Sett_iiiii_bil_tri_fisentloc


NORMATIVA

Patto di Stabilita' interno: Chiarimenti sui criteri interpretativi per l’applicazione delle nuove regole da parte degli enti locali

Ragioneria generale dello Stato

close icon

Il Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha emanato una circolare concernente il nuovo patto di stabilità interno per il triennio 2012-2014 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a decorrere dal 2013, per i comuni con popolazione compresa tra a 1.001 e 5.000 abitanti (articoli 30, 31 e 32 della legge 12 novembre 2011, n. 183). La Circolare n. 5/2012 contiene i criteri interpretativi per l’applicazione delle nuove regole da parte degli enti locali ivi inclusi il metodo di calcolo degli obiettivi programmatici ed il nuovo meccanismo premiale basato sulla virtuosità. E’, inoltre, disponibile un modello di calcolo, in formato excel, per individuare, nelle more della pubblicazione del relativo decreto, gli obiettivi programmatici 2012-2014.

Ragioneria generale dello Stato

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Il Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ha emanato una circolare concernente il nuovo patto di stabilità interno per il triennio 2012-2014 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a decorrere dal 2013, per i comu ... Continua a leggere

 

L'Agenzia delle Entrate definisce le modalità di partecipazione dei Comuni all'accertamento fiscale e contribuito

Agenzia delle Entrate

close icon

L'Agenzia delle Entrate con il provvedimento in esame ha individuato le modalità tecniche di accesso alle banche dati, di trasmissione di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti e di partecipazione all'accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni. Più precisamente, tra l'altro, viene prevista la stipulazione di apposite Convenzione di cooperazione informatica con le quali verranno definiti e regolati servizi di fornitura e/o accesso alle banche dati a disposizione dell'Agenzia delle Entrate ovvero dell'INPS nonché la trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti residenti nei Comuni. Nelle more della stipulazione delle convenzioni anzidette restano valide le convenzioni in corso. La partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento fiscale e contributivo viene poi attuata fornendo informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell'accertamento dei tributi statali e dei contributi previdenziali e assistenziali attraverso segnalazioni qualificate con trasmissione in via telematica all'Agenzia delle Entrate, all'Agenzia del Territorio ovvero alla Guardia di Finanza mentre quelle rilevanti ai fini dell'accertamento dei contributi previdenziali e assistenziali all'Inps. Sulle maggiori entrate riscosse grazie alle segnalazioni trasmesse dai Comuni a questi e' destinata la quota dei tributi statali stabilita dall'articolo 2, comma 10 lettera b) del decreto legislativo 14 marzo 2011.

Agenzia delle Entrate

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

L'Agenzia delle Entrate con il provvedimento in esame ha individuato le modalità tecniche di accesso alle banche dati, di trasmissione di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti e di partecipazione all'accertamento fiscale e contributivo da parte dei Comuni. Più precisa ... Continua a leggere

 

Patto di Stabilita' Interno: Il Ministero ha autorizzato la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali

MEF

close icon

La Ragioneria Generale dello Stato rende noto che e' stato firmato il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, che autorizza la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali soggetti al patto di stabilità interno per l’anno 2011, ai sensi del comma 122 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come sostituito dall’articolo 7, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. In attesa della pubblicazione in G.U., la Ragioneria Generale dello Stato ha ritenuto utile diffondere il testo del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, d’intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, del 24 febbraio 2012 concernente la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali soggetti al patto di stabilità interno per l’anno 2011, ai sensi del comma 122 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come sostituito dall’articolo 7, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. Al fine di acquisire il nuovo obiettivo, rideterminato ai sensi del presente decreto, l’ente deve accedere al sistema web, appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it, richiamare (dal menù “Rilevazione modello”) il modello obiettivi in “variazione” e dare conferma.

MEF

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La Ragioneria Generale dello Stato rende noto che e' stato firmato il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, che autorizza la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali sogget ... Continua a leggere

 
GIURISPRUDENZA

Tariffa per la gestione dei rifiuti: Il potere di determinare la tariffa spetta agli Enti Locali e non all'Autorità di Ambito Territoriale ottimale

Consiglio di Stato

close icon

Ad avviso del Consiglio di Stato e' lo stesso articolo 49 del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n.22 (recante “Attuazione della direttiva 91/156/CEE sui rifiuti, della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio”) che, nel prevedere l’istituzione della tariffa per la gestione dei rifiuti, in sostituzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti stessi (di cui alla sez. II del Capo XVIII del titolo III del testo unico della finanza locale, approvato con R.D. 14 settembre 1931, n. 1175, come sostituto dall’art. 21 del d.P.R. 10 settembre 1982, n. 915, ed al capo III del D. Lgs. 15 novembre 1993, n. 537), dispone espressamente al comma 8 che “essa è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio”.Tale attribuzione trova conferma in ulteriori disposizioni dello stesso articolo 49, che nei commi 2 (secondo cui “i costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche e soggette ad uso pubblico, sono coperti dai Comuni mediante l’istituzione di una tariffa”) e 3 ( secondo cui “la tariffa deve essere applicata nei confronti di chiunque occupi ovvero conduca locali, o aree scoperte ad uso privato non costituenti accessorio o pertinenza dei locali medesimi, a qualsiasi uso adibiti, esistenti nelle zone del territorio comunale”) contiene inequivoci ed esclusivi riferimenti al territorio comunale e postula quindi il potere/dovere del Comune di provvedere alla gestione dei rifiuti (ed il potere di determinarne il costo): del resto il successivo comma 4 dispone che la tariffa è composta “da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito, e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di servizio”, così riferendosi proprio agli elementi fattuali di cui ai precedenti commi 2 e 3. Anche le disposizioni del d.P.R. 27 aprile 1999, n. 158 (“Regolamento recente norme per la elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del sevizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani”) supportano le precedenti conclusioni, giacché indicano ripetutamente, quali titolari del potere impositivo, esclusivamente gli enti locali; infatti a) il primo comma dell’art. 2 (“Tariffa di riferimento”) precisa che “la tariffa di riferimento rappresenta l’insieme dei criteri e delle condizioni che devono essere rispettati per la determinazione della tariffa da parte degli enti locali”; b) il primo comma dell’art. 3 (“Determinazione della tariffa”) dispone che “sulla base della tariffa di riferimento di cui all’art. 2, gli enti locali individuano il costo complessivo del servizio e determinano la tariffa, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio e tenuto conto degli obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato”; c) l’articolo 4 (“Articolazione della tariffa”), dopo aver previsto al comma 1, l’articolazione della tariffa in fasce di utenza domestica e non domestica, affida all’ente locale il compito di ripartire tra le predette categorie di utenza domestica e non domestica l’insieme dei costi da coprire attraverso la tariffa (comma 2), precisando altresì significativamente al comma 3, per quanto qui interessa, che “A livello territoriale la tariffa è articolata con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale, ed in particolare alla loro destinazione a livello di pianificazione urbanistica e territoriale, alla densità, alla frequenza e qualità dei servizi da fornire, secondo modalità stabilite dai comuni”; d) l’art.8, infine, attribuisce espressamente al soggetto gestore del ciclo dei rifiuti ovvero ai singoli comuni l’approvazione del piano finanziario. Alla luce di tali elemento il Collegio ha escluso che, come sostenuto dagli appellanti, il potere di determinare la tariffa per la gestione dei rifiuti spettasse all’autorità di ambito territoriale ottimale. inoltrecon riferimento alla normativa regionale si e' rilevato altresi che nessun potere impositivo nella materia de qua poteva essere peraltro attribuito agli A.T.O. dalla legge regionale, essendo stato tra l’altro affermato (Cass. SS.UU. 8 aprile 2010, n. 8313) che spetta esclusivamente agli enti locali il potere di determinare la tariffa per la gestione dei rifiuti ex art. 49 del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 5, potendo invece essere lasciata ai soggetti gestori la sua applicazione e dovendo escludersi che tale assetto istituzionale possa subire deroghe neppure per ragioni di emergenza.

Consiglio di Stato

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Ad avviso del Consiglio di Stato e' lo stesso articolo 49 del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n.22 (recante “Attuazione della direttiva 91/156/CEE sui rifiuti, della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e della direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio”) che, nel prevedere l’ ... Continua a leggere

 

Rientra nella competenza dell'organo esecutivo del Comune la determinazione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani

Consiglio di Stato

close icon

Nella controversia in esame numerosi ricorrenti chiedono l’annullamento delle delibere del Consiglio comunale recante “Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani - Istituzione – Approvazione del Piano Finanziario”, nonché il “Regolamento per l’applicazione della Tariffa per la gestione dei rifiutiurbani " eccependo l'incompetenza della Giunta comunale del Comune a determinare la tariffa per la gestione dei rifiuti, ivi comprese le agevolazioni e le deduzioni. Sul punto il Supremo Consesso ha osservato che il D. Lgs. 17 agosto 2000, n. 267, all’articolo 42, comma 2, lett. f), riserva espressamente all’organo consiliare l’istituzione e l’ordinamento dei tributi, con esclusione della determinazione delle relative aliquote, nonché la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi. Nel caso in esame, l’istituzione della tariffa per la gestione dei rifiuti (alla quale è stata riconosciuta natura tributaria, Corte Cost., 24 luglio 2009, n. 238) è avvenuta con deliberazione consiliare mentre con la coeva deliberazione consiliare è stato approvato il relativo regolamento: del tutto legittimamente pertanto la concreta determinazione della tariffa è stata operata dall’organo esecutivo dell’amministrazione comunale, dotato di competenza generale e residuale (C.d.S., sez. V, 2 marzo 2010, n. 1208; 13 dicembre 2005, n. 7058), trattandosi di materia non espressamente riservata al consiglio, consistente del resto in un’attività meramente attuativa ed esecutiva delle precedenti determinazioni consiliari.

Consiglio di Stato

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Nella controversia in esame numerosi ricorrenti chiedono l’annullamento delle delibere del Consiglio comunale recante “Tariffa per la gestione dei rifiuti urbani - Istituzione – Approvazione del Piano Finanziario”, nonché il “Regolamento per l’applicazione della Tariffa per la gestione dei rifiuti ... Continua a leggere

 

La Cassazione attribuisce alla Tariffa di Igiene Ambientale natura di tributo e riconosce al relativo credito natura privilegiata ai fini dell’ammissione al fallimento

Corte di Cassazione

close icon

La Suprema Corte di Cassazione afferma che la Tia non rappresenta il corrispettivo di una prestazione liberamente richiesta, ma costituisce una forma di finanziamento del servizio pubblico che si realizza attraverso la imposizione dei relativi costi sull'area sociale che da tali costi ricava un beneficio. In tal senso, la T.I.A., quale una mera variante della T.A.R.S.U., conserva la qualifica di tributo propria di quest'ultima. Pertanto, posto che la T.I.A. è un tributo vero e proprio, il relativo credito deve essere ammesso al fallimento tra quelli privilegiati. In sostanza il privilegio previsto dall'art. 2752, c.3, c.c. deve essere riconosciuto anche ai crediti relativi a tributi locali, non compresi tra quelli contemplati da R.D. n. 1175 del 1931, concernente il T.U. sulla finanza locale, atteso che la norma citata, riferendosi alla "legge per la finanza locale", ha fatto riferimento genericamente all'atto astrattamente generatore dell'imposizione non già ad una legge specifica istitutiva della singola imposta.

Corte di Cassazione

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La Suprema Corte di Cassazione afferma che la Tia non rappresenta il corrispettivo di una prestazione liberamente richiesta, ma costituisce una forma di finanziamento del servizio pubblico che si realizza attraverso la imposizione dei relativi costi sull'area sociale che da tali costi ricava un ben ... Continua a leggere

 
 
 
 
Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più accedi alla Informativa sulla Privacy. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.