giovedì 18 maggio 2017 11:56

Concorsi pubblici: i criteri di valutazione delle prove

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 17.5.2017

La giurisprudenza del Consiglio di Stato è costante nell’affermare che «nei pubblici concorsi la predeterminazione dei criteri di valutazioni delle prove è connotata da un’ampia discrezionalità, per cui i criteri adottati sfuggono al sindacato giurisdizionale, salvi i casi di manifesta illogicità e irrazionalità» (Cons. Stato, sez. IV, 3 aprile 2014, n. 1596)...La giurisprudenza del Consiglio di Stato è costante nell’affermare che «le valutazioni espresse dalle Commissioni giudicatrici in merito alle prove di concorso, seppure qualificabili quali analisi di fatti (correzione dell’ elaborato del candidato con attribuzione di punteggio o giudizio) e non come ponderazione di interessi, costituiscono pur sempre l’espressione di ampia discrezionalità, finalizzata a stabilire in concreto l´idoneità tecnica e culturale, ovvero attitudinale, dei candidati, con la conseguenza che le stesse valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non nei casi in cui sussistono elementi idonei ad evidenziarne uno sviamento logico od un errore di fatto, o ancora una contraddittorietà ictu oculi rilevabile» (Cons. Stato, sez. VI, 29 novembre 2016, n. 5056; sez. VI 9 febbraio 2011 , n. 871).......La mancata indicazione nel verbale dell’orario di chiusura della seduta costituisce mera irregolarità (Cons. Stato, sez. IV, 17 luglio 2013, n. 3754). L’assenza delle altre illegittimità lamentate rende, inoltre, privo di rilevanza il vizio in esame anche rapportandolo, come richiesto dall’appellante, alle altre censure. Per approfondire vai alla sentenza.

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martedì 11 giugno 2013 17:07

Amministrazione trasparente: risposta del direttore al quesito sull'interpretazione degli art 26 e 27 dlgs n. 33/2013

Gazzetta Amministrativa

Online la risposta del Prof. Avv. Enrico Michetti al quesito formulato dal comune di Salsomaggiore Terme sulla corretta pubblicazione dei dati afferenti concessioni e attribuzioni di importo superiore aad euro mille. Per accedere al parere cliccare sul titolo sopra linciato.

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martedì 26 giugno 2012 17:05

Cambio di residenza in tempo reale: Il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento che dà attuazione all'istituto del 'cambio di residenza in tempo reale' introdotto dal decreto-legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 ('semplifica Italia'). La novità normativa consente ai cittadini di presentare le dichiarazioni anagrafiche - di residenza e di trasferimento all'estero - anche spedendole per posta oppure inviandole via fax o e-mail, oltre che allo sportello del comune competente.  Le principali novità previste dal regolamento, approvato su proposta del ministro dell'Interno di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, riguardano le dichiarazioni anagrafiche e i controlli sui requisiti. Per quanto riguarda le dichiarazioni, l'ufficiale d'anagrafe deve registrarle entro i due giorni lavorativi successivi alla presentazione, mentre i loro effetti giuridici, e quelli delle corrispondenti cancellazioni, decorrono dalla data della dichiarazione. I controlli sulla sussistenza dei requisiti dichiarati, invece, vengono effettuati nei 45 giorni successivi alla registrazione da parte dell'ufficiale d'anagrafe.

Presidenza del Consiglio dei Ministri

 
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento che dà attuazione all'istituto del 'cambio di residenza in tempo reale' introdotto dal decreto-legge 9 febbraio 2012, n.5, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35 ('semplifica Italia'). La novità normativa consente ai cittadini di presentare ... Continua a leggere

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sabato 14 dicembre 2013 20:45

Danno erariale derivante da condanna della P.A.: sulla decorrenza della prescrizione la giurisprudenza non e' univoca da una parte si fa coincidere con il passaggio in giudicato della sentenza e dall’altra, invece, con l’effettivo pagamento, da parte dell’amministrazione, al danneggiato

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti

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Come unanimamente affermato dalla giurisprudenza contabile, la decorrenza della prescrizione deve essere collegata al perfezionamento della fattispecie dannosa, nozione che comprende non solo l’azione illecita ma anche l’effetto lesivo della stessa. Detta interpretazione, che ha preso l’avvio dalla paradigmatica sentenza delle SS.RR. del 25.10.1996 la n. 62/A, è assolutamente inconfutabile, atteso che, qualora l’azione illecita e l’effetto lesivo non coincidano temporalmente in quanto distanziati nel tempo, è questo secondo momento che rileva, poiché prima di esso il Procuratore non avrebbe alcun interesse ad agire. Ciò posto, con riferimento al danno di cui alla fattispecie concreta, originato da una condanna della p.a, la giurisprudenza ha sviluppato orientamenti tutt’altro che univoci; da una parte, infatti, l’evento dannoso si fa coincidere con il passaggio in giudicato della sentenza e dall’altra, invece, con l’effettivo pagamento, da parte dell’amministrazione, al danneggiato.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti

 
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Come unanimamente affermato dalla giurisprudenza contabile, la decorrenza della prescrizione deve essere collegata al perfezionamento della fattispecie dannosa, nozione che comprende non solo l’azione illecita ma anche l’effetto lesivo della stessa. Detta interpretazione, che ha preso l’avvio dal ... Continua a leggere

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mercoledì 9 aprile 2014 00:02

Accesso ai documenti: l'amministrazione non e' tenuta a prendere in esame la medesima istanza che il privato intenda ripetutamente sottoporle senza addurre alcun elemento di novità

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 8.4.2014

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Si può reiterare l’istanza di accesso e pretendere riscontro alla stessa, in presenza di fatti nuovi, sopravvenuti o meno, non rappresentati nell’originaria istanza o anche a fronte di una diversa prospettazione dell’interesse giuridicamente rilevante, cioè della posizione legittimante all’accesso.Qualora non ricorrano tali elementi di novità e ci si limiti, come nel caso in trattazione, a reiterare l’originaria istanza o, al più, a illustrare ulteriormente le proprie ragioni, l’amministrazione interpellata ben può astenersi da nuove determinazioni, non potendosi immaginare, anche per ragioni di buon funzionamento dell’azione amministrativa, in una cornice di reciproca correttezza dei rapporti tra le parti, che l’amministrazione sia tenuta a prendere in esame la medesima istanza che il privato intenda ripetutamente sottoporle senza addurre alcun elemento di novità (cfr. C.d.S., Ad. plen. nn. 6 e 7 del 2006). Per continuare nella lettura della sentenza cliccare su "Accedi al provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 8.4.2014

 
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lunedì 17 dicembre 2012 09:30

Convertito in Legge il decreto sviluppo: le novità

Camera dei deputati

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La Camera ha approvato in via definitiva nella seduta del 13 dicembre il disegno di legge C. 5626 di conversione del decreto-legge n. 179 del 2012, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. Il provvedimento contiene numerose disposizioni riguardanti, prevalentemente, l'attuazione dell'Agenda digitale italiana e la promozione della competitività del Paese. In particolare per quanto concerne l’attuazione dell’Agenda digitale italiana viene introdotto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere disponibili i dati pubblici in formato aperto. Inoltre viene autorizzata la spesa di 150 milioni di euro per il 2013, per il completamento del Piano nazionale banda larga nell’intero territorio nazionale nonché la semplificazione delle procedure e delle autorizzazioni delle operazioni di scavo per le infrastrutture a banda larga e ultralarga. Viene poi esteso l’obbligo di consentire pagamenti elettronici alle imprese pubbliche, in particolare agli operatori che erogano o gestiscono servizi pubblici, con esclusione, però, delle Agenzie fiscali. Nel settore giustizia vengono incentivate le comunicazioni e le notificazioni per via telematica. Importanti novità attengono poi al particolare regime giuridico di vantaggio per le imprese start-up innovativa, che si caratterizzano per una prevalenza di spesa destinata alla ricerca e allo sviluppo al fine di sviluppare servizi innovativi ad alto valore tecnologico, e per l' incubatore di start-up innovativa, inteso come società che offre servizi per la nascita delle stesse start up. In particolare sono previste deroghe al diritto societario (stabilendo, ad esempio, l'estensione di dodici mesi del periodo di c.d. "rinvio a nuovo" delle perdite, la disapplicazione della disciplina in materia di società di comodo e in perdita sistemica), l'esenzione da imposizione fiscale e da oneri contributivi di parte del reddito di lavoro derivante agli amministratori e dipendenti, l'applicazione del credito di imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati, nonché incentivi fiscali a favore di coloro che investono nel capitale sociale di imprese "stat up innovative". Nuove disposizioni intervengono anche in materia di servizi pubblici locali, prevedendo specifici termini entro i quale gli affidamenti in essere devono adeguarsi alla normativa comunitaria noché la cessazione al 31 dicembre 2020 degli affidamenti diretti assentiti alla data del 1 ottobre 2003, se privi di scadenza. Viene confermata l'esclusione dall'applicazione di tali disposizioni dei settori del gas, dell'energia elettrica e delle farmacie comunali.

Camera dei deputati

 
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La Camera ha approvato in via definitiva nella seduta del 13 dicembre il disegno di legge C. 5626 di conversione del decreto-legge n. 179 del 2012, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese. Il provvedimento contiene numerose disposizioni riguardanti, prevalentemente, l'attuazione ... Continua a leggere

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lunedì 22 maggio 2017 13:54

Danno erariale: il dies a quo di decorrenza del termine di prescrizione

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti sez. giurisdizionale per la Regione Veneto del 15.5.2017

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Nella sentenza depositata in data 15 maggio 2017, la corte dei conti vento ha esaminato l’eccezione di prescrizione rilevando che nel caso di specie il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni, decorrenti “in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta” (art. 1, comma 2, della l. 20/94). "Come condivisibilmente sostenuto in udienza dal P.M., nella vicenda di cui è causa è ravvisabile un’attività fraudolenta diretta ad occultare il danno. In tale ipotesi, dunque, il termine della prescrizione non decorre (come sostenuto dalla difesa del convenuto) dal “momento in cui i contributi sono stati erogati” ma dalla conoscenza della condotta illecita da parte dell'Amministrazione, poiché dai singoli momenti in cui venivano erogati i finanziamenti pubblici nulla poteva emergere in presenza degli artifizi e dei raggiri che contribuivano alla realizzazione della truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche (art. 640 bis, c.p.) Ne deriva che il “dies a quo” di decorrenza della prescrizione va individuato nel momento in cui il danno stesso viene delineato in tutte le sue componenti e, dunque, nella data del rinvio a giudizio in sede penale, come correttamente rilevato dal P.M. (I Sez. Giurisd. d’Appello della Corte dei conti, sentenza n. 264 del 2012, SS.RR., sentenza 25.10.1996, n. 63; Sezione I app., 5.2.2008, n. 64; id., 4.12.2007, n. 497; id., 11.7.2007, n. 194; id., 16.4.2007, n. 94; id., 8.3.2007, n. 45; id., 18.3.2003, n. 103; Sezione II app., 7.6.2004, n. 184)". Per approfondire vai alla sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti sez. giurisdizionale per la Regione Veneto del 15.5.2017

 
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Nella sentenza depositata in data 15 maggio 2017, la corte dei conti vento ha esaminato l’eccezione di prescrizione rilevando che nel caso di specie il diritto al risarcimento si prescrive in cinque anni, decorrenti “in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta” (art. 1, ... Continua a leggere

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giovedì 5 dicembre 2013 19:15

Interventi per il contenimento della spesa pubblica: il vostro contributo alla spending review con la diffusione degli applicativi gratuiti del Governo "Amministrazione Trasparente" ed "Albo Pretorio on line"

segnalazione a cura del Prof. Avv. Enrico Michetti

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nell'incontro tenutosi presso il MEF in data 04/12/2013 tra il Commissario Straordinario per la spending review Dott. Carlo Cottarelli ed il Prof. Avv. Enrico Michetti, sono stati presentati i risultati conseguiti nell'anno in corso in termini di riduzione della spesa pubblica dal progetto Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana. Da un punto di vista squisitamente economico, a seguito di un indagine di mercato, si e' peraltro evidenziato con riferimento ai soli costi minimi un risparmio per la spesa pubblica, per il 2013, pari a 56 milioni di euro. Una diffusione capillare, poi, sull'intero territorio nazionale, determinerebbe, sempre con riferimento ai soli costi minimi, un risparmio annuo a regime di circa 455 milioni di euro ai quali andranno aggiunti i risparmi derivanti dall'abbattimento dei costi del contenzioso amministrativo, contabile e tributario. Un ruolo rilevante in termini di contenimento della spesa pubblica è stato determinato dagli applicativi gratuiti (Albo Pretorio on line ed Amministrazione Trasparente) messi a disposizione dal Governo Italiano per il tramite della Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana a tutti gli Enti gravati dalla vigente normativa. Gli applicativi di cui sopra potranno essere facilmente scaricati visitando la sezione Albo e Trasparenza. Gli applicativi MIPA peraltro, sono gli unici aggiornati in tempo reale con le modifiche normative e giurisprudenziali. Lo staff è a disposizione delle P.A. per l'immediata attivazione del servizio ai n. Tel. 06.3242351- 06.3242354 o mail servizi@gazzettaamministrativa.it, info@gazzettaamministrativa.it Invitiamo tutti i nostri utenti a contribuire all'abbattimento della spesa pubblica diffondendo e comunicando a tutte le Pubbliche Amministrazioni l'opportunità di poter usufruire gratuitamente dell'Amministrazione Trasparente e dell'Albo Pretorio on line.

segnalazione a cura del Prof. Avv. Enrico Michetti

 
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nell'incontro tenutosi presso il MEF in data 04/12/2013 tra il Commissario Straordinario per la spending review Dott. Carlo Cottarelli ed il Prof. Avv. Enrico Michetti, sono stati presentati i risultati conseguiti nell'anno in corso in termini di riduzione della spesa pubblica dal progetto Gazzetta ... Continua a leggere

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martedì 24 settembre 2013 00:20

La prescrizione non è' rilevabile d'ufficio e non può essere proposta per la prima volta in grado d'appello

nota del Prof. Avv. Enrico Michetti a sentenza del Consiglio di Stato

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Com’è noto, quella di prescrizione, in quanto eccezione in senso stretto e come tale rimessa alla volontà della parte che di essa intende giovarsi, non è rilevabile d'ufficio. Sicché, nel processo amministrativo, ai sensi dell’art. 104 c.p.a., tal eccezione non può essere proposta per la prima volta in grado d’appello (cfr. Cons. St., III, 8 agosto 2012 n. 4535) e, ove assorbita o non esaminata in primo grado, va espressamente ribadita a cura della parte che intenda avvalersene nella fase di gravame (in materia di prescrizione eccepita, ma non valutata, cfr. Cass., sez. lav., 7 sett. 2007 n. 18901; id., sez. un., 1° febbraio 2012 n. 1417).

nota del Prof. Avv. Enrico Michetti a sentenza del Consiglio di Stato

 
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Com’è noto, quella di prescrizione, in quanto eccezione in senso stretto e come tale rimessa alla volontà della parte che di essa intende giovarsi, non è rilevabile d'ufficio. Sicché, nel processo amministrativo, ai sensi dell’art. 104 c.p.a., tal eccezione non può essere proposta per la prima volt ... Continua a leggere

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venerdì 11 ottobre 2013 11:36

E' decennale il termine di prescrizione del diritto al compenso sostitutivo per ferie non godute per motivi di servizio

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato

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E' stata annullata dal Consiglio di Stato la sentenza di primo grado che aveva rigettato il ricorso con il quale il Segretario Generale di un Comune aveva richiesto il compenso sostitutivo per le ferie annuali non godute per eccezionali ragioni di servizio - relative agli anni 1982-1987. Il Tar, accogliendo l’eccezione del Comune, aveva dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo realizzata la prescrizione quinquennale del diritto all'ottenimento del compenso sostitutivo in quanto il ricorrente, pur avendo dimostrato di non avere usufruito delle ferie, non aveva azionato il diritto al compenso sostitutivo entro il termine di cinque anni dalla maturazione del credito. Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello rilevando che il prestatore che non abbia goduto delle ferie per esigenze di servizio ha diritto al compenso sostitutivo; e il credito relativo, avendo natura non retributiva ma risarcitoria, ha termine di prescrizione decennale (v. C.d.S., Sez. V, 22 ottobre 2007, n. 5531; 19 ottobre 2009, n. 6415).

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato

 
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E' stata annullata dal Consiglio di Stato la sentenza di primo grado che aveva rigettato il ricorso con il quale il Segretario Generale di un Comune aveva richiesto il compenso sostitutivo per le ferie annuali non godute per eccezionali ragioni di servizio - relative agli anni 1982-1987. Il Tar, ... Continua a leggere

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domenica 21 dicembre 2014 17:36

Corte dei Conti: il computo del termine di prescrizione

segnalzione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto del 16.12.2014

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La Corte dei Conti nella sentenza in esame dopo aver escluso l’occultamento doloso del danno, ha precisato che il dies a quo della prescrizione va individuato nel momento in cui si è verificato il fatto dannoso.La regola codicistica di cui all’art. 2935 c.c. è declinata, nel processo amministrativo contabile, nella norma espressa dall’art. 1, co. 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come sostituito dall'art. 3, del decreto legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n. 63, secondo cui, fuori dei casi di occultamento doloso del danno, il termine di prescrizione deve essere computato “dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso”.La giurisprudenza prevalente di questa Corte, recentemente ribadita dalle Sezioni Riunite con sentenze n. 5/2007/QM del 19 luglio 2007 e n. 14/2011/QM, ha, da tempo, chiarito che non è sufficiente, a dare inizio al periodo prescrizionale, il semplice compimento di una condotta trasgressiva degli obblighi di servizio, ma occorre anche la verificazione dell’effetto lesivo di detta condotta, in particolar modo nelle ipotesi in cui gli elementi costitutivi del fatto dannoso, e cioè l’azione/omissione e l’effetto lesivo, siano temporalmente ascrivibili a periodi diversi.Il “fatto dannoso”, infatti, è costituito dal binomio “condotta ed evento” e si perfeziona con il verificarsi di quest’ultimo.Tale assunto discende in maniera evidente dalla lettura sistematica dell'art. 1 L. n. 20/1994, coordinata con il fondamentale principio dell'art. 2935 del c.c., secondo cui "la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere".La giurisprudenza di questa Corte - anche sulla scorta di quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. SS.UU., sent. n. 23763 del 14.11.2011; Cass. Sez. III, sent. n. 5831 del 13.3.2007), secondo la quale il concetto di fatto, da cui decorre il termine di prescrizione, non deve considerarsi ristretto all'azione od omissione, ma deve essere esteso all'evento - ha dunque individuato il termine iniziale di prescrizione nel momento dell'esborso della somma costituente danno, ovvero quello della definitiva perdita dell'utilità considerata. E’ in tale momento, infatti, che il danno acquisisce il carattere della concretezza e dell'attualità e può considerarsi verificato il fatto dannoso, nel senso inteso appunto dall’art. 1, c. 2, L. n. 20/1994. Come chiarito dalla giurisprudenza di questa Corte, Sez. I d’Appello, nella sent. n. 700 del 21.5.2014: “… ai sensi dell'art. 1 comma 2 della legge 14.1.1994 n. 20 (come successivamente modificata dalla legge 20.12.1996 n. 639), il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta.La prescrizione, dunque, decorre dalla data in cui si è verificato il “fatto dannoso“ e tale data deve essere identificata in quella in cui si è verificato il danno quale componente del fatto stesso (giurisprudenza pacifica: v., ex plurimis, Corte dei conti, SS.RR., 29 gennaio 1997, n. 12; Sezione I app., 18 novembre 2010, n. 634, 25.11.2008, n. 508 e 4.12.2007, n. 497; Sezione II app., 20.9.2007, n. 296; cfr., inoltre, Cassazione civile, Sez. III, 12 agosto 1995, n. 8845). Tale posizione (…) è stata ribadita proprio di recente dalle Sezioni riunite di questa Corte dei conti con la sentenza 5.9.2011, n. 14/QM, con riferimento all’ipotesi del danno c.d. indiretto.Detto altrimenti, il concetto di "commissione del fatto", ai fini della decorrenza del termine prescrizionale dell'azione di responsabilità richiede “… la realizzazione della fattispecie dannosa completa nei suoi due elementi costitutivi: la condotta illecita dell'agente e l'evento dannoso, inteso come effettivo depauperamento delle finanze erariali, elementi che possono anche non esservi coevi, bensì distanziati nel tempo” (Corte dei conti, Sezione II app., 13.7.2007, n. 241).”.In altri termini, “In effetti, la sentenza delle Sezioni Riunite n. 5/QM/2007 ha escluso, richiamando anche la “regola generale recata dall’art. 2935 cod. civ., secondo cui la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”, “che - ai fini della decorrenza della prescrizione - sia sufficiente il compimento della condotta illecita” e ha ritenuto invece che “di decorrenza della prescrizione possa parlarsi solo nel momento in cui la condotta contra ius abbia prodotto l’evento dannoso avente i caratteri della concretezza e dell’attualità”, ovverosia il dannoso pagamento (cfr. anche SS.RR. n. 14/QM/2011).” (Corte dei Conti, Sez. II d’Appello, sent. n. 600 del 9.10.2013). Per approfondire scaricare la sentenza cliccando su "Accedi al Provvedimento".

segnalzione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto del 16.12.2014

 
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La Corte dei Conti nella sentenza in esame dopo aver escluso l’occultamento doloso del danno, ha precisato che il dies a quo della prescrizione va individuato nel momento in cui si è verificato il fatto dannoso.La regola codicistica di cui all’art. 2935 c.c. è declinata, nel processo amministrativo ... Continua a leggere

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venerdì 6 giugno 2014 17:20

Lottizzazione abusiva e acquisizione al patrimonio comunale: la confisca quale sanzione amministrativa obbligatoria discendente dalla sentenza penale irrevocabile che abbia accertato la lottizzazione abusiva va effettuata anche se per una causa diversa, quale la prescrizione, non si pervenga alla condanna dei suoi autori e alla conseguente irrogazione della pena

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 27.5.2014

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L’art. 19 della L. 47 del 1985 (ora art. 44, comma 2, T.U. edilizia), dispone che “la sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite .Per effetto della confisca i terreni sono acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è avvenuta la lottizzazione abusiva. La sentenza definitiva è titolo per la immediata trascrizione nei registri immobiliari”.La disciplina ora riferita configura la confisca (e la successiva pedissequa trascrizione nei registri immobiliari) quale sanzione amministrativa obbligatoria discendente in via inderogabile dalla sentenza penale irrevocabile che abbia accertato l’avvenuta lottizzazione abusiva; essa identifica tale accertamento penale quale presupposto necessario e sufficiente per l’acquisizione al patrimonio immobiliare del Comune dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere su di essi realizzate: e ciò, si badi, anche se, per una causa diversa, qual è ad esempio la prescrizione (e come, per l’appunto, avvenuto nel caso di specie) non si pervenga alla condanna dei suoi autori e alla conseguente irrogazione della pena (così, ex plurimis, Cass. Pen., Sez. III, 30 aprile 2009 n. 21188).In tal senso, quindi, la confisca in esame differisce dalla confisca facoltativa di cui all’art. 240, comma 1, cod. pen., la quale invece presuppone sempre la condanna e l’acquisizione al patrimonio statale dei beni confiscati; e differisce, altresì, dall’ulteriore tipologia di confisca disciplinata dal comma 2, n. 2, dello stesso articolo del codice penale, la quale, pur essendo obbligatoria e prescindendo dalla condanna, riguarda cose intrinsecamente criminose, la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisce reato.Risulta pertanto del tutto irrilevante, ai fini della legittimità del provvedimento amministrativo adottato in esecuzione del giudicato penale:a) ogni eventuale, ulteriore ed ultroneo apprezzamento svolto dall’amministrazione comunale procedente in ordine alla residenzialità, o meno, dell’immobile confiscato;b) la circostanza che il titolo edilizio sulla cui base è stato realizzato l’edificio appreso risulti ad oggi formalmente efficace; se è vero, infatti, che in tema di lottizzazione abusiva il rilascio di una pluralità di concessioni edilizie nella zona interessata dai nuovi insediamenti non rende lecita un’attività che tale non è, ed il cui accertamento è istituzionalmente riservato all’autorità giudiziaria (così Cass. Pen., Sez. III, 21 aprile 1989 n. 6160), il reato di cui trattasi è configurabile anche in presenza del provvedimento d’assenso della P.A., nel caso in cui quest’ultimo contrasti con gli strumenti urbanistici vigenti, e il relativo accertamento giudiziale prescinde da qualunque giudizio sul titolo edilizio senza necessità di operare alcuna disapplicazione di tale provvedimento amministrativo, a’ sensi dell’art. 5 della L. 20 marzo 1865, n. 2248 all. E., (cfr. al riguardo, ad es., Cass. pen., Sez. III, 11 giugno 2008 n. 37274).Per completezza si rileva che in tema di reati edilizi, il condono previsto dall’art. 39 della L. 23 dicembre 1994, n. 724 non si applica al reato di lottizzazione abusiva, in qualunque forma commessa (negoziale, materiale o mista; cfr. sul punto Cass. pen., Sez. III, 21 novembre 2007 n.9982). Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 27.5.2014

 
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L’art. 19 della L. 47 del 1985 (ora art. 44, comma 2, T.U. edilizia), dispone che “la sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni, abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite .Per effetto della confisca i ... Continua a leggere

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venerdì 25 luglio 2014 11:14

Crediti retributivi dei pubblici dipendenti: l’onere di provare il fatto interruttivo della prescrizione ricade sull’attore

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 7.7.2014

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Con ricorso al Tribunale amministrativo della Campania, sede di Napoli, la ricorrente chiedeva il riconoscimento del suo diritto ad ottenere l’adeguamento economico dovuto per l’espletamento di mansioni lavorative di fatto svolte dal 1979 al 1987 e corrispondenti alla III qualifica funzionale – operatore – bidello; chiedeva inoltre la conseguente condanna dell’Amministrazione alla liquidazione in suo favore delle somme dovute a titolo di differenze retributive tra quanto dovuto e quanto effettivamente corrisposto, nonché la corresponsione sulle stesse degli interessi legali e della svalutazione monetaria dal momento della maturazione del credito al soddisfo; chiedeva infine l’ulteriore riconoscimento del suo diritto alla regolarizzazione della posizione previdenziale mediante il versamento dei contributi per l’intero periodo. Con la sentenza in epigrafe n. 704 in data 8 febbraio 2010 il Tribunale amministrativo della Campania, sede di Napoli, Sezione V, accoglieva l’eccezione di prescrizione formulata dal Comune resistente respingendo quindi il ricorso. Avverso la predetta sentenza la signora ha proposto il ricorso in appello contestando gli argomenti che ne costituiscono il presupposto e chiedendo la sua riforma e l’accoglimento del ricorso di primo grado. L’appellante chiede la riforma della sentenza di primo grado, con la quale il credito azionato è stato dichiarato prescritto, sostenendo che: a) al credito di cui si tratta si applica il termine decennale di prescrizione; b) comunque la prescrizione è stata interrotta da atti di esercizio del diritto; c) il termine decennale si applica quanto meno al credito previdenziale. Tutte le suddette argomentazioni sono infondate. Quanto alla tesi sintetizzata sub a), deve essere osservato come sia pacifico in giurisprudenza che il termine di prescrizione dei crediti retributivi è quello quinquennale di cui all’art. 2948 del codice civile (in termini C. di S., IV, 15 giugno 2004, n. 3930 e VI, 7 maggio 2004, n. 2801). E’ vero che il suddetto termine non decorre, per i pubblici dipendenti, fino a quando il rapporto non si sia concluso o non sia stato stabilizzato (C. di S., V, 2 agosto 2011, n. 4559), ma nel caso di specie la stessa appellante afferma che il rapporto di lavoro precario è cessato nel 1987, mentre il ricorso al giudice del lavoro per le pretese poi trasposte di fronte al giudice amministrativo, al quale deve essere riconosciuto effetto interruttivo, è stato proposto solo nel 1994, quindi dopo sette anni dalla conclusione del rapporto precario. L’appellante sostiene di avere posto in essere ulteriori atti interruttivi della prescrizione ma l’affermazione è rimasta priva di dimostrazione....L’affermazione dell’appellante circa la presenza di atti interruttivi della prescrizione non è quindi sostenuta da prova. Atteso che l’onere di provare il fatto interruttivo ricade sull’attore (Cass., Sezione Lavoro, 8 agosto 2006, n. 17948) l’argomentazione deve essere disattesa. Quanto all’applicazione del termine decennale alla prescrizione dei crediti retributivi, deve essere osservato come l’assunto sia esatto, ma non rilevi nella presente fattispecie. Nel caso di specie, infatti, l’appellante non sostiene che l’Amministrazione ha totalmente omesso di provvedere ai propri obblighi previdenziali; sostiene invece che la misura dei contributi versati deve essere adeguata alla misura delle retribuzioni pretese, non agli stipendi di fatto corrisposti. Atteso che l’appellante non ha dimostrato di avere diritto ad un differente trattamento retributivo, la pretesa deve essere respinta. 4. L’appello deve, in conclusione, essere respinto, sottolineando solo come nella fattispecie non possa essere applicato quanto affermato da C. di S., V, 15 settembre 2010, n. 6792, in quanto in quella controversia l’attore aveva potuto dimostrare in fatto di avere posto in essere atti interruttivi della prescrizione del credito vantato e riconosciuto in giudizio. Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 7.7.2014

 
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Con ricorso al Tribunale amministrativo della Campania, sede di Napoli, la ricorrente chiedeva il riconoscimento del suo diritto ad ottenere l’adeguamento economico dovuto per l’espletamento di mansioni lavorative di fatto svolte dal 1979 al 1987 e corrispondenti alla III qualifica funzionale – ope ... Continua a leggere

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mercoledì 19 febbraio 2014 08:23

Patto di Stabilità Interno: la circolare interpretativa della Ragioneria Generale dello Stato sulle novità introdotte dalla legge di stabilità 2014

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare RGS n. 6 del 18.2.2014

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Con circolare n. 6 del 18.2.2014 la Ragioneria Generale dello Stato individua e chiarisce tutte le novità alla disciplina del patto di stabilità interno degli enti locali per gli anni 2014-2016 introdotte sia dalla legge 27.12.2013 n. 147 (legge di stabilità 2014) nonché dalle normative di interesse emanate nel corso del 2013. Per scaricare la circolare cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare RGS n. 6 del 18.2.2014

 
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lunedì 16 gennaio 2012 09:03

Modalità di interruzione della prescrizione

Consiglio di Stato

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Ai sensi dell’art. 2943 cod. civ., il titolare del diritto può interrompere la prescrizione con la notificazione dell’atto con il quale si inizia un giudizio o con la domanda proposta nel corso di un giudizio, oppure con “ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore”, ossia con un atto di cui, sotto il profilo soggettivo, ne sia elemento essenziale l’individuazione del soggetto obbligato; il quale atto, avendo natura recettizia, dev’essere portato a conoscenza del debitore affinché assuma valore di costituzione in mora nei confronti di questi. In altri termini, il connotato fondamentale dell’atto interruttivo della prescrizione consiste nella sua idoneità a rendere nota al destinatario la volontà del suo autore di far valere un diritto nei suoi confronti. Non diversamente opera la domanda giudiziale, non potendo ipotizzarsi una sua efficacia nei riguardi del debitore se notificata non ad esso, ma a soggetti terzi (cfr. sul punto, Cass., sez. lav., 11 giugno 2009 n. 13588, 6 marzo 2003 n. 3373 e 17 gennaio 1992 n. 543, secondo cui l’effetto interruttivo della prescrizione esige, per la propria produzione, che il debitore abbia conoscenza - legale, non necessariamente effettiva – dell’atto giudiziale o stragiudiziale del creditore).

Consiglio di Stato

 
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venerdì 13 gennaio 2012 08:39

Danno erariale: inutile invocare la prescrizione se la P.A. si e' costituita parte civile nel processo penale

Corte dei Conti

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La costituzione di parte civile dell’amministrazione danneggiata nel procedimento penale, instaurato per i medesimi fatti per i quali si è agito in sede di responsabilità amministrativa ha effetto interruttivo permanente della prescrizione, sino alla definizione del giudizio penale con sentenza irrevocabile.

Corte dei Conti

 
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venerdì 21 novembre 2014 22:01

Comuni: in Gazzetta Ufficiale l'attribuzione del contributo di 625 milioni di euro

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto MEF in Gazzetta Ufficiale n. 271 del 21.11.2014

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto 6 novembre 2014 del Ministero dell'Economia e delle Finanze di "Attribuzione del contributo di 625 milioni di euro ai comuni". Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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martedì 18 settembre 2012 10:21

Il termine di prescrizione dei crediti retributivi dovuti al pubblico dipendente è quinquennale e decorre in costanza del rapporto di lavoro

Consiglio di Stato

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Nella fattispecie in esame il Consiglio di Stato, dopo aver richiamato i diversi orientamenti giurisprudenziali che in materia di prescrizione dei crediti retributivi dovuti al pubblico dipendente contrappongono la regola della prescrizione decennale a quella più breve di cinque anni, nella sentenza de qua fa proprio il principio secondo il quale il termine di prescrizione dei crediti retributivi dovuti al pubblico dipendente è quinquennale e decorre in costanza del rapporto di lavoro. In particolare il Collegio osserva che la norma applicabile al caso in esame è infatti l'articolo 2948 n. 4) per effetto del quale si prescrivono in cinque anni gli interessi e, in generale, tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi e non gli articoli 2934 e 2935 c.c. Ciò vale sia per quanto attiene ai rapporti di lavoro privato che quanto attiene a quelli pubblici con la differenza che, mentre per i primi la prescrizione comincia a decorrere solo una volta concluso il rapporto, per i secondi la prescrizione può cominciare a decorrere in corso di rapporto. Questa diversità di trattamento si giustifica col fatto che la rinnovazione dei contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con la pubblica amministrazione non riveste carattere di normalità e pertanto non può esserci il timore da parte del prestatore di lavoro di non vedersi rinnovato il contratto perché tale situazione si presenta perfettamente conforme al principio secondo il quale l’accesso al lavoro nella pubblica amministrazione avviene tramite regolare concorso.

Consiglio di Stato

 
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mercoledì 12 marzo 2014 16:10

Giudizio di ottemperanza: il termine decennale per l'esercizio dell'azione e' termine di prescrizione e non di decadenza come tale soggetto ad interruzione

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez.III

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L'esecuzione delle pronunce del giudice costituisce un obbligo per la p.a. ed il giudizio di ottemperanza non è un giudizio impugnatorio, tendendo esclusivamente l'azione medesima ad adeguare la situazione di fatto a quella di diritto risultante dal giudicato. Pertanto, il termine decennale per l’esercizio dell’actio iudicati di cui l’art.114 c.p.a. è termine di prescrizione e non di decadenza (C.d.S. V,18.10.2011, n. 5558). Trattandosi di termine prescrizionale deve intendersi soggetto ad interruzione; conformemente al principio del giusto processo, di cui all'art. 111 Cost., richiamato dall'art. 2 del Codice del processo amministrativo, vanno privilegiate, nell'interpretazione delle norme processuali, le soluzioni che agevolino la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini ( C.d.S., Sez. III, 28.10.2013, n. 5162). Conseguentemente, nella controversia in esame il Collegio ha ritenuto ineludibile che il ricorso per ottemperanza proposto per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tar Puglia- Sez. di Lecce n. 300/93 fosse ammissibile, in quanto l’interessato aveva compiuto atti interruttivi, ex art. 2943 c.c..

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez.III

 
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L'esecuzione delle pronunce del giudice costituisce un obbligo per la p.a. ed il giudizio di ottemperanza non è un giudizio impugnatorio, tendendo esclusivamente l'azione medesima ad adeguare la situazione di fatto a quella di diritto risultante dal giudicato. Pertanto, il termine decennale per l’ ... Continua a leggere

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mercoledì 12 marzo 2014 23:27

La distanza di 10 metri per l’apertura di finestre antistanti l’edificio confinante e' prescrizione avente carattere di assolutezza ed inderogabilità

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI

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Il richiamo, pure operato dal provvedimento, all’art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444 che prescrive la distanza di 10 metri per l’apertura di finestre antistanti l’edificio confinante, si fonda sull’interesse pubblico di impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-sanitario: trattasi, come ha rilevato la giurisprudenza, di prescrizione avente carattere di assolutezza ed inderogabilità, risultante da fonte normativa statuale, sovraordinata rispetto agli strumenti urbanistici locali (ed è quindi irrilevante il riferimento, operato dall’appellante, all’art. 27 del regolamento edilizio del Comune di Milano), da sola sufficiente a fondare la legittimità dell’annullamento del titolo edilizio senza spazio per la considerazione e la ponderazione di opposti interessi.

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Il richiamo, pure operato dal provvedimento, all’art. 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444 che prescrive la distanza di 10 metri per l’apertura di finestre antistanti l’edificio confinante, si fonda sull’interesse pubblico di impedire la formazione di intercapedini nocive sotto il profilo igienico-san ... Continua a leggere

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lunedì 1 ottobre 2012 08:46

Novità sulla consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale

Agenzia del Territorio

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L'Agenzia del Territorio rende noto che e' stata pubblicata la circolare n. 4 del 28 settembre 2012, con la quale vengono illustrate le novità in materia di accesso alle banche dati ipotecaria e catastale, introdotte dall’articolo 6 del decreto legge n. 16 del 2012. Tra le disposizioni più importanti, l'introduzione della nuova Tabella dei tributi speciali catastali, in vigore dal 1.10.2012, che prevede il pagamento per la consultazione degli atti del catasto e le nuove tariffe per la presentazione degli atti di aggiornamento del catasto urbano. Altre novità riguardano le modifiche alle tasse ipotecarie, il sistema di consultazione delle banche dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni e degli Agenti della riscossione e la gratuità delle visure e delle ispezioni cosiddette “personali”. A questo proposito, la circolare chiarisce che le consultazioni “personali”, ossia quelle richieste in catasto dall’intestatario degli immobili e nei registri immobiliari dall’attuale titolare della proprietà o di un diritto reale di godimento sul bene, avvengono gratuitamente.

Agenzia del Territorio

 
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domenica 4 dicembre 2016 09:04

Cinema ed audiovisivo: in Gazzetta Ufficiale la legge n. 220/2016 ecco le novità in sintesi

segnalazione della legge n. 220/2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016

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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016 la LEGGE 14 novembre 2016, n. 220 recante "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo". Il Ministero ha evidenziato in sintesi le principali novità della legge che entra in vigore l'11 dicembre 2016. NASCE IL FONDO CINEMA E AUDIOVISIVO Viene creato il “Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo”, per sostenere gli interventi per il cinema e l'audiovisivi attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. CON IL FONDO CINEMA AUMENTANO LE RISORSE DEL 60%: 150 MILIONI IN PIÙ, NASCE MECCANISMO VIRTUOSO DI AUTOFINANZIAMENTO Il fondo è alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di: programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (11%) del gettito Ires e Iva di questi settori costituirà la base di calcolo delle risorse statali destinate al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo. Nessuna nuova tassa ma un virtuoso meccanismo di “autofinanziamento” della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare e che fa scomparire l’attuale incertezza annuale sui fondi destinati al cinema: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui. AUTOMATISMO DEI FINANZIAMENTI E REINVESTIMENTO NEL SETTORE La nuova Legge Cinema abolisce le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto ‘interesse culturale’ e introduce un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana. Accanto alle agevolazioni fiscali, nascono i contributi automatici la cui quantificazione avviene secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni. I CONTRIBUTI SELETTIVI: UN AIUTO CONCRETO PER LE PROMESSE DEL NOSTRO CINEMA Fino al 18% del nuovo Fondo Cinema è dedicato ogni anno al sostegno di: - Opere prime e seconde - Giovani autori - Start-up - Piccole sale - contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità; - Contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia IL PIANO STRAORDINARIO PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E’ previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO NELLE SCUOLE Il 3% del fondo è riservato ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, sulla base di linee di intervento concordate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica. POTENZIATI I 6 TAX CREDIT CINEMA La nuova Legge Cinema prevede il potenziamento del credito di imposta. Sono rafforzati i 6 TAX CREDIT per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo. Novità fondamentale soprattutto per le piccole imprese, per le start-up e per le opere prime e seconde: i crediti d’imposta sono cedibili alla banche e agli intermediari finanziari, anche sulla base di apposite convenzioni stipulate fra il Ministero dei beni e delle attività culturali e l’Istituto per il credito sportivo. INCENTIVI FINO AL 30% PER CHI INVESTE NEL CINEMA E NELL'AUDIOVISIVO Possono beneficiare dei 6 TAX CREDIT: - le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione; - i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; - le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; - le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; - gli esercenti che gestiscono le sale. Il Tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio e per le imprese esterne che investono in film che accedono ai contributi selettivi ANCHE L’AUDIOVISIVO ENTRA NEL FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, SUBITO 5 MILIONI DI EURO Per superare le difficoltà di accesso al credito da parte degli operatori audiovisivi, con decreto del Mise e del Mibact viene istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Insieme alla cedibilità dei crediti d’imposta, in questo modo si dà ossigeno finanziario all’intero settore. INCENTIVI E SEMPLIFICAZIONI PER CHI INVESTE IN NUOVE SALE, 120 MILIONI IN CINQUE ANNI Il rafforzamento del sostegno al cinema e all'audiovisivo è affiancato da un intervento di incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove. SALE STORICHE: PIÙ SEMPLICE LA DICHIARAZIONE DI INTERESSE CULTURALE PER CINEMA Viene agevolato il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale per le sale cinematografiche. Grazie a questo intervento sarà possibile favorire la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche attraverso il vincolo di destinazione d'uso. NASCE IL CONSIGLIO SUPERIORE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO In sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolge attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento a sostegno delle attività cinematografiche e audiovisive. Il Consiglio è composto da 11 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni. PROCEDURE PIU’ STRINGENTI PER LA PROGRAMMAZIONE DEL CINEMA IN TV E PER GLI INVESTIMENTI DELLE TELEVISIONI Il Governo è delegato a adottare uno o più decreti legislativi per introdurre procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere audiovisive europee e nazionale da parte dei fornitori dei servizi media audiovisivi. SPARISCE LA ‘CENSURA DI STATO’ Non più commissioni ministeriali a valutare i film, il provvedimento prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici. Come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film; lo Stato interviene e sanziona solo in caso di abusi. Scarica la legge.

segnalazione della legge n. 220/2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016

 
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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016 la LEGGE 14 novembre 2016, n. 220 recante "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo". Il Ministero ha evidenziato in sintesi le principali novità della legge che entra in vigore l'11 dicembre 2016. NASCE IL FONDO CINEMA E AUDI ... Continua a leggere

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