Ottobre


NORMATIVA

Pagamento IMU: proroga in arrivo

MEF

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“Al fine di assicurare ai contribuenti interessati un ragionevole periodo di tempo per l’adempimento, il Consiglio dei Ministri della prossima settimana valuterà la proposta del Mef di proroga del termine di presentazione della dichiarazione Imu - attualmente fissato al 1° ottobre ndr - per gli immobili per i quali l'obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012”. Lo rende noto, attraverso un comunicato stampa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ministero che ricorda anche come, a breve, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto dello stesso Mef che approva il modello della dichiarazione Imu e le relative istruzioni per la compilazione. La comunicazione del Mef è giunta a poche ore dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione che quest’anno, essendo il 30 settembre domenica, veniva prorogata a lunedì 1° ottobre. Un primo differimento era stato prospettato per il 31 ottobre ed era anche stato previsto il differimento al 30 novembre per l'approvazione o la modifica da parte dei Comuni dei regolamenti Imu e delle deliberazioni con relative aliquote e detrazioni del tributo comunale. Adesso per avere una data certa bisognerà aspettare l’esame del rinvio da parte del Governo. Il Ministero con la nota del 28 settembre, ha voluto rassicurare i contribuenti interessati riguardo alla necessità di un ragionevole periodo di tempo per l'adempimento, anche perché non sono ancora disponibili né il nuovo modello per la dichiarazione, né le relative istruzioni per la compilazione. Un primo differimento del termine di 90 giorni era stato previsto dal Decreto Salva-Italia di fine 2011, ed era stato fissato al 30 settembre 2012 dal Decreto sulle semplificazioni fiscali, l'ulteriore rinvio ora si rende necessario per la mancata approvazione del modello che dovrà essere utilizzato per la nuova dichiarazione Imu.

MEF

 
Note Legali
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Definizione delle liti ultradecennali pendenti in Commissione tributaria centrale

Agenzia delle Entrate

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L’articolo 29, comma 16-decies, del Dl n. 216/2011 (c.d. Milleproroghe 2011), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 14/2012, ha introdotto alcune nuove disposizioni riguardanti la Commissione tributaria centrale. In particolare, il citato comma 16-decies, inserito in sede di conversione, èintervenuto sulle previsioni recate dall’articolo 3, comma 2-bis, lettera a), del Dl n. 40/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 73/2010, stabilendo: a) il differimento al 31 dicembre 2013 del termine “per l’esaurimento dell’attività della Commissione tributaria centrale”, che l’articolo 3, comma 2-bis, lettera a), secondo periodo, del DL n. 40 del 2010 fissava al 31 dicembre 2012; b) l’interpretazione autentica delle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 2-bis, lettera a), primo periodo, del DL n. 40 del 2010, concernenti la definizione automatica delle controversie ultradecennali pendenti innanzi alla Commissione tributaria centrale. L' Agenzia delle Entrate con la circolare in esame si è premurata di fornire chiarimenti in ordine agli effetti della predetta interpretazione autentica analizzando il quadro normativo e la giurisprudenza comunitaria, l'ambito di applicazione, il presupposto della soccombenza, l'efficacia temporale della norma di interpretazione autentica, gli ulteriori presupposti richiesti per la definizione automatica, il passaggio in giudicato della decisione ed infine il reclamo.

Agenzia delle Entrate

 
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L'attività di gestione degli Enti Locali deve favorire il mantenimento degli equilibri indipendentemente dall'adozione formale della delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio

Ministero dell’Interno

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Il Ministero dell'Interno rende noto che "mancando ancora elementi definitivi sulle risorse in entrata degli enti locali e, quindi, tutti i presupposti necessari, la delibera di salvaguardia degli equilibri di bilancio di cui all’ art. 193 d.lgs 267/00 non può essere oggettivamente adottata anche da parte degli enti che risultano avere approvato il bilancio di previsione prima del 30 settembre, in attesa dell’acquisizione dei dati. Ad ogni modo, considerato che l’esercizio finanziario è in fase avanzata, gli enti locali, indipendentemente dall’adozione di una delibera formale, devono essere invitati ad improntare comunque l’attività di gestione secondo modalità che favoriscano il mantenimento degli equilibri."

Ministero dell’Interno

 
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Autorizzato il pagamento alle Regioni delle quote di compartecipazione regionale all’IVA relativa al mese di settembre

Ragioneria Generale dello Stato

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Con decreto n. 0073412 del 7 settembre 2012 è stato autorizzato il pagamento in favore delle Regioni a statuto ordinario delle quote della compartecipazione regionale all’IVA (articolo 2, commi 1 e seguenti, del decreto legislativo n. 56/2000 – Articolo 77- quater, commi 2 e 4, del decreto- legge n. 112/2008, convertito dalla legge n. 133/2008) relative al mese di settembre 2012 con data di esigibilità 27 settembre

Ragioneria Generale dello Stato

 
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Comuni: Patto di stabilità interno “orizzontale nazionale”, aggiornato il prospetto degli obiettivi

Ragioneria Generale dello Stato

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La Ragioneria Generale dello Stato rileva come, al fine di dare attuazione all’articolo 4-ter del decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, che ha introdotto il cosiddetto Patto di stabilità interno “orizzontale nazionale”, abbia proceduto all'aggiornamento del prospetto degli obiettivi dei comuni interessati dalla rimodulazione dell’obiettivo, con riferimento all’anno in corso e al biennio successivo. Sul punto peraltro la Ragioneria ricorda che ai comuni che nel 2012 cedono spazi finanziari, nel biennio successivo è riconosciuta una riduzione (miglioramento) del proprio obiettivo di un importo pari agli spazi ceduti; viceversa, i comuni che ricevono spazi finanziari aumentano (peggiorano), nei due anni successivi, il proprio obiettivo di pari importo. La variazione dell’obiettivo in ciascuno degli anni 2013 e 2014 è commisurata alla metà del valore dello spazio acquisito o, nel caso di cessione, attribuito nel 2012 (calcolata per difetto nel 2013 e per eccesso nel 2014). La rimodulazione dell’obiettivo conseguente all’applicazione del predetto meccanismo di compensazione nazionale orizzontale trova evidenza nella “fase 4-A” del modello di calcolo degli obiettivi programmatici OB/12/C presente nell’applicazione web dedicata al patto di stabilità interno http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/. Tenuto conto che l’ammontare degli spazi finanziari resi disponibili dai comuni cedenti non è tale da consentire l’integrale soddisfacimento delle richieste pervenute, l’attribuzione degli spazi finanziari, come disposto dal comma 5 del predetto articolo 4-ter, è stata effettuata in misura proporzionale ai maggiori spazi finanziari richiesti. Per recepire la suddetta rimodulazione degli obiettivi, gli enti interessati devono accedere in variazione al predetto modello OB/12/C di individuazione degli obiettivi 2012 utilizzando la funzione di “Acquisizione/Variazione Modello”. In questo modo il sistema aggiornerà il Saldo Obiettivo Finale.

Ragioneria Generale dello Stato

 
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In arrivo la riforma delle riscossione delle entrate degli Enti Locali

Consiglio dei Ministri

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Il Governo, intervenendo sul tema dell’attività di gestione e riscossione delle entrate degli enti territoriali, ne annuncia una prossima riforma. Per favorirla viene sostanzialmente stabilito il mantenimento dell’attuale assetto, ma non oltre il 30 giugno 2013.

Consiglio dei Ministri

 
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Decreto salva Comuni e Province in default: niente più dissesti finanziari grazie al piano di rientro agevolato con un fondo di rotazione e nuove multe con incandidabilita' per dieci anni agli amministratori che hanno contribuito con dolo o colpa grave al verificarsi del default

Consiglio dei Ministri

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Con il decreto adottato dal Governo in data 4.10.2012 si introducono anche disposizioni che riguardano la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale degli Enti Locali. In particolare si prevede che le province e i comuni che abbiano squilibri di bilancio tali da provocare il dissesto finanziario approvano un “piano di rientro” della durata massima di 5 anni per riequilibrare le finanze locali. Il piano di rientro dell’ente locale deve contenere una quantificazione precisa dei fattori di squilibrio e individuare tutte le misure necessarie per la riduzione della spesa e il ripianamento del deficit (tra cui il blocco dell’indebitamento e la riduzione delle spese del personale e delle prestazioni di servizi). L’ente locale ha a disposizione diversi strumenti per il risanamento: ad esempio può aumentare le aliquote e le tariffe dei tributi locali, assumere mutui per la copertura dei debiti fuori bilancio. Per agevolare gli enti locali che hanno avviato un piano di rientro lo Stato istituisce un Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali. Attraverso il fondo lo Stato anticipa le risorse finanziarie all’ente che, oltre alla restituzione, si impegna al blocco dell’indebitamento e alla riduzione delle spese del personale e delle prestazioni di servizi. La sanzione a carico degli amministratori che hanno contribuito con dolo o colpa grave al verificarsi del dissesto finanziario, oltre al pagamento di una multa pari a un minimo di 5 e un massimo di 20 volte la retribuzione, è l’incandidabilità per dieci anni al ruolo di assessore, revisore dei conti degli enti locali e rappresentante dell’ente locale presso altri enti e istituzioni. Per i Sindaci e Presidenti l’incandidabilità è estesa alle cariche di Sindaco, presidente di provincia, presidente di Giunta regionali, membro di consigli comunali o provinciali, del Parlamento italiano ed europeo.

Consiglio dei Ministri

 
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Riforma fiscale: revisione delle sanzioni penali ed amministrative, rafforzamento dei controlli fiscali e conciliazione giudiziale anche alle controversie di competenza delle Commissioni tributarie

Camera dei Deputati

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Nel corso dell'esame in sede referente del ddl di delega per la revisione del sistema fiscale si è' prevista la revisione delle sanzioni penali e amministrative (articolo 3, comma 9) secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, dando rilievo alla configurazione del reato tributario per i comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati alla creazione e utilizzo di documentazione falsa per i quali – secondo quanto previsto in sede referente – non possono comunque essere ridotte le pene minime; si prevede, al riguardo, la revisione del regime della dichiarazione infedele e la possibilità di ridurre le sanzioni per le fattispecie meno gravi, ovvero di applicare sanzioni amministrative anziché penali, tenuto anche conto – secondo le modifiche introdotte in sede referente – di adeguate soglie di punibilità. Il Governo, inoltre, è delegato a definire la portata applicativa della disciplina del raddoppio dei termini (articolo 3, comma 10), prevedendo che tale raddoppio si verifichi soltanto in presenza di effettivo invio della denuncia entro un termine correlato allo spirare del termine ordinario di decadenza, fatti comunque salvi – secondo quanto precisato in sede referente – gli effetti dei controlli già notificati alla data di entrata in vigore dei decreti delegati. Con una modifica approvata in sede referente è previsto che l'Autorità giudiziaria possa affidare i beni sequestrati in custodia giudiziale agli organi della polizia giudiziaria, al fine di utilizzarli direttamente per le proprie esigenze operative. L’articolo 3, comma 11, indica i principi e i criteri da perseguire per il rafforzamento dei controlli fiscali, in particolare – secondo quanto inserito in sede referente – contrastando le frodi carosello, gli abusi nelle attività dimoney transfer e di trasferimento di immobili. Nell'attività di controllo deve essere, tra l'altro, rispettato il principio di proporzionalità e rafforzato il contraddittorio con il contribuente. Si prevede poi che siano espressamente previsti i metodi di pagamento sottoposti a tracciabilità promuovendo – secondo le modifiche introdotte in sede referente – adeguate forme di coordinamento con i Paesi esteri. Infine si prevede il potenziamento della fatturazione elettronica. Si prevede inoltre (articolo 3, comma 14) il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente, attraverso l’estensione della conciliazione giudiziale alle controversie di competenza delle Commissioni tributarie; il miglioramento dell’efficienza delle Commissioni medesime.

Camera dei Deputati

 
Note Legali
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Nel corso dell'esame in sede referente del ddl di delega per la revisione del sistema fiscale si è' prevista la revisione delle sanzioni penali e amministrative (articolo 3, comma 9) secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla gravità dei comportamenti, dando rilievo alla c ... Continua a leggere

 

La riscossione degli enti locali e la tutela dei contribuenti: revisione delle procedure d'ingiunzione e di riscossione coattiva dei tributi e cause di incompatibilità per gli esponenti aziendali chi rivestono ruoli apicali negli enti affidatari dei servizi di riscossione

Camera dei Deputati

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L'art. 3 comma 14 del ddl di delega per la revisione del sistema fiscale dispone il riordino della riscossione delle entrate locali, anche revisionando e coordinando la procedura dell’ingiunzione fiscale e le ordinarie procedure di riscossione coattiva dei tributi, per adattarle alla riscossione locale. Si dovrà procedere inoltre alla revisione dei requisiti per l’iscrizione all’albo dei concessionari, all’emanazione di linee guida per la redazione di capitolati, nonché a introdurre strumenti di controllo e a garantire la pubblicità. Le attività di riscossione dovranno essere assoggettate a regole pubblicistiche; i soggetti ad essa preposte opereranno secondo un codice deontologico, con specifiche cause di incompatibilità per gli esponenti aziendali chi riveste ruoli apicali negli enti affidatari dei servizi di riscossione. Tra i principi e i criteri direttivi per la tutela dei contribuenti si ricordano: l’impignorabilità di alcuni beni di impresa; l’estensione della rateazione dei debiti tributari e la riduzione delle sanzioni in caso di regolare adempimento degli obblighi dichiarativi; il superamento del principio della compensazione delle spese all’esito del giudizio. E’ prevista infine la revisione del regime dei costi da reato, subordinandone l’indeducibilità alla sentenza di condanna penale.

Camera dei Deputati

 
Note Legali
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L'art. 3 comma 14 del ddl di delega per la revisione del sistema fiscale dispone il riordino della riscossione delle entrate locali, anche revisionando e coordinando la procedura dell’ingiunzione fiscale e le ordinarie procedure di riscossione coattiva dei tributi, per adattarle alla riscossione lo ... Continua a leggere

 

IVA: le responsabilità dell’appaltatore

Agenzia delle entrate

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Con la circolare 40/E l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle nuove disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore. La circolare precisa che le disposizioni di cui all’articolo 13-ter del DL n. 83 del 2012 devono trovare applicazione per i contratti di appalto/subappalto stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma, 12 agosto 2012. Inoltre considerato che la norma introduce, sia a carico dell’appaltatore che del subappaltatore, un adempimento di natura tributaria, si deve ritenere che - sulla base dell’articolo 3, comma 2,(Statuto del contribuente)- tali adempimenti sono esigibili a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della norma, con la conseguenza che, relativamente ai contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012, la certificazione deve essere richiesta solamente in relazione ai pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012. Invece, con riferimento all’acquisizione della documentazione, che l’appaltatore/subappaltatore deve produrre per dimostrare il regolare versamento dell’Iva e delle ritenute, al fine di superare il vincolo di responsabilità solidale del committente/appaltatore, la circolare ritiene valida - in alternativa alle asseverazioni prestate dai Caf e dai professionisti abilitati - una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del Dpr n. 445/2000, con cui l’appaltatore/subappaltatore attesta l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla disposizione.A tale riguardo, la dichiarazione sostitutiva deve necessariamente contenere: - il periodo nel quale l’Iva relativa alle fatture concernenti i lavori eseguiti è stata liquidata, con indicazione se dalla liquidazione è scaturito un versamento di imposta ovvero se è stato applicato il regime dell’Iva per cassa o la disciplina del reverse charge; - il periodo nel quale le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono state versate, mediante scomputo totale o parziale; - gli estremi dell’F24 con cui sono stati effettuati i versamenti dell’Iva e delle ritenute non scomputate; - l’affermazione che l’Iva e le ritenute versate includono quelle riguardanti il contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione è resa.

Agenzia delle entrate

 
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Con la circolare 40/E l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle nuove disposizioni in materia di responsabilità solidale dell’appaltatore. La circolare precisa che le disposizioni di cui all’articolo 13-ter del DL n. 83 del 2012 devono trovare applicazione per i contratti di app ... Continua a leggere

 

Salvaguardia degli equilibri di bilancio: termine prorogato al 30 novembre 2012

Ministero dell'Interno

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Il Ministero dell'Interno con il comunicato in esame segnala che il comma 1 dell’articolo 9 del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, pubblicato nella gazzetta Ufficiale n. 237 del 10 ottobre 2012, ha prescritto che: “Per l'anno 2012 il termine del 30 settembre previsto dall'articolo 193, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, è differito al 30 novembre 2012, contestualmente all'eventuale deliberazione di assestamento del bilancio di previsione. ”. Pertanto le disposizioni di cui alla Circolare FL n.11 del 2 ottobre 2012 sono da considerarsi superate alla luce della sopravvenuta normativa avente forza di legge.

Ministero dell'Interno

 
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Fusioni di Comuni: riconosciuto un contributo straordinario per dieci anni

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E' in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'Interno che definisce le modalità ed i termini per il riparto dei contributi alle fusioni di comuni realizzate negli anni 2012 e successivi. Nel decreto in particolare e' previsto che ai comuni istituiti a seguito di fusione realizzate negli anni 2012 e successivi spetta, a decorrere dall’anno 2013 e per un periodo di dieci anni, un contributo straordinario che è commisurato al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010 ai comuni che hanno dato luogo a fusione, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti. In caso di insufficienza dei fondi erariali destinati al finanziamento delle fusioni di comuni, il contributo spettante per la fusione è proporzionalmente ridotto. I comuni istituiti a seguito della fusione di comuni devono inviare, a pena di decadenza, entro e non oltre la data del 30 settembre dell’anno di costituzione, la richiesta di contributo per la relativa attribuzione a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo, allegando all’istanza copia della legge regionale istitutiva della fusione. La predetta richiesta va inviata al Ministero dell’interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale della finanza locale – Ufficio Sportello Unioni - Piazza del Viminale 1, 00184 Roma. Per le sole fusioni di comuni realizzate nel corso dell’anno 2012, le richieste di cui al comma 3 devono essere inoltrate, a pena di decadenza, entro e non oltre il 30 novembre 2012. Nel caso di ampliamento del neo costituito ente mediante la fusione di altri comuni, il contributo straordinario, di cui al precedente comma 1 del presente articolo, verrà rideterminato a decorrere dal 1 gennaio dell’anno successivo alla relativa richiesta, fermo restando la durata originaria dell’analogo contributo di cui al precedente comma 3.

 
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Riduzione della spesa per consumi intermedi: indicazioni applicative della Ragioneria Generale dello Stato

Ragioneria Generale dello Stato

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Con la circolare in commento la Ragioneria Generale dello Stato, facendo seguito alla circolare n. 28 del 12 settembre 2012, fornisce alcune indicazioni in merito all’applicazione agli enti ed organismi pubblici destinatari delle disposizioni recate dall’articolo 8, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, in materia di riduzione dei consumi intermedi precisando che rientrano tra i consumi intermedi tutti i beni e servizi consumati o ulteriormente trasformati nel processo produttivo posto in essere dall’Amministrazione. In particolare tra i consumi intermedi vengono annoverate le spese per missioni, sia del personale dipendente che di quello degli organi di amministrazione e controllo, mentre sono da ritenere escluse le spese per indennità e compensi dovuti agli stessi organi di amministrazione e controllo. Relativamente alle manutenzioni degli immobili, vengono escluse le manutenzioni straordinarie, mentre per la spesa per manutenzione ordinaria, la stessa è qualificabile spesa per consumo intermedio qualora riguardi la sede, gli uffici ed altri locali strumentalmente funzionali all’attività dell’ente, mentre va esclusa la quota della spesa per manutenzione ordinaria a carico del proprietario che riguardi gli immobili da reddito, in quanto è funzionale ad acquisire una rendita. Sono escluse le spese legali per la tutela legale dell’ente in giudizio, mentre sono da includere le spese per consulenze legali. Altresì escluse sono le spese per le mense dei dipendenti, sono da escludere gli importi relativi ai buoni pasto e quelli pagati o da pagare per prestazioni richieste a terzi per servizi di ristorazione, mentre vanno incluse le spese per i c.d. global service mensa e la ristorazione collettiva. Nella circolare, tra l'altro, si precisa che le misure di finanza pubblica si applicano, oltre che ai soggetti compresi nell’elenco pubblicato annualmente dall’ISTAT, anche agli enti pubblici (esclusi gli enti territoriali) di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165.

Ragioneria Generale dello Stato

 
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Con la circolare in commento la Ragioneria Generale dello Stato, facendo seguito alla circolare n. 28 del 12 settembre 2012, fornisce alcune indicazioni in merito all’applicazione agli enti ed organismi pubblici destinatari delle disposizioni recate dall’articolo 8, comma 3, del decreto legge 6 lug ... Continua a leggere

 

Spending review: Ridotti i trasferimenti erariali ai Comuni ai sensi dell'art. 16 comma 6 e 6 bis D.L. n. 95/2012

Ministero dell'Interno

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Il Ministero dell’Interno rende noto che sono stati determinati con decreto del 25.10.2012 gli importi da imputare a ciascun comune, per l’anno 2012, a valere sul complessivo ammontare delle risorse da ridurre pari a 500 milioni di euro, sulla base della metodologia di calcolo approvata in sede diConferenza Stato città ed autonomie locali nella seduta dell’11 ottobre 2012.1. Gli importi danno luogo a riduzione delle somme dovute a titolo di fondo sperimentale di riequilibrio, ovvero di trasferimenti erariali, per i comuni non assoggettati alle regole del patto di stabilità interno nell’anno 2012.

Ministero dell'Interno

 
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Il Ministero dell’Interno rende noto che sono stati determinati con decreto del 25.10.2012 gli importi da imputare a ciascun comune, per l’anno 2012, a valere sul complessivo ammontare delle risorse da ridurre pari a 500 milioni di euro, sulla base della metodologia di calcolo approvata in sede di ... Continua a leggere

 
GIURISPRUDENZA

Esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali: tutto da rifare per il Consiglio di Stato il Ministero non può dare generale attuazione alla nuova disciplina attraverso un regolamento

Consiglio di Stato

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Sulla richiesta di parere formulata dal Ministero dell'economia e delle finanze sullo "Schema di decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, recante regolamento avente ad oggetto la determinazione delle modalità e delle procedure per stabilire il rapporto proporzionale tra le attività svolte con modalità commerciali e le attività complessivamente svolte dagli enti non commerciali di cui all’art. 73, comma 1, lettera c), del TUIR, ai fini dell’applicazione dell’esenzione dall’imposta municipale propria di cui all’art. 7, comma 1, lettera i), del D. Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504." Il Consiglio di Stato rileva che non è demandato al Ministero di dare generale attuazione alla nuova disciplina dell’esenzione IMU per gli immobili degli enti non commerciali. Sulla base di tali considerazioni deve essere rilevato che parte dello schema in esame è diretta a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali. Tale aspetto esula dalla definizione degli elementi rilevanti ai fini dell'individuazione del rapporto proporzionale in caso di utilizzazione dell’immobile mista “c.d. indistinta” e mira a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività. Peraltro, si tratta di una qualificazione piuttosto articolata, contenuta in parte nelle definizioni dell’articolo 1 e soprattutto nei requisiti fissati in via generale dall’art. 3 e per i singoli settori dall’art. 4. Con quest’ultima disposizione l’amministrazione ha compiuto alcune scelte applicative, che non solo esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito, ma che sono state effettuate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività. Basti fare riferimento al criterio dell’accreditamento o convenzionamento con lo Stato per le attività assistenziali e sanitarie o ai diversi criteri stabiliti per la compatibilità del versamento di rette con la natura non commerciale dell’attività. In alcuni casi è utilizzato il criterio della gratuità o del carattere simbolico della retta (attività culturali, ricreative e sportive); in altri il criterio dell’importo non superiore alla metà di quello medio previsto per le stesse attività svolte nello stesso ambito territoriale con modalità commerciali (attività ricettiva e in parte assistenziali e sanitarie); in altri ancora il criterio della non copertura integrale del costo effettivo del servizio (attività didattiche). Non è questa la sede per verificare la correttezza di ciascuno di tali criteri, ma la loro diversità e eterogeneità rispetto alla questione dell’utilizzo misto conferma che si è in presenza di profili, che esulano dal potere regolamentare in concreto attribuito. Tali profili potranno essere oggetto di un diverso tipo di intervento normativo o essere lasciati all’attuazione in sede amministrativa sulla base dei principi generali dell’ordinamento interno e di quello dell’Unione europea in tema di attività non commerciali (sia in termini generali attraverso circolari, sia con riferimento a fattispecie specifiche mediante altri strumenti, quali ad esempio le risposte all’interpello del contribuente). Va, peraltro, ricordato che proprio sulla analoga questione dell’esenzione dall’ICI la Commissione europea ha avviato in data 12 ottobre 2010 una indagine al fine della valutazione della sussistenza di un aiuto di Stato, avente ad oggetto anche la circolare del Ministero delle finanze n. 2/DF del 26 gennaio 2009, che in parte trattava aspetti oggetto del presente schema. Ciò impone estrema prudenza nell’individuare lo strumento idoneo a fare chiarezza sulla qualificazione di una attività come non commerciale e tale strumento non appare poter essere il presente regolamento per le ragioni anzidette (quanto meno per le parti contenute in alcune definizioni e negli articoli 3, 4 e 7, comma 1).

Consiglio di Stato

 
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PROVVEDIMENTI REGIONALI

Vicenda Fiorito: il TAR rigetta la richiesta cautelare formulata dalla Codacons di sospensione delle delibere di assestamento di bilancio e fissa l'udienza al 25.10.2012

TAR Lazio

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Il Codacons con comunicato del 4.10.2012 rendeva noto di aver depositato un ricorso al Tar del Lazio contro la Regione Lazio per le note vicende dei "fondi sperperati dai consiglieri regionali". Nel ricorso, tra l'altro, si contesta la legittimita' costituzionale degli articoli dello statuto (22, 23 e 24; e art. 3 bis l.r. Lazio n. 6 del 1973) che, "senza alcuna logica - osserva l'associazione di consumatori - attribuiscono all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale il potere assoluto di decidere variazioni di bilancio..". L'associazione ha chiesto dunque ai giudici del Tar di "condannare la Regione Lazio, in persona non solo degli organi istituzionali ma anche dei singoli consiglieri regionali, a voler restituire le somme percepite per spese di rappresentanza e/o per il funzionamento dei gruppi consiliari, ex art. 28 costituzione, e di condannare gli stessi soggetti al risarcimento dei danni prodotti". Con decreto del 5.10.2012 il TAR del Lazio ha rigettato la richiesta formulata dalla Codacons di sospensione in via cautelare della deliberazione del Consiglio regionale della Regione Lazio datata 28.06.12 concernente: “assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2012-2014 della Regione Lazio” art.3 e di ogni altro atto indicato nell’epigrafe del ricorso". In particolare il giudice amministrativo considerato che il ricorso risulta in corso di notifica e non notificato come espressamente richiesto dal comma 1 dell’art.56 c.p.a. e che il danno lamentato dall’istante prodotto dalle recenti manovre di bilancio annuale e pluriennale e dalle deliberazioni di identico tenore del 2010 e del 2011 non presenta i caratteri di irreparabilità richiesti dal predetto c.p.a. per la concessione della tutela monocratica, potendo essere adeguatamente valutato dal Collegio nella prima camera di consiglio utile che si individua fin d’ora nel caso di intervenuta notifica nei termini prescritti in quella del 25 ottobre 2012. Per visionare il testo del decreto cliccare sul titolo linkato.

TAR Lazio

 
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