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giovedì 22 dicembre 2011 17:53

La motivazione per relationem e' legittima prevalendo la sostanza sulla forma

Consiglio di Stato

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In ordine alla motivazione per relationem, il Consiglio di Stato rappresenta che sul piano generale, è bene chiarire come il giudizio di sufficienza, ovvero di adeguatezza, della motivazione – un tempo molto enfatizzato dalla dottrina e dalla giurisprudenza – non segua un criterio quantitativo ma qualitativo e debba essere formulato sulla base dell’intero procedimento, tenuto conto degli elementi di fatto in esso acquisiti. Di modo che se il giudice, dall’analisi degli atti del procedimento, utilizzando gli strumenti istruttori di cui dispone e i normali mezzi interpretativi, accerta che l’amministrazione ha comunque individuato e valutato correttamente i motivi, l’atto è valido, quantunque la sua motivazione possa essere perfettibile nella forma. In termini ancora più generali, si è osservato come questa evoluzione della motivazione sia un indice del progressivo passaggio dal sindacato formale al sindacato sostanziale del provvedimento, che caratterizza la vicenda storica della giurisdizione amministrativa.

Consiglio di Stato

 
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giovedì 22 dicembre 2011 10:10

Il rapporto di "vicinitas" che legittima il diritto di accesso ai documenti

Consiglio di Stato

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Il diritto di accesso ai documenti amministrativi costituisce un principio generale dell’attività amministrativa, volto a favorire in modo ampio la partecipazione per assicurarne l’imparzialità e la trasparenza e allo scopo tutti i documenti amministrativi sono, in via generale, da ritenere accessibili, salvo le eccezioni fissate espressamente dall’art. 24 della legge n. 241/1990 e da norme di settore. L’ostensione dei documenti amministrativi è concessa a tutti coloro che abbiano un interesse effettivo ed attuale agli atti per i quali è chiesto l’accesso e simile interesse è palesemente presente nel proprietario di abitazione e azienda agricola poste in immediata prossimità all’impianto fotovoltaico da realizzare in relazione al quale viene formulata istanza di accesso ai relativi documenti al fine di conoscere se esiste una preventiva zonizzazione del territorio per la localizzazione degli impianti fotovoltaici. Ad avviso il Consiglio di Stato il rapporto di “vicinitas” non va considerato solo ed esclusivamente come stretta contiguità dei fondi interessati, ma si sostanzia nel collegamento degli interessi esistenti all’interno di medesime zone territoriali che, pur coinvolgendo privati, trovano comunque corrispondenza nel superiore interesse pubblico del rispetto della normativa edilizia e urbanistica della zona e nell’interesse generale alla legittima Gestione del Territorio di guisa che l'istante ha in tal caso un interesse qualificato e differenziato da quello della generalità dei consociati, in quanto preordinato alla tutela di una posizione giuridicamente rilevante.

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giovedì 22 dicembre 2011 08:41

Le quattro condizioni che rendono superflua la comunicazione di avvio del procedimento

Consiglio di Stato

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Il Consiglio di Stato ribadisce nella sentenza in esame le quattro condizioni che rendono superflua la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo ex art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241 ovvero quando: 1. l'adozione del provvedimento finale è doverosa (oltre che vincolata) per l'amministrazione; 2. i presupposti fattuali dell'atto risultano assolutamente incontestati dalle parti; 3. il quadro normativo di riferimento non presenta margini di incertezza sufficientemente apprezzabili; 4. l'eventuale annullamento del provvedimento finale, per accertata violazione dell'obbligo formale di comunicazione, non priverebbe l'amministrazione del potere (o addirittura del dovere) di adottare un nuovo provvedimento di identico contenuto (anche in relazione alla decorrenza dei suoi effetti giuridici).

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mercoledì 21 dicembre 2011 10:18

Destinatari della comunicazione di avvio del procedimento di revoca in autotutela del bando di gara

Consiglio di Stato

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Non v’è uniformità di vedute, in giurisprudenza, in ordine ai soggetti che devono essere destinatari della comunicazione di avvio del procedimento, laddove l’amministrazione disponga la revoca, in autotutela, del bando di gara. Secondo la tesi tradizionale, maggioritaria in giurisprudenza, detto avviso è dovuto unicamente al soggetto aggiudicatario (Cons.giust.amm. Sicilia , sez. giurisd., 31 marzo 2006 , n. 129); secondo altra più recente opzione ermeneutica esso dovrebbe essere inoltrato a tutti i partecipanti (“Ciò perché, con la presentazione della domanda di partecipazione a gara pubblica e, ancor più, con la predisposizione e l'inoltro dell'offerta, i soggetti concorrenti assumono una posizione differenziata e qualificata che giustifica la posizione di contro interessati ai quali, ai sensi dell'art. 7, l. 7 agosto 1990 n. 241 sulla trasparenza amministrativa, è necessario comunicare l'avviso di avvio del procedimento finalizzato all'annullamento in autotutela del bando di gara, al fine di consentire la difesa del bene della vita dato dalla chance di aggiudicazione.”-Consiglio Stato , sez. V, 29 marzo 2011 , n. 1922-).In primo grado il giudice amministrativo ha aderito alla prima delle tesi esposte ed ha chiarito che, in considerazione della circostanza che l’odierna appellata non si era aggiudicata la gara, secondo le coordinate ermeneutiche in premessa indicate essa non avrebbe avuto diritto a ricevere l’avviso dell’avvio del procedimento di autotutela. Ad avviso del Consiglio di Stato, il Tribunale amministrativo ha però ritenuto che la circostanza che prima della revoca della procedura di gara era intervenuta una sentenza che accogliendo il gravame proposto dall' appellata avverso gli atti del procedimento relativo alla vecchia procedura di gara, aveva annullato il precedente bando nella parte in cui prevedeva un criterio di aggiudicazione penalizzante in assenza del quale la medesima si sarebbe aggiudicata, la gara cristallizzava una “particolare situazione di fatto, tale da produrre in capo all’appellata una posizione di particolare affidamento meritevole di tutela e che quindi la decisione di porre nel nulla la procedura di gara già attivata avrebbe richiesto la comunicazione alla stessa dell’ avviso di avvio del procedimento”. Il Consiglio di Stato non ha condiviso tale ragionamento e ciò sul presupposto che se anche si dovesse affermare che l’appellata aveva diritto, in virtù della propria “articolare posizione” a ricevere l’avviso ex art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, essa non avrebbe avuto alcun titolo ad interloquire in ordine alla formulazione delle clausole del “nuovo” bando di gara, ma unicamente in ordine alla scelta di revocare – o meno- quello parzialmente annullato. Da ciò discende che – al contrario di quanto affermato dal primo giudice- è proprio la particolare posizione dell’appellata che rendeva l’inoltro del prescritto avviso assolutamente superfluo.

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mercoledì 21 dicembre 2011 10:12

Il provvedimento conclusivo del procedimento non e' l'unico atto idoneo ad arrecare pregiudizi immediati e diretti

Consiglio di Stato

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Secondo il costante e pacifico orientamento della giurisprudenza amministrativa la regola che è normalmente il provvedimento conclusivo del procedimento che reca in sé valore e forza di atto idoneo ad arrecare pregiudizi immediati e diretti sulle posizioni giuridiche dei destinatari del provvedimento stesso incontra eccezione nel caso di atti di natura vincolata, quali i pareri e le proposte idonei come tali ad imporre un indirizzo ineluttabile alla determinazione conclusiva ed in presenza di atti interlocutori idonei a cagionare un arresto procedimentale capace di frustrare l'aspirazione dell'istante ad un celere soddisfacimento dell'interesse pretensivo prospettato, ovvero ancora allorché gli atti soprassessori, rinviando il soddisfacimento del suddetto interesse pretensivo ad un avvenimento futuro ed incerto nell'an e nel quando, determinano un arresto del procedimento che lo stesso privato ha attivato con la sua istanza. Pertanto, qualora gli atti contestati, abbiano esclusiva valenza programmatoria ed endoprocedimentale essi sono incapaci di produrre lesioni immediate, dirette e concrete alla sfera giuridica dell'istante.

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martedì 20 dicembre 2011 15:35

Non basta il timbro dell'ufficio protocollo dell'Ente a provare l'avvenuta consegna del documento alla P.A.

Consiglio di Stato

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L’acquisizione di un documento all’ufficio protocollo di un Ente non si esaurisce con l’apposizione di un timbro sulla documentazione pervenuta, ma implica il compimento di ulteriori operazioni consistenti nel riportare su apposito registro, cartaceo o informatico, la data di ricezione e gli estremi dell’atto pervenuto e nella conseguente attribuzione al relativo documento, oggetto di registrazione, di un numero progressivo. Conseguentemente, la mera apposizione di un bollo, privo della sottoscrizione del funzionario ricevente, che, come nel caso in esame, non trovi riscontro alcuno nei registri di protocollo, non è di per sé idonea a dar prova della avvenuta consegna presso una pubblica amministrazione di un determinato documento.

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martedì 20 dicembre 2011 14:58

L'omessa comunicazione del preavviso di rigetto non determina l'annullabilità del provvedimento finale che abbia natura vincolata

Consiglio di Stato

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La censura in ordine all'asserita violazione dell’art.10 bis L. n.241/1990, per la omessa comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della istanza deve essere considerata alla luce di quanto disposto dal successivo art. 21 octies, nel senso che l’omessa comunicazione del preavviso di rigetto non comporta la annullabilità del provvedimento finale quante volte per la natura vincolata dello stesso sia palese che l’apporto partecipativo del privato non avrebbe potuto in ogni caso incidere sul contenuto di detto provvedimento.

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lunedì 19 dicembre 2011 13:28

La P.A. non può negare il diritto di accesso a documenti da far valere in altro processo

Consiglio di Stato

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Il diritto di accesso a documenti della p.a. non può essere negato in considerazione della loro inidoneità ad influenzare la decisione in altro giudizio. La circostanza che la richiesta di accesso sia rivolta all’acquisizione di informazioni da far valere in altro processo costituisce un presupposto valido e sufficiente a prescindere dall’apprezzamento che il giudice dell’altro processo potrà fare circa la effettiva rilevanza di quelle informazioni. Nel giudizio di accesso, infatti, qualora la richiesta sia connessa all’esercizio del diritto di difesa in altra causa, non può la p.a. estendere la valutazione anche alla loro effettiva rilevanza ai fini degli esiti dell’altro giudizio, che spetta solo al giudice competente per la causa stessa.

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mercoledì 14 dicembre 2011 13:24

Modalità di notificazione del ricorso amministrativo alle Amministrazioni dello Stato

Consiglio di Stato

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E' inammissibile il ricorso notificato alle Amministrazioni centrali dello Stato presso la loro sede istituzionale e non invece presso l’Avvocatura dello Stato, nei cui confronti va eseguita, in via esclusivae a pena di nullità, la notifica dei ricorsi amministrativi indirizzati alle amministrazioni dello Stato, ai sensi dell’art.11 r.d. 16 novembre 1933, n. 1611. In base a tale ultima disposizione del testo unico sulle leggi in tema di rappresentanza e patrocinio delle amministrazioni dello Stato, le notifiche degli atti introduttivi devono essere effettuate nella sede dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l’Autorità giudiziaria innanzi alla quale è portata la causa. Pertanto, nel caso caso di specie in cui sono intimate amministrazioni centrali dello Stato (Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero dell'Ambiente), la notifica andava effettuata in Roma presso la sede dell’Avvocatura generale dello Stato quale domiciliataria ex lege delle intimate Amministrazioni centrali.

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mercoledì 14 dicembre 2011 13:01

Poteri del giudice dell'ottemperanza: vincolati nel risultato, ma liberi nell'individuazione delle misure più idonee ad attuare il giudicato

Consiglio di Stato

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Nel giudizio di ottemperanza il vincolo che deriva al giudice dalla domanda di parte attiene solo al risultato e non al quomodo per raggiungere un tale risultato. Vale a dire, che a fronte di una fondata domanda di ottemperanza il giudice ha il dovere di adottare misure atte a garantire che l’ottemperanza avvenga effettivamente e in tempi rapidi. Tuttavia la scelta delle modalità per raggiungere il risultato è riservata al giudice – nell’ambito dei confini segnati dal giudicato - e non è vincolata dai suggerimenti e dalle richieste di parte. Da un lato, il giudizio di ottemperanza rientra nella c.d. giurisdizione di merito, in cui il giudice ha il potere di sostituzione all’amministrazione (art. 7, comma 6, Cod. proc. amm.), e lo esercita secondo scelte non vincolate, quanto ai mezzi, alla domanda di parte, alla stessa stregua in cui la pubblica amministrazione individua, secondo proprie valutazioni, i migliori mezzi per conseguire il risultato richiesto. Dall’altro lato, l’art. 114, comma 4, lett. a), Cod. proc. amm., espressamente dispone che in caso di accoglimento del ricorso per ottemperanza, il giudice ordina l’ottemperanza “prescrivendo le relative modalità”, che dunque rientrano nei poteri di ufficio del giudice. Analogamente dispone l’art. 34, comma 1, lett. e), secondo cui il giudice “dispone le misure idonee ad assicurare l’attuazione del giudicato”, così demandando al giudice la scelta di tali misure.

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mercoledì 7 dicembre 2011 20:19

Rilascio alloggio di edilizia residenziale pubblica

Consiglio di Stato

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Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario nelle ipotesi di sopravvenuta revoca dell’alloggio pubblico a causa dei requisiti fiscali e reddituali in quanto la posizione dell’assegnatario rispetto al provvedimento di decadenza/revoca dell’assegnazione per il superamento dei limiti reddituali è di diritto soggettivo, riguardando tale provvedimento un momento della fase dello svolgimento del rapporto nel quale la p.a. non è chiamata ad effettuare valutazioni di natura discrezionale, bensì solo a verificare la ricorrenza o meno della causa di decadenza sulla base della normativa di settore.

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mercoledì 7 dicembre 2011 09:10

Inidoneità alla prova scritta dell'esame di avvocato: e' sufficiente il voto numerico

Consiglio di Stato

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Inutili i ricorsi degli aspiranti avvocati bocciati nella prova scritta che puntano ad inficiare il giudizio negativo sostenendo la necessita' di una motivazione della commissione che giustifichi il non superamento della prova. Per giurisprudenza ormai consolidata, infatti, l'unico atto attraverso il quale la Commissione esterna le valutazioni compiute sulle prove d’esame è costituito dal voto numerico, senza che possa ritenersi doverosa alcuna preliminare operazione di verbalizzazione o di documentazione idonea a chiarirne il significato.

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mercoledì 7 dicembre 2011 09:07

Sulla decurtazione dei punti dalla patente decide il Giudice di Pace

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Ogni contenzioso conseguente alla decurtazione dei punti attribuiti all’atto del rilascio della patente di guida, siccome costituente sanzione amministrativa accessoria ad accertate infrazioni delle norme del Codice della Strada, deve ricondursi alla giurisdizione del Giudice di Pace.

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mercoledì 7 dicembre 2011 09:05

Diritto di accesso a documentazione sanitaria dell'Azienda Ospedaliera

Consiglio di Stato

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La domanda di accesso ad una relazione medica può trovare accoglimento laddove sussistano i requisiti sanciti dall'art. 22 l. 241/1990 ovvero l’interesse diretto, concreto e attuale della richiedente rivolto alla tutela di una situazione giuridicamente rilevante, qual è il diritto alla salute, correlato ai documenti ai quali è stato chiesto l’accesso.

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mercoledì 7 dicembre 2011 09:02

Selezione dei dirigenti nel settore sanitario

Consiglio di Stato

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Il conferimento di incarichi di struttura complessa, a differenza delle selezioni indette per il conferimento di incarichi di direttore del distretto socio-sanitario, esula dalla giurisdizione del G.A., poiché la scelta del sanitario cui conferire l’incarico viene effettuata all’interno di una rosa individuata dalla Commissione, ma questa non opera una valutazione comparativa dei candidati e non redige una graduatoria di merito, come avviene nel caso della nomina del direttore del distretto socio-sanitario, bensì esprime esclusivamente un giudizio di idoneità; dopo di che l’incarico viene conferito sulla base di una scelta di carattere fiduciario, volta alla ricerca non del migliore in senso assoluto ma del migliore anche in relazione alle attitudini necessarie per gestire, organizzare e dirigere il lavoro che afferisce all’incarico da ricoprire, senza che la legge indichi i criteri da seguire. Una scelta siffatta è riconducibile alla capacità di diritto privato dell’Amministrazione.

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martedì 6 dicembre 2011 12:35

Ecco come la P.A. può vanificare in giudizio il ricorso proposto dalla controparte

Consiglio di Stato

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Quando nelle more del giudizio sia emanato un nuovo provvedimento avente il medesimo o analogo contenuto di quello in origine impugnato ma non meramente confermativo e incidente sulla medesima pretesa del ricorrente, viene ad integrarsi l’ipotesi della sopravvenuta carenza di interesse, posto che il ricorrente non ha più interesse coltivare il giudizio, poiché anche se il primo provvedimento venisse annullato, nessun vantaggio ne deriverebbe al ricorrente medesimo, il quale risulterebbe impedito nel raggiungimento dello scopo, proprio dal permanere della vigenza del secondo provvedimento. Il ricorso risulta in effetti improcedibile per carenza sopravvenuta di interesse, anche quando l’Amministrazione abbia provveduto al sostanziale azzeramento del procedimento con l’emanazione di un nuovo atto, a sua volta impugnabile in sede giurisdizionale, in quanto direttamente e concretamente pregiudizievole.

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Quando nelle more del giudizio sia emanato un nuovo provvedimento avente il medesimo o analogo contenuto di quello in origine impugnato ma non meramente confermativo e incidente sulla medesima pretesa del ricorrente, viene ad integrarsi l’ipotesi della sopravvenuta carenza di interesse, posto che i ... Continua a leggere

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martedì 6 dicembre 2011 10:04

Software spia sugli smartphone

Garante privacy

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Il Garante ha avviato un'istruttoria a seguito della notizia riportata dalla stampa di un software, scoperto da un programmatore americano, che traccerebbe milioni di telefonini e persino i messaggi di testo ricevuti dagli utenti. Obiettivo degli accertamenti dell’Autorità è quello di approfondire la tematica e di avviare verifiche sull’uso di questo software anche in Italia.

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lunedì 5 dicembre 2011 08:29

Non si applica il favor rei alle sanzioni amministrative

Consiglio di Stato

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In materia di sanzioni amministrative l'applicazione dei principi generali di legalità ed irretroattività comporta l'assoggettamento della condotta alla legge in vigore al tempo del suo verificarsi, restando irrilevante, in mancanza di un'espressa previsione di retroattività, il carattere più favorevole della disposizione sopravvenuta.

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lunedì 5 dicembre 2011 08:20

Improcedibilità dell'appello per sopravvenuta carenza di interesse

Consiglio di Stato

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La sopravvenuta carenza di interesse all'annullamento del provvedimento originariamente impugnato può essere accertata anche d’ufficio dal giudice di appello e comporta, secondo il consolidato orientamento di questo Consiglio, la dichiarazione di improcedibilità non soltanto dell'appello ma anche dell'originario ricorso proposto davanti al giudice di primo grado, con l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.

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lunedì 5 dicembre 2011 08:13

Responsabilità patrimoniale della P.A. solo in presenza di colpa

Consiglio di Stato

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Ai fini dell’ammissibilità di una domanda risarcitoria conseguente all’annullamento di un provvedimento amministrativo non e' sufficiente la sola rimozione dell’atto, ma deve valutarsi la sussistenza dell’elemento psicologico quanto meno della colpa, dovendosi, invero la responsabilità patrimoniale della p.a. conseguente alla rimozione delle determinazioni amministrative dalla stessa assunte, inserirsi nel sistema delineato dall’art.2043 c.c. e sul punto va espletata un’apposita verifica.

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Ai fini dell’ammissibilità di una domanda risarcitoria conseguente all’annullamento di un provvedimento amministrativo non e' sufficiente la sola rimozione dell’atto, ma deve valutarsi la sussistenza dell’elemento psicologico quanto meno della colpa, dovendosi, invero la responsabilità patrimoniale ... Continua a leggere

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lunedì 5 dicembre 2011 08:10

Ai fini del risarcimento, i danni subiti devono esse provati

Consiglio di Stato

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Per poter ottenere il risarcimento è necessario fornire la prova di aver subito un danno ingiusto a causa dell’azione illegittima dell’amministrazione. All'azione di risarcimento danni proposta dinanzi al giudice amministrativo si applica infatti il principio dell'onere della prova previsto nell'art. 2697 c.c., in virtù del quale spetta al danneggiato fornire in giudizio la prova di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie risarcitoria, e quindi del danno di cui si invoca il ristoro per equivalente monetario, con la conseguenza che, laddove la domanda di risarcimento danni non sia corredata dalla prova del danno da risarcire, la stessa deve essere respinta. Anche l'art. 64, comma 1, del c.p.a. stabilisce che spetta alle parti l’onere di fornire gli elementi di prova riguardanti i fatti posti a fondamento delle loro domande.

Consiglio di Stato

 
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giovedì 1 dicembre 2011 15:13

Condanna della P.A. al risarcimento del danno anche in assenza dell'impugnazione dell'atto lesivo presupposto

Consiglio di Stato

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La questione della pregiudizialità della domanda di annullamento dell’atto illegittimo rispetto all’azione di risarcimento del danno, già risolta dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in favore della autonomia delle azioni e della proponibilità della domanda di risarcimento dinanzi al giudice amministrativo anche in difetto di previa domanda di annullamento dell’atto lesivo (Cass. SS.UU. ordd. 13659, 13660 e 13911 del 13.6.2006), è ora disciplinata dal codice del processo amministrativo, che all’art. 30 prevede che l’azione di condanna al risarcimento del danno può essere proposta in via autonoma entro il termine di centoventi giorni decorrente dal giorno in cui il fatto si è verificato ovvero dalla conoscenza del provvedimento se il danno deriva direttamente da questo. Pur non essendo detta disposizione applicabile direttamente ad una fattispecie risalente ad epoca anteriore alla sua entrata in vigore (16 settembre 2010), seguendo l’indirizzo dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato espresso nella decisione 23.3.2011, n. 3, il Collegio reputa di estendere la disciplina da essa desumibile - ad eccezione del termine di decadenza, evidentemente inapplicabile ratione temporis - anche alla presente controversia, in quanto ricognitiva di principi appartenenti ad un quadro normativo precedente all’entrata in vigore del codice. Ne discende che la domanda di ristoro di un danno patrimoniale derivante dalla lesione dell’interesse pretensivo diretto ad ottenere la concessione edilizia, proposta entro il termine quinquennale di prescrizione ai sensi dell’art. 2947 cod. civ., è da considerarsi, pure in assenza della previa domanda di annullamento dell’atto lesivo, ammissibile.

Consiglio di Stato

 
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