 1994 dispone che gli insegnanti di sostegno «fanno parte integrante dell'organico di circolo ed in esso assumono la titolarità», sicché conseguono la «contitolarità delle classi in cui operano». § 22.3. I compiti e lo status degli insegnanti di sostegno sono stati disciplinati dai primi tre commi dell’art. 127 del d. lgs. 16 aprile 1994, n. 127, per i quali: - «Al fine di realizzare interventi atti a superare particolari situazioni di difficoltà di apprendimento determinate da handicap, si utilizzano docenti di sostegno il cui organico è determinato a norma dell'art. 443 del presente testo unico, ed i cui compiti devono essere coordinati, nel quadro della programmazione dell'azione educativa, con l'attività didattica generale» (comma 1); - «I docenti di sostegno fanno parte integrante dell'organico di circolo ed in esso assumono la titolarità. Essi, dopo cinque anni di appartenenza al ruolo dei docenti di sostegno, possono chiedere il trasferimento al ruolo comune, nel limite dei posti disponibili e vacanti delle dotazioni organiche derivanti dall'applicazione dei commi 5, 7 e 8 dell'art. 133 del presente testo unico» (comma 2); - «I docenti di sostegno assumono la contitolarità delle classi in cui operano; collaborano con i docenti del modulo organizzativo di cui all'art. 121, con i genitori e, con gli specialisti delle strutture territoriali, per programmare ed attuare progetti educativi personalizzati; partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse e dei collegi dei docenti» (comma 3) § 22.4. In concreto, ogni insegnante di sostegno svolge la propria attività per il numero di ore riferibile al suo status e, dunque, per le già ricordate 25, 22 o 18 ore, a seconda se egli svolga la propria attività presso la scuola dell’infanzia, quella primaria o quella secondaria. Come già segnalato, l’insegnante di sostegno non è ‘assegnato’ ad un particolare alunno: egli è invece presente in classe unitamente all’insegnante titolare della materia, segue in via diretta l’alunno disabile che vi è presente e in generale è chiamato ad adempiere alle «ineliminabili (anche sul piano costituzionale) forme di integrazione e di sostegno» a suo favore (v. in tal senso la sentenza della Corte Costituzionale n. 52 del 2000). § 22.5. Ben diversa – rispetto all’insegnante di sostegno - è la figura dell’«assistente» -prevista per il settore scolastico dal medesimo art. 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992, che sul punto ha richiamato le disposizioni già contenute nel d.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 - il quale è nella prassi denominato anche ‘comunicatore’ o ‘facilitatore’ ed è posto a disposizione dell’Istituzione scolastica dagli enti locali, «per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con handicap fisici o sensoriali». Tale figura, a sua volta, è diversa anche da quella di coloro che svolgono il «servizio di aiuto personale» (che non rileva nel presente giudizio, perché non riguarda il settore scolastico), il quale «può essere istituto dai Comuni o dalle Unità sanitarie locali nei limiti delle proprie ordinarie risorse di bilancio», dunque del tutto facoltativamente. Va rilevato un notevole contenzioso tra gli enti locali, per quanto riguarda lo svolgimento della attività disciplinata dall’art. 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992 e dal d.P.R. n. 616 del 1977. Infatti, con riferimento alle attività di assistenza da svolgere per gli alunni della scuola secondaria superiore, talvolta le Province hanno contestato che vi sia la propria competenza al riguardo, deducendo che le medesime attività debbano essere svolte dai Comuni. Al riguardo, la Sezione ritiene decisivo il contenuto dell’art. 139 del decreto legislativo n. 112 del 1998, che ha attribuito alle Province, per l’istruzione secondaria superiore, e ai Comuni, per gli altri gradi della scuola, i compiti e le funzioni concernenti «c) i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio». L’art. 139 va al riguardo considerato quale legge speciale rilevante in materia scolastica, sicché risultano irrilevanti le altre disposizioni, ispirate ad altre finalità, che sono contenute nel testo unico sugli enti locali, approvato con il decreto legislativo n. 267 del 2000, e nella legge n. 328 del 2000. Non rileva in questa sede una problematica ulteriore, ovvero la necessità che le posizioni di «assistente», formalmente corrispondenti ad una qualifica unitaria, siano ricoperte, di volta in volta, da soggetti in possesso della professionalità necessaria per interagire con la persona supplendo alla sua specifica disabilità. La Sezione si limita a rilevare che, qualora sulla base di una previsione normativa o di una prassi la posizione di assistente fosse ricoperta da personale non qualificato, vi sarebbe un diretto vulnus ai valori costituzionali, poiché le prestazioni da rendere a favore degli alunni disabili sarebbero meramente apparenti (ad es., per un alunno privo dell’udito occorre un assistente che comprenda il linguaggio dei segni, mentre occorrono altre competenze nel caso in cui vi siano altre disabilità). § 23. Nel corso del tempo, sono entrate in vigore successive disposizioni di legge sui poteri degli Uffici scolastici in tema di assunzione degli insegnanti di sostegno, disposizioni che non solo ne determinano il numero complessivo, ma incidono anche in concreto – e direttamente – sulle singole posizioni degli alunni disabili. § 23.1. Va premesso, analogamente a quanto si è detto in tema di assistente, che non rileva in questa sede un’altra problematica a sé stante, ovvero verificare se le ore di sostegno siano coperte da insegnanti che siano effettivamente in possesso della relativa specializzazione, richiesta dall’art. 319, comma 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 Anche in questo caso, il Collegio si limita a rilevare che si tratta di una circostanza essenziale per ritener realizzati gli interessi pubblici in materia, che hanno rilievo costituzionale, sicché va considerata doverosa l’attivazione periodica dei relativi procedimenti, volta a consentire la selezione del personale specializzato. § 23.2. Ciò posto, vanno richiamati i primi 3 commi del medesimo art. 139 del decreto legislativo n. 297 del 1997, riguardante i «Posti di sostegno», per i quali: «1. Per lo svolgimento delle attività di sostegno a favore degli alunni portatori di handicap nella scuola materna, elementare e media, le dotazioni organiche dei relativi ruoli provinciali comprendono posti di sostegno da istituire in ragione, di regola, di un posto ogni quattro alunni portatori di handicap»; «2. Per la determinazione dei posti di sostegno nella scuola secondaria superiore si applicano le disposizioni contenute nell'articolo 315 comma 3»; «3. Nella scuola elementare deroghe al rapporto medio di un docente ogni quattro alunni portatori di handicap possono essere autorizzate in organico di fatto, in presenza di handicap particolarmente gravi per i quali la diagnosi funzionale richieda interventi maggiormente individualizzati e nel caso di alunni portatori di handicap frequentanti plessi scolastici nelle zone di montagna e nelle piccole isole». Il successivo art. 40 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 (sul «Personale della scuola»), ha poi disposto misure di contenimento della spesa pubblica, con disposizioni poi attuate dal decreto ministeriale 24 luglio 1998, n. 331. Il comma 3 dell’art. 40 ha infatti disposto che la «dotazione organica» degli insegnanti di sostegno «è fissata nella misura di un insegnante per ogni gruppo di 138 alunni complessivamente frequentanti gli istituti scolastici statali della provincia, assicurando, comunque, il graduale consolidamento, in misura non superiore all'80 per cento, della dotazione di posti di organico e di fatto esistenti nell'anno scolastico 1997-1998, fermo restando il vincolo di cui al primo periodo del comma 1»: si tratta dunque di un criterio statistico, che di per sé non consente agli Uffici scolastici di determinare un numero più corrispondente alle realtà, e cioè al riscontrato numero degli alunni disabili e alle loro specifiche situazioni di maggiore o minore gravità. Tale disposizione, che quantifica il numero degli insegnanti di sostegno, va coordinata con il comma 1 del medesimo art. 40, il quale ha fissato inoltre un numero massimo per tutto il personale in servizio del «comparto scuola», con la riduzione degli insegnanti per l’anno 1999 del tre per cento rispetto al numero rilevato alla fine dell’anno 1997, anche con riferimento agli insegnanti di sostegno. Tali disposizioni hanno inciso sul cd «organico di diritto», cioè sulla determinazione del numero degli insegnanti ‘di ruolo’ di sostegno, riducendo il numero degli insegnanti di sostegno inserito nel medesimo organico, così prescindendo dal riscontro delle effettive esigenze, desumibili dalle «proposte» redatte dai gruppi G.L.H.O. sul territorio nazionale. § 23.3. A questo punto, va richiamata la normativa concernente le ‘assunzioni in deroga’ degli insegnanti di sostegno. Si tratta delle assunzioni ulteriori, cioè di quelle volte a soddisfare le esigenze degli alunni disabili concretamente desumibili dalle «proposte» dei gruppi G.L.H.O., che non siano state già soddisfatte con l’assegnazione agli Istituti degli insegnanti di sostegno sulla base dell’«organico di diritto». § 23.3.1. Il comma 1 del già citato art. 40 della legge n. 449 del 1997 ha consentito l’assunzione con contratto a tempo determinato di insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3 - e cioè ‘in più’ rispetto alle risultanze dell’organico di diritto - in presenza di «handicap particolarmente gravi», «fermo restando il vincolo di cui al primo periodo del presente comma». La possibilità di assumere ‘in deroga’ il numero necessario degli insegnanti di sostegno era stata così limitata, in ragione del ‘tetto massimo’ del personale in servizio, previsto dal primo periodo del comma 1, e del rilievo riconosciuto unicamente alle situazioni di «handicap particolarmente gravi», e non anche a tutte le altre disabilità che non fossero risultate «particolarmente gravi». § 23.3.2. La concreta possibilità di disporre le assunzioni ‘in deroga’ per soddisfare le esigenze di tutti i disabili, e quindi non solo di quelli particolarmente gravi, è stata prevista dall’art. 26, comma 16, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che ha inserito un ulteriore periodo nella prima parte del comma 1 dell’art. 40 della legge n. 449 del 1997, disponendo che «Il numero dei dipendenti del comparto scuola deve risultare alla fine dell'anno 1999 inferiore del 3 per cento rispetto a quello rilevato alla fine dell'anno 1997, ferma restando la dotazione di personale di sostegno necessaria a coprire la richiesta nazionale di integrazione scolastica». L’ultima parte di tale periodo ha così consentito agli Uffici scolastici di superare il tetto massimo del personale, assumendo comunque tutti i docenti di sostegno necessari. § 23.3.2. Con l’art. 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il legislatore ha poi previsto che, «con uno o più decreti del Ministro della pubblica istruzione» si sarebbe potuto disporre «b) il perseguimento della sostituzione del criterio previsto dall'articolo 40, comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con l'individuazione di organici corrispondenti alle effettive esigenze rilevate, tramite una stretta collaborazione tra regioni, uffici scolastici regionali, aziende sanitarie locali e istituzioni scolastiche, attraverso certificazioni idonee a definire appropriati interventi formativi». § 23.3.3. Tali disposizioni sono state abrogate per incompatibilità dall’articolo 2, commi 413 e 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il comma 413 ha fissato un numero massimo agli insegnanti di sostegno (disponendo che «il numero dei posti degli insegnanti di sostegno, a decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, non può superare complessivamente il 25 per cento del numero delle sezioni e delle classi previste nell'organico di diritto dell'anno scolastico 2006/2007»). Il comma 414 ha inoltre ridotto in modo progressivo la «dotazione organica di diritto relativa ai docenti di sostegno» ed ha escluso la possibilità già prevista dalla legge n. 449 del 1997 di assumere insegnanti di sostegno in deroga, sopprimendo nell’art. 40, comma 1, settimo periodo della legge n. 449 del 1997 «le parole da: ‘nonché la possibilità’ fino a: ‘particolarmente gravi’». In particolare, il comma 414 ha eliminato la possibilità delle assunzioni in deroga, con una tecnica legislativa del tutto particolare: anziché disporre l’abrogazione dell’art. 26, comma 16, della legge n. 448 del 1998 (col ripristino del testo originario dell’art. 40, comma 1, della legge n. 449 del 1997), l’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007 - con disposizioni difficilmente comprensibili sul piano testuale - ha mantenuto ferma nel medesimo art. 40, comma 1, la frase «ferma restando la dotazione di personale di sostegno necessaria a coprire la richiesta nazionale di integrazione scolastica» ed ha modificato la parte finale del settimo periodo, sopprimendo nel citato art. 40, comma 1, settimo periodo «le parole da: ‘nonché la possibilità’ fino a: ‘particolarmente gravi’». § 23.3.4. Sennonché, con la sentenza n. 80 del 2010, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei medesimi commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge n. 244 del 2007: - del comma 413, «nella parte in cui fissa un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno»; - del comma 414, «nella parte in cui esclude la possibilità, già contemplata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449, di assumere insegnanti di sostegno in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità grave, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente». La sentenza n. 80 del 2010, dopo aver rimarcato che sussiste la discrezionalità del legislatore «nella individuazione delle misure necessarie a tutela dei diritti delle persone disabili», ha osservato che: - tale discrezionalità trova un limite nel «rispetto di un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati»; - i citati commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge n. 244 del 2007 «hanno inciso proprio sull’indicato ‘nucleo indefettibile di garanzie’» che la Corte aveva «già individuato quale limite invalicabile all’intervento normativo discrezionale del legislatore»; - la scelta del legislatore di sopprimere la possibilità di assumere insegnanti di sostegno a tempo determinato «non trova alcuna giustificazione nel nostro ordinamento, posto che detta riserva costituisce uno degli strumenti attraverso i quali è reso effettivo il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave»; - «la ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno, è, infatti, quella di apprestare una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità; si tratta dunque di un intervento mirato, che trova applicazione una volta esperite tutte le possibilità previste dalla normativa vigente e che, giova precisare, non si estende a tutti i disabili a prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetta la persona de qua»; - i medesimi commi 413 e 414 sono incostituzionali «nella parte in cui, stabilendo un limite massimo invalicabile relativamente al numero delle ore di insegnamento di sostegno, comportano automaticamente l’impossibilità di avvalersi, in deroga al rapporto tra studenti e docenti stabilito dalla normativa statale, di insegnanti specializzati che assicurino al disabile grave il miglioramento della sua situazione nell’ambito sociale e scolastico». La sentenza n. 80 del 2010 ha dunque dichiarato in parte incostituzionali i commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge n. 244 del 2007, senza formalmente incidere sull’ultima parte del comma 414, che aveva abrogato per incompatibilità l’art. 40, comma 1, della legge n. 449 del 1997 quanto alle disposizioni sulla dotazione organica degli insegnanti di sostegno. E’ per questa ragione, come si vedrà oltre al § 29.1, che le circolari amministrative fanno tuttora riferimento alla disposizione oggetto della sentenza della Corte Costituzionale. § 23.4. Il quadro normativo in materia è stato poi modificato: - per quanto riguarda la determinazione delle ore di sostegno, dall’art. 10, comma 5, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010, prima richiamato al § 19; - per quanto riguarda l’organico di diritto degli insegnanti di sostegno, dall’art. 15 del decreto legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito nella legge 8 novembre 2013, n. 128. § 23.4.1. Circa la determinazione delle ore di sostegno, l’art. 10, comma 5, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito nella legge n. 122 del 2010, ha previsto specifiche disposizioni in tema di piano educativo individualizzato (P.E.I.), attribuendo alla competenza del G.L.O.H. il potere di elaborare le relative «proposte». § 23.4.2. Circa l’organico di diritto degli insegnanti di sostegno, l’art. 15 del decreto legge n. 104 del 2013, convertito nella legge n. 128 del 2013, ha inciso sul testo dell’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, come risultante dal dispositivo della sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010: - al comma 2, ha inserito al medesimo comma 414, dopo il primo periodo, la frase «La predetta percentuale è rideterminata, negli anni scolastici 2013/2014 e 2014/2015, in misura pari rispettivamente al 75 per cento e al 90 per cento ed è pari al 100 per cento a decorrere dall'anno scolastico 2015/2016»; - al comma 3, ha disposto che «Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è autorizzato, a decorrere dall'anno scolastico 2013/2014, ad assumere a tempo indeterminato docenti a copertura di tutti i posti vacanti e disponibili nell'organico di diritto di cui all'articolo 2, comma 414, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come modificato dal presente articolo». L’art. 15, nel modificare il quadro normativo sulla riduzione del cd organico di diritto, ha consentito l’assunzione a tempo determinato dei docenti, per la copertura dei posti vacanti e disponibili, ma non ha previsto ulteriori regole per l’assunzione ‘in deroga’, ovvero per l’assegnazione degli insegnanti di sostegno in misura tale da soddisfare le esigenze concretamente prospettate dai G.L.O.H. ai dirigenti scolastici e da questi agli Uffici scolastici. § 24. Va ora richiamata la giurisprudenza formatasi in materia, sul quadro normativo successivo alla sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010 e all’entrata in vigore dell’art. 10, comma 5, del decreto legge n. 78 del 2010, convertito nella legge n. 122 del 2010. Il Consiglio di Stato (v. Sez. VI, 10 febbraio 2015, n. 704; Sez. VI, 23 marzo 2010, n. 2231) al riguardo ha già avuto modo di rimarcare: - «a) la qualificazione del diritto all’istruzione del disabile, e in particolare del disabile grave, quale diritto fondamentale»; - «b) l’individuazione in questo ambito di un “nucleo indefettibile” di garanzie perché tale diritto sia realizzato, pur stante la discrezionalità del legislatore nella individuazione delle relative misure»; «c) l’obiettivo primario … della massima tutela possibile del diritto del disabile grave all’istruzione ed all’integrazione e nella classe e nel gruppo, fino alla previsione di un’ora di sostegno per ogni ora di frequenza, ma non è di per sé illegittimo un intervento minore, purché non sia scalfito il nucleo indefettibile del diritto, se motivato dall’analisi accurata della situazione specifica nel quadro di ragioni e vincoli oggettivi»; - «e) la possibilità di ricorrere, una volta esperiti gli strumenti di tutela previsti dalla normativa vigente, all’assunzione di insegnanti in deroga»; - «f) dalla accertata situazione di gravità del disabile può conseguire la determinazione di un numero di ore di sostegno pari a quello delle ore di frequenza». Inoltre, si è anche precisato (Sez. VI, 10 febbraio 2015, n. 704, cit.) che il provvedimento finale del dirigente scolastico: - deve tenere conto della «gravità dell’handicap … così come accertato dall’apposito organo collegiale»; - non può tenere conto soltanto delle «difficoltà connesse al numero degli alunni in situazione di handicap»; - non può rendere «prive di effetti concreti, sul piano del sostegno, le statuizioni operate dall’organo collegiale competente a stabilire la gravità dell’handicap e a predisporre il piano individuale di intervento a sostegno del minore in una situazione di handicap riconosciuto come grave»; - non si può basare su «un vincolo derivante dalla carenza di risorse economiche che non possono, in modo assoluto, condizionare il diritto al sostegno in deroga, sino a esigere e sacrificare il diritto fondamentale allo studio e all’istruzione». § 25. Il Collegio ritiene di condividere e di fare proprie le affermazioni di principio, contenute nelle sopra citate sentenze della Sezione n. 704 del 2015 e n. 2231 del 2010 e di affermare ulteriori principi, per le ragioni di ordine sistematico e testuale che si espongono di seguito. § 26. Va premesso che il contenzioso seriale portato all’esame dei giudici amministrativi, e in particolare del Consiglio di Stato a questa udienza del 23 marzo 2017, si è creato per una pluralità di ragioni. § 26.1. Come rilevato al precedente paragrafo 11, il quadro della normativa del settore è di ‘qualità’ molto scarsa, non può non essere considerato notevolmente frammentario e disarmonico, e risulta di difficile lettura sia per i genitori, sia per gli operatori scolastici. In una materia come quella in esame, che riguarda diritti fondamentali di una parte cospicua della popolazione nazionale, degli alunni, ma di riflesso anche delle loro famiglie, ciò si dovrebbe evitare, perché risulta in contrasto col principio per il quale tutte le Istituzioni repubblicane devono facilitare l’individuazione delle regole applicabili, rendere gli interessati consapevoli dei loro diritti e consentire senza indugio l’applicazione di tali regole in sede amministrativa, prima ancora che in sede giurisdizionale. § 26.2. Inoltre, come rilevato ai precedenti paragrafi 11 e 21, il quadro normativo sulla tutela degli alunni disabili – già di per sé complesso - si caratterizza in concreto non solo per la commistione tra procedimenti eterogenei, e per i conseguenti concreti rischi che l’azione amministrativa ne sia disarticolata, ma anche per il singolare contrasto apparente – ma superabile, come dopo si osserverà - tra le disposizioni di principio risalenti alla legge n. 104 del 1992 sulla sussistenza dei diritti dei medesimi alunni (che come ribadito dalla Corte Costituzionale hanno natura di «diritti fondamentali») e le disposizioni sull’organizzazione scolastica e sulla assegnazione degli insegnanti di sostegno (che sono invece basate sull’esigenza di contenere la spesa). § 26.3. Del resto, si deve constatare che non risultano meccanismi tali da rendere conoscibile e trasparente l’attività svolta in materia dagli Uffici scolastici regionali, né su impulso dei dirigenti scolastici, né mediante relazioni in qualche modo pubblicate. § 27. Ciò posto, dal complessivo quadro normativo sopra esposto risulta che - a base e a fondamento delle disposizioni della legge n. 104 del 1992 e delle altre leggi sulla tutela degli alunni disabili - si pongono i principi costituzionali di cui all’articolo 2 (sulla tutela dei «diritti inviolabili dell’uomo» e sui «doveri inderogabili di solidarietà … sociale»), all’articolo 3 (sul «compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana »), all’articolo 34, primo comma (sulla apertura della scuola «a tutti») e all’articolo 38, terzo comma (sul «diritto all’educazione» anche quando vi sia una disabilità). § 27.1. L’attività degli insegnanti di sostegno comporta evidenti vantaggi non solo per i disabili, in un quadro costituzionale che impone alle Istituzioni di favorire lo sviluppo della personalità, ma anche per le famiglie e per la società nel suo complesso. Infatti, l’inserimento e l’integrazione nella scuola – con l’ausilio dall’insegnante di sostegno – anzitutto evitano la segregazione, la solitudine, l’isolamento, nonché i patimenti e i pesi che ne derivano, in termini umani ed economici potenzialmente insostenibili per le famiglie. L’inserimento e l’integrazione nella scuola rivestono poi fondamentale importanza anche per la società nel suo complesso, perché rendono possibili il recupero e la socializzazione. Ciò in prospettiva consente ai disabili di dare anche il loro contributo alla società, fermo restando che la disciplina degli esami deve evitare ogni discriminazione anche potenziale, evitando che vi siano barriere che possano negativamente incidere sull’avviamento al lavoro (ponendosi altrimenti serissime questioni di costituzionalità delle disposizioni che rendano più difficoltoso il conseguimento del diploma, a causa della disabilità). Inoltre, l’inserimento e l’integrazione nella scuola in prospettiva consentono al Sistema sanitario nazionale di contenere le prestazioni che si renderebbero necessarie, in mancanza delle attività svolte in anni fondamentali dell’età evolutiva. § 27.2. I principi costituzionali sopra richiamati impongono di dare una lettura sistematica alle disposizioni sulla tutela degli alunni disabili e a quelle sulla organizzazione scolastica e sulle disponibilità degli insegnanti di sostegno, nel senso che le posizioni degli alunni disabili devono prevalere sulle esigenze di natura finanziaria. § 28. Tale prevalenza – non negata da alcuna disposizione legislativa contraria, che altrimenti avrebbe dato luogo a serissime questioni di legittimità costituzionale - si desume dalla normativa sulle ‘assunzioni in deroga’ degli insegnanti di sostegno, nonché dall’art. 10, comma 5, della legge 30 luglio 2010, n. 122, entrato in vigore dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità dei commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge n. 244 del 2007. § 29. Quanto alle assunzioni ‘in deroga’ degli insegnanti di sostegno, gli Uffici scolastici devono senz’altro disporle, affinché i dirigenti scolastici – al termine dei relativi procedimenti e in tempo utile – attribuiscano ai singoli alunni disabili le ore di sostegno determinate dal G.L.H.O. § 29.1. La possibilità di assumere ‘in deroga’ gli insegnanti di sostegno, a seguito della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 2010, in linea di principio non è stata posta in discussione dal Ministero, né in sede amministrativa, né nel corso del giudizio. Sia pure con tempi e con numeri che non sempre soddisfano le famiglie, le assunzioni ‘in deroga’ sono disposte nella prassi, sulla base delle procedure previste dal Ministero. La circolare del Ministero 3 luglio 2015, n. 19400, si è occupata non solo dell’organico di diritto dei posti di sostegno, ma anche della assegnazione dei posti in deroga. Quanto all’organico di diritto, la circolare ha rilevato che esso «è determinato secondo quanto previsto dai commi 413 e 414 dell'art. 2 della legge n. 244/2007», cioè in base alle disposizioni dichiarate incostituzionali. Quanto alla assegnazione dei posti in deroga, la circolare ha aggiunto che «Gli eventuali ulteriori posti in deroga, in applicazione della citata sentenza della Corte costituzionale, vanno autorizzati da parte del Direttore Generale dell'Ufficio scolastico regionale ai sensi dell' articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, secondo le effettive esigenze rilevate ai sensi dell' art. 1, comma 605, lettera b) della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che deve tenere in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetto l'alunno. I relativi posti vanno assegnati dopo aver accertato: - la effettiva presenza degli alunni nelle classi; - la regolarità della documentazione richiesta (diagnosi funzionale, il P.E.I. elaborato dal G.L.H.O., ecc.); - la accertata verifica della ricorrenza delle condizioni previste dalla citata sentenza della Corte (es. assenza di interventi di altre istituzioni o enti) ». In base alla circolare, dapprima è utilizzata la dotazione in organico, ancorché fissata con disposizioni dichiarate incostituzionali, e – nel caso di sua insufficienza e a fronte di disabili gravi - si procede ad integrarla. § 29.2. Va sottolineato che la medesima circolare, nel riferirsi all’art. 35, comma 7, della legge n. 289 del 2002, ha indirettamente richiamato l’art. 4 del D.P.C.M. n. 185 del 2006, per il quale «L'autorizzazione all'attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni, a norma dell'articolo 35, comma 7, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, è disposta dal dirigente preposto all'Ufficio Scolastico Regionale sulla base della certificazione attestante la particolare gravità»....

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 3.5.2017

 
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Si segnala la sentenza della sesta Sezione del consiglio di stato depositata in data 3.5.2017 che rileva come "in materia di determinazione delle ore di sostegno spettanti agli alunni disabili, la normativa scolastica è non soltanto disorganica e complessa di per sé, ma si caratterizza anche per un ... Continua a leggere

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lunedì 1 maggio 2017 12:08

Lotta alla povertà: in Gazzetta Ufficiale l'allargamento del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA)

segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29.4.2017

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29.4.2017 il DECRETO 16 marzo 2017  del Ministero Del Lavoro e delle Politiche Sociali recante "Allargamento del Sostegno per l'inclusione attiva (SIA), per il 2017". Per approfondire scarica il decreto.

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domenica 13 aprile 2014 18:36

Elezioni amministrative: al voto di maggio 4106 i Comuni

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del Comunicato del Ministero dell'Interno dell'11.4.2014

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Il Ministero dell'Interno rende noto l'elenco dei Comuni che andranno al voto nel mese di maggio. I primi ad andare al voto il 4 maggio saranno gli 11 comuni del Trentino-Alto Adige. Poi, il 25 maggio i restanti 4095 comuni tra cui 27 capoluoghi Si vota il 4 maggio in 11 comuni del Trentino-Alto Adige e il 25 maggio in 4095 comuni delle regioni a statuto ordinario, del Friuli Venezia Giulia, della Sicilia e della Sardegna. I comuni interessati alle consultazioni elettorali del 25 maggio prossimo relative alla elezione del sindaco e del consiglio comunale sono 3908 nelle regioni a statuto ordinario, 131 in Friuli Venezia Giulia, 37 in Sicilia e 19 in Sardegna. I dati sono stati forniti dalla Direzione centrale dei servizi elettorali. I capoluoghi di provincia chiamati ad eleggere il sindaco e il consiglio comunale sono ventisette: Biella, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro e Urbino, Pescara, Teramo, Campobasso, Bari, Foggia, Potenza, Caltanissetta, Sassari, Tortolì.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del Comunicato del Ministero dell'Interno dell'11.4.2014

 
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Il Ministero dell'Interno rende noto l'elenco dei Comuni che andranno al voto nel mese di maggio. I primi ad andare al voto il 4 maggio saranno gli 11 comuni del Trentino-Alto Adige. Poi, il 25 maggio i restanti 4095 comuni tra cui 27 capoluoghi Si vota il 4 maggio in 11 comuni del Trentino-Alto A ... Continua a leggere

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sabato 19 aprile 2014 12:49

Soppressione degli Uffici del Giudice di Pace: le indicazioni operative per i Comuni

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare di istruzioni per l’attuazione del D.M. 7.3.2014 del Ministero della Giustizia

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Il decreto ministeriale del 7 marzo 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2014 che entrerà in vigore il 29 aprile 2014 individua gli uffici definitivamente soppressi e quelli che, in accoglimento delle istanze formulate dagli enti locali, dovranno essere mantenuti a totale carico di questi ultimi con riferimento alle spese di funzionamento e di erogazione del servizio, incluso il fabbisogno di personale amministrativo. Inoltre attraverso successive cadenze temporali, determina la tempistica dell’intero intervento di attuazione fino al suo totale esaurimento. Il Ministero in ordine alla tempistica, che va calcolata a partire dal 29 aprile 2014, precisa che: 1. fatto salvo quanto previsto dall’art. 5, comma 2, del d.lgs. 156\2012, il 29 aprile 2014 è il termine della definitiva chiusura degli uffici del giudice di pace soppressi per i quali non è stata fatta istanza di mantenimento da parte degli enti locali; 2. Entro i successivi 15 giorni gli enti locali hanno la facoltà di revocare la domanda di mantenimento accolta. Gli enti locali che intendano revocare la richiesta di mantenimento dell’Ufficio del Giudice di pace, dovranno presentare formale dichiarazione che attesti univocamente la volontà di recedere dall’istanza, utilizzando per la trasmissione le medesime modalità adottate per la relativa presentazione: posta certificata all’indirizzo ufficio3.gdp@giustiziacert.it oppure plico cartaceo spedito a mezzo raccomandata A\R da inviare a Ministero della Giustizia, Ufficio III del Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del personale e dei servizi - Piante Organiche - Via Arenula 70 - 00186 Roma. 3. Entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di perfezionamento del D.M. 7 marzo, gli enti locali che non hanno revocato la domanda, devono assicurare materialmente gli impegni dichiarati in sede di istanza di mantenimento. In particolare, a pena di decadenza, devono comunicare a questa amministrazione: a) i nominativi e i requisiti del personale dei propri ruoli destinato a svolgere mansioni di supporto all’attività giurisdizionale da avviare a formazione, b) l’esatta ubicazione della sede comunale prescelta, specificando se sia diversa o meno dalla precedente; c) il nominativo di un referente che dovrà essere designato da ciascun ente locale interessato, al quale questa Amministrazione possa rivolgersi per le opportune interlocuzioni, anche con riferimento alle attività di supporto informatico demandate alla D.G.S.I.A. Il termine in oggetto è volutamente ampio (60 giorni) per consentire ai Comuni, i cui territori rientrano nella competenza degli uffici dei G.d.P. mantenuti ex art. 3 d.lgs. 156\2012, di pervenire tra loro ad accordi sulla ripartizione degli oneri economici ed organizzativi, nonché di individuare le risorse. Quanto al punto a), si ribadire che il personale comunale individuato dall’ente locale secondo le modalità indicate nella nota di istruzioni pubblicata il 29 aprile 2013 deve appartenere a profili professionali equipollenti a quelli previsti per l’Amministrazione giudiziaria e, in ogni caso, deve risultare idoneo a consentire l’erogazione del servizio giustizia, essendo abilitato allo svolgimento di mansioni corrispondenti a quelle rimesse alla competenza del funzionario giudiziario, del cancelliere, dell’assistente giudiziario e dell’operatore giudiziario, oltre che dell’ausiliario, come meglio specificate nella nota a firma del Direttore Generale del Personale in data 8 aprile 2014 e nell’allegato relativo ai criteri di equipollenza. Il predetto personale deve altresì essere in possesso dei requisiti propri dei dipendenti dell’Amministrazione giudiziaria (qualità morali e di condotta irreprensibile previste dall’art. 35, comma 6, del d.lgs. n. 165/01) e non deve risultare in una posizione di incompatibilità con lo svolgimento delle funzioni ai sensi dell’art. 53 del d.lgs. n. 165\2001, fatta salva ogni valutazione in concreto da operarsi tenendo conto delle limitazioni e dei divieti che riguardano il personale in servizio nelle cancellerie giudiziarie. Gli enti locali dovranno comunicare i dati sul personale, esclusivamente per posta certificata da inviarsi all’indirizzo formazionegdp.dgpersonale.dog@giustiziacert.it oppure per plico cartaceo spedito a mezzo raccomandata A\R da inviarsi all’indirizzo: Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, Ufficio II - Formazione della Direzione Generale del Personale - via Arenula n. 70 - 00186 Roma. Quanto alle comunicazioni relative alla dislocazione della sede comunale prescelta per l’ufficio del G.d.P, sarà cura dell’ente locale interessato farle pervenire, sempre esclusivamente per posta certificata, all’indirizzo gdp.dgsia.dog@giustiziacert.it oppure per plico cartaceo spedito a mezzo raccomandata A\R da inviarsi all’indirizzo: Ministero della Giustizia, Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati, Via Crescenzio, 17/C - 00193 Roma. Solo a partire dal terzo termine - individuati personale e struttura tecnica – prenderanno avvio le ulteriori attività da effettuarsi a cura di questa Amministrazione e segnatamente: a) la già programmata formazione iniziale del personale comunale addetto che sarà realizzata attraverso Tirocini formativi della durata di almeno due mesi, a partire dal 7 luglio 2014. A tal fine gli enti locali interessati dovranno assicurare che il personale da loro individuato si presenti per iniziare il tirocinio nel periodo compreso tra il 7 ed il 15 luglio 2014 presso l’ufficio del giudice di pace avente sede nel capoluogo di provincia di riferimento. I sigg. Coordinatori degli Uffici del Giudice di Pace Circondariali dovranno, secondo le successive indicazioni che saranno fornite dalla Direzione Generale del personale, avviare il personale comunale al tirocinio previsto ed al termine del periodo attestare il completamento delle attività. b) le attività di supporto informatico iniziale a cura della D.G.S.I.A. Quanto sopra dovrà poi coordinarsi con le previsioni di disciplina transitoria previste dal d.lgs. 156\2012. Come disposto dal comma 2 dell’art. 5, gli uffici del G.d.P. definitivamente soppressi continueranno a funzionare solo per la le udienze già in precedenza fissate, il cui rinvio andrà effettuato presso il nuovo ufficio accorpante. Ciò solo per il tempo strettamente necessario, (la cui determinazione è rimessa all’attività organizzativa del presidente del Tribunale di riferimento dell’ufficio del G.d.P. accorpante, come di seguito specificato), e comunque non superiore a sei mesi. Tutte le ulteriori e diverse attività, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, saranno svolte presso la sede accorpante. Spetta al Presidente del tribunale territorialmente competente, nell’ambito del suo potere di vigilanza, con il coinvolgimento del Giudice coordinatore dell’ufficio del G.d.P. accorpante, adottare le soluzioni organizzative idonee ad agevolare la concentrazione degli uffici del G.d.P. soppressi presso l’ufficio accorpante ed a consentire l’eventuale, temporaneo, svolgimento delle udienze presso la sede soppressa. Ciò anche con riferimento all’individuazione del personale della magistratura onoraria ed amministrativo che, ancorchè dal 29 aprile 2014 incardinato presso l’ufficio accorpante, debba, eventualmente, provvedere all’attività di udienza nei locali del soppresso ufficio del G.d.P. Permane l’operatività della direttiva del 28 marzo a firma del Capo Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria secondo la quale, sulla base delle indicazioni fornite dai Presidenti dei Tribunali di riferimento degli uffici del Giudice di Pace, i Capi di Corte, saranno tenuti ad assicurare il funzionamento degli uffici dei G.d.P. nel periodo di transizione. Per gli uffici del G.d.P. il cui mantenimento sarà a carico dei comuni ed inclusi nell’elenco dell’allegato 1 al D.M. 7 marzo 2014, il periodo transitorio dovrà tener conto anche del tempo necessario alla formazione del personale comunale e delle attività demandate alla D.G.S.I.A. per cui fino al completamento delle stesse l’attività presso gli uffici interessati prosegue con il medesimo assetto gestionale ed organizzativo. In ogni caso l’entrata in vigore del nuovo assetto degli uffici del giudice di pace mantenuti dovrà avvenire entro il termine di 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, decorso il quale i suddetti uffici dovranno, quindi, avvalersi esclusivamente del personale dei propri ruoli. Per scaricare la circolare cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare di istruzioni per l’attuazione del D.M. 7.3.2014 del Ministero della Giustizia

 
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Il decreto ministeriale del 7 marzo 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2014 che entrerà in vigore il 29 aprile 2014 individua gli uffici definitivamente soppressi e quelli che, in accoglimento delle istanze formulate dagli enti locali, dovranno essere mantenuti a totale c ... Continua a leggere

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domenica 13 novembre 2016 21:15

Mutui e prestiti obbligazionari dei Comuni: criteri e modalità per l'estinzione anticipata

segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno

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Con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 14 ottobre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016, sono stati approvati i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati e di successiva assegnazione del fondo destinato a sostenere i costi per l’estinzione anticipata, totale o parziale, di mutui e prestiti obbligazionari effettuate nell’anno 2016. A seguito della presentazione delle istanze entro il termine stabilito del 31 ottobre 2016, è stato elaborato il riparto del relativo fondo. Gli importi sono allegati al decreto del Direttore centrale della finanza locale del 10 novembre 2016.

segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno

 
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Con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 14 ottobre 2016 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016, sono stati approvati i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste da parte dei comuni interessati e d ... Continua a leggere

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venerdì 11 ottobre 2013 16:46

Programma 6.000 Campanili: 100 milioni di Euro per finanziare i piccoli Comuni

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti

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Con il decreto del fare, 100 milioni di euro destinati alla realizzazione del primo Programma “6.000 Campanili”, relativamente al quale possono presentare domanda di contributo finanziario i Comuni che, sulla base dei dati anagrafici risultanti dal censimento della popolazione 2011, avevano una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti nonché le unioni composte esclusivamente da comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e i comuni risultanti da fusioni tra comuni ciascuno dei quali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. L’importo del finanziamento richiesto non potrà essere inferiore a € 500.000 e superiore a € 1.000.000. Nel caso di importo superiore il Soggetto interessato dovrà indicare la copertura economica a proprie spese della restante parte. Quanto alle tipologie di intervento si individuano le seguenti:A)Interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edificipubblici ivi compresi gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche- Adeguamento normativo di edifici pubblici esistenti (a titolo esemplificativo: sicurezza sismica, sicurezza antincendio, risparmio energetico, sicurezza sui luoghi dilavoro, eliminazione di barriere architettoniche, ecc.)- Ristrutturazione e rifunzionalizzazione di edifici pubblici- Nuova costruzione di edifici pubbliciB) Realizzazione e manutenzione di reti viarie e infrastrutture accessorie e funzionali alle stesse o reti telematiche di NGN e WI-FI- interventi sulle reti viarie di competenza comunale ivi compresi gli eventuali lavori connessi a sottostanti sottoservizi (fognature, acquedotti, pubblica illuminazione, cablaggio, ecc.).C) Salvaguardia e messa in sicurezza del territorioTali interventi possono riguardare, a titolo esemplificativo: regimazione idraulica, consolidamento di frane, prevenzione incendi boschivi, bonifiche ambientali ecc..Per ulteriori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti

 
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Con il decreto del fare, 100 milioni di euro destinati alla realizzazione del primo Programma “6.000 Campanili”, relativamente al quale possono presentare domanda di contributo finanziario i Comuni che, sulla base dei dati anagrafici risultanti dal censimento della popolazione 2011, avevano una pop ... Continua a leggere

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martedì 6 settembre 2016 11:53

Alunni disabili: la giurisdizione sulle controversie per l'insegnamento di sostegno, prima e dopo la formalizzazione del piano educativo personalizzato

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 30.8.2016 n. 3723

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È giunta all'attenzione del Consiglio di Stato la controversia con la quale i genitori di due alunni disabili frequentanti, rispettivamente, la classe IV primaria e la classe II prima di un Istituto comprensivo hanno impugnato il provvedimento dell’Istituto scolastico, che ha riconosciuto ad entrambi un sostegno per undici ore e non, invece, in ragione della gravità del quadro clinico, un insegnante con un rapporto uno ad uno. Il Tribunale amministrativo rigettava il ricorso rilevando che l’atto impugnato fosse relativo all’anno successivo e che ancora non era stato adottato il piano educativo individualizzato (PEI). I genitori proponevano, quindi, appello, mettendo in rilievo l’attualità della lesione, in quanto l’Istituto avrebbe predisposto l’organico di diritto 2015/2016 senza tenere in debito conto delle esigenze dei minori. La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza del 30 agosto 2016 n. 3723 ha rilevato che "Sul piano delle fonti esterne «il diritto all’istruzione del minore portatore di handicap ha rango di diritto fondamentale, che va rispettato con rigore ed effettività sia in adempimento ad obblighi internazionali (artt. 7 e 24 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006, ratificata con l. 3 marzo 2009, n. 18), sia per il carattere assoluto proprio della tutela prevista dagli artt. 34 e 38, commi 3 e 4, Cost.». In particolare, «l’istruzione rappresenta uno dei fattori che maggiormente incidono sui rapporti sociali dell'individuo e sulle sue possibilità di affermazione professionale, ed il relativo diritto assume natura sia sociale sia individuale, con la conseguente necessità, con riferimento ai portatori di handicap, di assicurarne la piena attuazione attraverso la predisposizione di adeguate misure di integrazione e di sostegno» (Cons. Stato, sez. VI, 27 ottobre 2014, n. 5317). Sul piano delle fonti interne, l’art. 12 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) ha previsto che: - «è garantito il diritto all'educazione e all'istruzione della persona handicappata nelle sezioni di scuola materna, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie» (comma 2); - «l'integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione» (comma 3); - «l’esercizio del diritto all'educazione e all'istruzione non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all'handicap» (comma 4). -«all'individuazione dell'alunno come persona handicappata ed all'acquisizione della documentazione risultante dalla diagnosi funzionale, fa seguito un profilo dinamico-funzionale ai fini della formulazione di un piano educativo individualizzato (PEI), alla cui definizione provvedono congiuntamente, con la collaborazione dei genitori della persona handicappata, gli operatori delle unità sanitarie locali e, per ciascun grado di scuola, personale insegnante specializzato della scuola, con la partecipazione dell'insegnante operatore psico-pedagogico individuato secondo criteri stabiliti dal Ministro della pubblica istruzione» (comma 5, primo inciso); - «il profilo indica le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali ed affettive dell'alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere sostenute, sollecitate e progressivamente rafforzate e sviluppate nel rispetto delle scelte culturali della persona handicappata» (comma 5, secondo inciso). Chiarito ciò, deve essere esaminata l’eccezione del difetto di giurisdizione sollevata dall’amministrazione resistente. L’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha affermato, in coerenza con l’orientamento espresso dalle Sezioni unite della Corte di Cassazione (25 novembre 2014, n. 25011), che: i) le controversie aventi ad oggetto la declaratoria della consistenza dell'insegnamento di sostegno ed afferenti alla fase che precede la formalizzazione del PEI, restano affidate alla cognizione del giudice amministrativo; ii) le controversie afferenti alla fase di attuazione del PEI spettano alla giurisdizione del giudice ordinario, sulla base del duplice rilievo che, dopo la definizione del piano, l'amministrazione scolastica resta priva di qualsivoglia potestà che la autorizzi a ridimensionare il numero di ore di sostegno ivi stabilito e che l'eventuale omessa, puntuale attuazione del piano integra gli estremi di una discriminazione indiretta, azionabile ai sensi della legge n. 67 del 2006 e del d.lgs. n. 150 del 2011 solo dinanzi al giudice ordinario (sentenza 12 aprile 2016, n. 7). Nella fattispecie in esame, la controversia attiene alla fase precedente l’adozione del PEI, con la conseguenza che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo. L’eccezione è, pertanto, infondata. Nel merito, dalla documentazione in atti risulta che i minori sono affetti, rispettivamente, da «disturbo dello spettro autistico con alternazioni gravi dello sviluppo psichico» e da «sindrome da alterazione globale dello sviluppo psicologico». In presenza di tale complessivo quadro clinico, il dirigente scolastico avrebbe dovuto indicare in modo rigoroso le ragioni per le quali non fosse necessario assicurare al minore una tutela piena nella misura richiesta. L’atto impugnato in primo grado deve, pertanto, essere annullato per insufficienza della motivazione. E’ bene aggiungere che, successivamente all’adozione dell’atto impugnato, è stato predisposto il piano educativo individualizzato: l’amministrazione dovrà, pertanto, attenersi a quanto definito nel predetto piano. La giurisdizione in ordine ad eventuali contestazioni afferenti alla predetta fase spetta al giudice ordinario."

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 30.8.2016 n. 3723

 
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È giunta all'attenzione del Consiglio di Stato la controversia con la quale i genitori di due alunni disabili frequentanti, rispettivamente, la classe IV primaria e la classe II prima di un Istituto comprensivo hanno impugnato il provvedimento dell’Istituto scolastico, che ha riconosciuto ad entram ... Continua a leggere

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mercoledì 28 marzo 2012 12:56

Tagli alle risorse dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti

Decreto Ministero dell'Interno 22.3.2012

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E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 72 del 26.3.2012 il decreto del Ministero dell'Interno 22.3.2012 recante "Determinazione delle riduzioni di risorse per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti a decorrere dall'anno 2012". A decorrere dall'anno 2012 sarà pertanto applicata la riduzione di 2.500 milioni di euro annui per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, con criterio di proporzionalità rispetto alle risorse finanziarie attribuite per l'anno 2011. La base di calcolo della riduzione è costituita: a) dal totale delle somme attribuite per l'anno 2011 a titolo di federalismo fiscale ed a titolo di trasferimenti erariali, per i comuni ricadenti nei territori delle regioni a statuto ordinario; b) dal totale delle attribuzioni per l'anno 2011 a titolo di trasferimenti erariali, per i comuni ricadenti nei territori delle regioni Sicilia e Sardegna. A tale base si somma poi l'importo della riduzione di risorse già operata per l'anno 2011. Sono escluse dalla base di calcolo della riduzione le somme attribuite a titolo di 5 per mille dell'Irpef, anno d'imposta 2008, destinate ai comuni per il sostegno delle attività sociali, nonché le quote di addizionale all'Irpef attribuite ai sensi delle disposizioni di cui all'art. 4, comma 4-ter, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, in quanto si tratta di somme che non costituiscono trasferimenti erariali. L'importo della riduzione per ciascun comune è determinato rapportando la riduzione complessiva dei 2.500 milioni di euro al totale della base di calcolo di cui ai commi precedenti e, quindi, con una percentuale di riduzione del 19,492 per cento. Per i comuni ricadenti nei territori delle regioni a statuto ordinario, l'importo delle riduzioni è portato in diminuzione, a decorrere dall'anno 2012, delle risorse finanziarie attribuite dal Ministero dell'interno a titolo di federalismo fiscale municipale ed a titolo di trasferimenti erariali. Per i comuni ricadenti nei territori della Sicilia e della Sardegna, gli importi delle riduzioni, sono applicati, a decorrere dall'anno 2012, in sede di determinazione dei trasferimenti erariali. 

Decreto Ministero dell'Interno 22.3.2012

 
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E' stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 72 del 26.3.2012 il decreto del Ministero dell'Interno 22.3.2012 recante "Determinazione delle riduzioni di risorse per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti a decorrere dall'anno 2012". A decorrere dall'anno 2012 sarà pertanto applicat ... Continua a leggere

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venerdì 6 aprile 2012 09:44

Sospensione del Fondo sperimentale di riequilibrio per i Comuni inadempienti nella compilazione dei questionai Sose S.p.A.

Ministero dell'Interno

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Ecco i Comuni inadempienti: Numero 6 Comuni Piemontesi, n. 3 Abruzzesi, n. 2 Laziali, e n. 1 Toscano. Il Ministero dell'Interno ha pubblicato l'elenco degli enti inadempienti all’obbligo di restituire alla Sose-spa i questionari debitamente compilati affinchè gli stessi possano regolarizzare la propria posizione direttamente con Sose-spa entro 60 giorni dall’invio della comunicazione da parte del medesimo Dicastero. Il Ministero, inoltre, ribadisce che la mancata regolarizzazione tramite la Sose-spa entro il predetto termine comporterà la sospensione, con il primo pagamento utile, del Fondo Sperimentale di Riequilibrio.

Ministero dell'Interno

 
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Ecco i Comuni inadempienti: Numero 6 Comuni Piemontesi, n. 3 Abruzzesi, n. 2 Laziali, e n. 1 Toscano. Il Ministero dell'Interno ha pubblicato l'elenco degli enti inadempienti all’obbligo di restituire alla Sose-spa i questionari debitamente compilati affinchè gli stessi possano regolarizzare la pro ... Continua a leggere

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domenica 22 maggio 2016 17:47

Unioni di comuni e comunità montane: in G.U. l'approvazione dei certificati per la richiesta di contributo erariale per i servizi in forma associata

segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 20.5.2016

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 20.5.2016 il decreto del Ministero dell'Interno 11 maggio 2016 recante "Approvazione dei certificati relativi alla richiesta di contributo erariale spettante alle unioni di comuni e alle comunita' montane per l'anno 2016, per i servizi gestiti in forma associata". Per maggiori informazioni scarica il decreto

segnalazione del decreto del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 117 del 20.5.2016

 
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domenica 21 agosto 2016 10:56

Famiglie a basso reddito: in Gazzetta Ufficiale il decreto per la concessione del contributo per il sostegno ai bambini nati nel 2014

segnalazione del decreto del Dipartimento per le politiche della famiglia in Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18.8.2016

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 23 giugno 2016 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche della Famiglia recante "Concessione del contributo una tantum per il sostegno di bambini nati nel corso dell'anno 2014 appartenenti a famiglie residenti a basso reddito". Scarica il decreto

segnalazione del decreto del Dipartimento per le politiche della famiglia in Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18.8.2016

 
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mercoledì 9 maggio 2012 16:39

Pubblicato l'elenco dei Comuni in cui sono presenti immobili fantasma: termine fino al 31 agosto per richiedere l'aggiornamento catastale e fino al 2 luglio per proporre ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria provinciale competente avverso gli atti di attribuzione della rendita presunta

Agenzia del Territorio

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A decorrere dal 3 maggio e fino al 2 luglio 2012, presso l'Albo pretorio dei Comuni e presso gli Uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio è possibile consultare gli atti relativi all'attribuzione della rendita presunta riferiti agli immobili fantasma che non sono stati dichiarati spontaneamente dai soggetti interessati. Sul sito dell'Agenzia del Territorio è inoltre possibile consultare l'elenco dei Comuni nel cui territorio sono presenti gli immobili fantasma. Entro 120 giorni dalla pubblicazione del Comunicato dell'Agenzia sulla Gazzetta Ufficiale del 3 maggio 2012, i soggetti interessati sono tenuti a presentare le dichiarazioni di aggiornamento catastale per gli immobili compresi negli elenchi. Entro 60 giorni dalla stessa data, inoltre, gli stessi soggetti possono proporre ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria provinciale competente avverso gli atti di attribuzione della rendita presunta. 

Agenzia del Territorio

 
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A decorrere dal 3 maggio e fino al 2 luglio 2012, presso l'Albo pretorio dei Comuni e presso gli Uffici provinciali dell'Agenzia del Territorio è possibile consultare gli atti relativi all'attribuzione della rendita presunta riferiti agli immobili fantasma che non sono stati dichiarati spontaneamen ... Continua a leggere

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venerdì 21 febbraio 2014 21:20

Comuni: la Consulta aggiorna il concetto di funzioni fondamentali facendovi rientrare le funzioni afferenti i servizi pubblici locali e salva la disciplina statale sull'esercizio associato delle funzioni fondamentali per i Comuni fino a 5000 abitanti

segnalazione del Prof. Raffaele Bifulco della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 11.2.2014

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Si segnala la sentenza n.22/2014 della Corte costituzionale che risolve diverse questioni di costituzionalità sollevate in relazione all'art.19 d.l.95/2012. In primo luogo la Corte aggiorna il concetto di funzioni fondamentali dei Comuni, facendovi rientrare anche le funzioni che attengono ai servizi pubblici locali. La definizione di dette funzioni da parte dello Stato non interferisce con la disciplina delle stesse che spetterà allo Stato o alle Regioni a seconda della materia interessata. In secondo luogo la Corte fa salva la disciplina statale sull'esercizio obbligatoriamente associato delle funzioni fondamentali da parte dei Comuni con popolazione fino a 5000 abitanti in virtù del titolo di legittimazione 'coordinamento della finanza pubblica'. Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Raffaele Bifulco della sentenza della Corte Costituzionale n. 22 del 11.2.2014

 
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mercoledì 8 gennaio 2014 13:36

Catasto terreni: aggiornato l'elenco dei Comuni della banca dati catastali

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato dell'Agenzia delle Entrate sull'aggiornamento del Catasto terreni

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E' stato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate l'elenco delle particelle interessate dall’aggiornamento annuale della Banca dati del Catasto Terreni. L'elenco pubblicato con apposito comunicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2013 resterà disponibile per i 60 giorni successivi alla pubblicazione del comunicato. Gli utenti possono segnalare eventuali incongruenze tra le informazioni da loro dichiarate e quelle presenti nella banca dati del Catasto terreni, mediante una richiesta di rettifica. Per accedere all'elenco dei Comuni interessati dalle variazioni colturali cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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E' stato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate l'elenco delle particelle interessate dall’aggiornamento annuale della Banca dati del Catasto Terreni. L'elenco pubblicato con apposito comunicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2013 resterà disponibile per i 60 giorni successivi alla p ... Continua a leggere

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martedì 25 febbraio 2014 19:12

Comuni: in Gazzetta Ufficiale i nuovi obblighi di comunicazione telematica in materia elettorale, anagrafe, di stato civile e con i notai per le convenzioni matrimoniali

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero dell'Interno in Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25.2.2014

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25.2.2014 e' stato pubblicato il decreto del Ministero dell'Interno 12 febbraio 2014 recante "Modalita' di comunicazione telematica tra comuni in materia elettorale, di anagrafe e di stato civile, nonche' tra comuni e notai per le convenzioni matrimoniali, in attuazione dell'articolo 6, comma 1, lettere a) e c) del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35." Per scaricare il decreto cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero dell'Interno in Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25.2.2014

 
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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 46 del 25.2.2014 e' stato pubblicato il decreto del Ministero dell'Interno 12 febbraio 2014 recante "Modalita' di comunicazione telematica tra comuni in materia elettorale, di anagrafe e di stato civile, nonche' tra comuni e notai per le convenzioni matrimoniali, in att ... Continua a leggere

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