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NOVITA' GIURISPRUDENZIALI

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali

giovedì 16 marzo 2017 21:43

Linee Guida Trasparenza: obblighi di pubblicazione per i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e di incarichi dirigenziali

segnalazione del comunicato dell'ANAC del 15.3.2017

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Il Consiglio dell’ANAC ha approvato nella seduta dell’8 marzo 2017, dopo la consultazione pubblica, le Linee guida sull’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali, come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016. Alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. 97/2016, le Linee guida forniscono indicazioni e chiarimenti sull’attuazione delle misure di trasparenza contenute nell’art. 14, oggi riferite ad un novero di soggetti più ampio rispetto al testo previgente. Le Linee guida entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla G.U. e sostituiscono integralmente la delibera numero 144 del 7 ottobre 2014. Per maggiori informazioni vai alle Linee guida.

segnalazione del comunicato dell'ANAC del 15.3.2017

 
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Il Consiglio dell’ANAC ha approvato nella seduta dell’8 marzo 2017, dopo la consultazione pubblica, le Linee guida sull’applicazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di ... Continua a leggere

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domenica 12 marzo 2017 10:46

Procedimento amministrativo: l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 3.3.2017

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Per costante giurisprudenza “Il principio di tipicità degli atti e dei provvedimenti amministrativi comporta che l'autorità amministrativa ha il potere di emanare solo atti disciplinati nel contenuto, nei presupposti e nell'oggetto dalla legge” (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza n. 3418 del 7 luglio 2014). Secondo la pacifica giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, “Nel procedimento amministrativo la mancata comunicazione del preavviso di rigetto non comporta ex se l'illegittimità del provvedimento finale in quanto la norma sancita dall'art. 10 bis, l. 7 agosto 1990 n. 241 va interpretata alla luce del successivo art. 21 octies comma 2 il quale, nell'imporre al giudice di valutare il contenuto sostanziale del provvedimento e di non annullare l'atto nel caso in cui le violazioni formali non abbiano inciso sulla legittimità sostanziale del medesimo, rende irrilevante la violazione delle disposizioni sul procedimento o sulla forma dell'atto allorché il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato” (ex multis, Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza 28 giugno 2016, n. 2902 e 27 settembre 2016, n. 3948). Per approfondire scarica il testo integrale della sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 3.3.2017

 
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Per costante giurisprudenza “Il principio di tipicità degli atti e dei provvedimenti amministrativi comporta che l'autorità amministrativa ha il potere di emanare solo atti disciplinati nel contenuto, nei presupposti e nell'oggetto dalla legge” (Consiglio di Stato, Sezione IV, sentenza n. 3418 del ... Continua a leggere

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domenica 12 marzo 2017 10:38

Processo amministrativo d'appello: è inammissibile l'impugnativa da parte del privato, con un unico atto, di più sentenze emesse in procedimenti formalmente e sostanzialmente distinti, ancorché pronunciate tra le stesse parti

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 3.3.2017

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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata in data 3.3.2017 ha efferato che "Nel processo amministrativo d'appello è inammissibile l'impugnativa da parte del privato, con un unico atto, di più sentenze emesse in procedimenti formalmente e sostanzialmente distinti, ancorché pronunciate tra le stesse parti, atteso che l'art. 70 c.p.a. conferisce al giudice amministrativo il generale potere discrezionale di disporre la riunione di ricorsi connessi con la conseguenza che, ove si tratti di cause connesse in senso oggettivo o soggettivo, è al giudice amministrativo di secondo grado che compete il potere di riunire appelli contro più sentenze in funzione dell'economicità e della speditezza dei giudizi, nonché al fine di prevenire la possibilità di contrasto tra giudicati; è quindi una riunione a posteriori adottata in vista di un'uniforme decisione definitiva delle cause e quando le parti hanno ormai definito le loro posizioni; è invece inammissibile l'iniziativa posta in essere a priori dall'appellante, intesa a riunire cause diverse mediante unico appello contro più sentenze, in violazione dell'art. 101 c.p.a., che qualifica l'appello come ricorso proposto avverso la sola sentenza che definisce il giudizio, atteso che essa sottrarrebbe al giudice il governo dei giudizi e porrebbe le premesse per la creazione di situazioni processuali confuse o inestricabili. ( cfr. ad es. IV Sez. n. 1906/2016)". Per approfondire scarica il testo integrale della sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 3.3.2017

 
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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata in data 3.3.2017 ha efferato che "Nel processo amministrativo d'appello è inammissibile l'impugnativa da parte del privato, con un unico atto, di più sentenze emesse in procedimenti formalmente e sostanzialmente distinti, ancorché p ... Continua a leggere

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domenica 12 marzo 2017 10:30

La violazione delle norme sul procedimento amministrativo: l'art. 21 octies della Legge n. 241/90

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 3.3.2017

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Sul piano procedimentale, il Consiglio di Stato nella sentenza del 3 marzo 2017 ha ritenuto condivisibile quanto rilevato dal TAR di Roma nella sentenza impugnata in ordine all’omissione della comunicazione di preavviso di rigetto di cui all’art. 10 bis della legge n. 241/1990, tenuto conto che tale mancanza: “non produce ex se l’illegittimità del provvedimento finale, dovendo la disposizione sul preavviso di rigetto essere interpretata alla luce del successivo art. 21 octies comma 1, il quale impone al giudice di valutare il contenuto sostanziale del provvedimento e di non annullare l’atto nel caso in cui le violazioni formali non abbiano inciso sulla legittimità sostanziale del medesimo. Difatti, la disposizione normativa contenuta nell’art. 21 octies rende irrilevante la violazione delle norme sul procedimento o sulla forma dell’atto per il fatto che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato”. Per approfondire vai al testo integrale della sentenza.

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Sul piano procedimentale, il Consiglio di Stato nella sentenza del 3 marzo 2017 ha ritenuto condivisibile quanto rilevato dal TAR di Roma nella sentenza impugnata in ordine all’omissione della comunicazione di preavviso di rigetto di cui all’art. 10 bis della legge n. 241/1990, tenuto conto che ta ... Continua a leggere

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sabato 4 marzo 2017 09:30

La registrazione di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell'ordinanza della Sesta Sezione della Corte di Cassazione del 1.3.2017

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"la registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova, a norma dell'art. 2712 cod. civ., se colui contro il quale la registrazione è prodotta non contesti che la conversazione sia realmente avvenuta e che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, sempre che non si tratti di conversazione svoltasi tra soggetti estranei alla lite (sentenza 11 settembre 1996, n. 8219, in linea con la precedente sentenza 11 dicembre 1993, n. 12206)."È questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione Sezione Sesta nell'ordinanza pubblicata in data 1.3.2017 nella quale è stato altresì chiarito che, affinché il giudice possa dedurre argomenti di prova da una registrazione su nastro magnetico è necessario che almeno una delle parti, tra le quali la conversazione stessa si svolge, sia parte in causa.Per approfondire scarica il testo integrale dell'ordinanza.

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"la registrazione su nastro magnetico di una conversazione telefonica può costituire fonte di prova, a norma dell'art. 2712 cod. civ., se colui contro il quale la registrazione è prodotta non contesti che la conversazione sia realmente avvenuta e che abbia avuto il tenore risultante dal nastro, sem ... Continua a leggere

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sabato 25 febbraio 2017 10:06

Persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare: i requisiti per l'accesso alle misure di assistenza

segnalazione del decreto del Ministero del Lavoro pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23.2.2017

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n- 45 del 23 febbraio 2017 il DECRETO 23 novembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali recante "Requisiti per l'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare, nonche' ripartizione alle Regioni delle risorse per l'anno 2016". Per approfondire scarica il decreto.

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sabato 25 febbraio 2017 09:52

Sicurezza delle città: in Gazzetta Ufficiale il decreto legge con le disposizioni urgenti

segnalazione del decreto legge n. 14/2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20.2.2017

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20.2.2017 il DECRETO-LEGGE 20 febbraio 2017, n. 14  recante "il Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle citta'". note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/02/2017 Vai al testo del decreto legge.

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venerdì 24 febbraio 2017 11:55

Processo amministrativo: è inammissibile l'appello contro l'ordinanza collegiale che dispone incombenti istruttori lasciando impregiudicata la questione decisoria

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 22.2.2017

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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza del 22 fenbbraio 2017 ha ribadito il consolidato principio secondo il quale (Consiglio di Stato, sez. IV, 31 agosto 2016, n. 3737) “è inammissibile l'appello proposto contro l'ordinanza collegiale con la quale il T.a.r. ha disposto incombenti istruttori, lasciando dichiaratamente e provvisoriamente impregiudicata ogni questione decisoria in rito e nel merito.” Per approfondire scarica la sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 22.2.2017

 
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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza del 22 fenbbraio 2017 ha ribadito il consolidato principio secondo il quale (Consiglio di Stato, sez. IV, 31 agosto 2016, n. 3737) “è inammissibile l'appello proposto contro l'ordinanza collegiale con la quale il T.a.r. ha disposto incombenti ... Continua a leggere

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giovedì 23 febbraio 2017 18:50

Annullamento d'ufficio: i presupposti di applicazione dell'art. 21 nonies della legge n. 241/90

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 20.2.2017

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Il Consiglio di Stato, sezione Quinta, nella sentenza del 20 febbraio 2017 ha, tra l'altro, affermato che il rispetto dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990, è subordinato alla sussistenza dei presupposti consistenti: 1. nell’illegittimità originaria del provvedimento; 2. nell’interesse pubblico concreto ed attuale alla sua rimozione diverso dal mero ripristino della legalità; 3. nell’assenza di posizioni di affidamento consolidato in capo ai destinatari; 4. da esplicitare attraverso una puntuale e convincente motivazione (cfr., da ultimo, Cons. Stato, IV, 25 gennaio 2017, nn. 293 e 294; VI, 27 gennaio 2017, n. 341, 29 gennaio 2016, n. 351). Per maggiori informazioni scarica il testo integrale della sentenza.

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Il Consiglio di Stato, sezione Quinta, nella sentenza del 20 febbraio 2017 ha, tra l'altro, affermato che il rispetto dell’art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990, è subordinato alla sussistenza dei presupposti consistenti: 1. nell’illegittimità originaria del provvedimento; 2. nell’interesse ... Continua a leggere

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giovedì 23 febbraio 2017 18:35

Il principio di proporzionalità dell'agire amministrativo

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 20.2.2017

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Sul principio di proporzionalità dell'agire amministrativo la Quinta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata il 20 febbraio 2017 ha espressamente richiamato quanto già espresso dal Consiglio di Stato (Sez. IV, sentenza 22 maggio 2013 n.964): “Come è noto, il principio di proporzionalità, di derivazione europea, impone all’amministrazione di adottare un provvedimento non eccedente quanto è opportuno e necessario per conseguire lo scopo prefissato. Alla luce di tale principio, nel caso in cui l’azione amministrativa coinvolga interessi diversi, è doverosa un’adeguata ponderazione delle contrapposte esigenze, al fine di trovare la soluzione che comporti il minor sacrificio possibile: in questo senso, il principio in esame rileva quale elemento sintomatico della correttezza dell’esercizio del potere discrezionale in relazione all’effettivo bilanciamento degli interessi. Date tali premesse, la proporzionalità non deve essere considerata come un canone rigido ed immodificabile, ma si configura quale regola che implica la flessibilità dell’azione amministrativa ed, in ultima analisi, la rispondenza della stessa alla razionalità ed alla legalità. In definitiva, il principio di proporzionalità va inteso “nella sua accezione etimologica e dunque da riferire al senso di equità e di giustizia, che deve sempre caratterizzare la soluzione del caso concreto, non solo in sede amministrativa, ma anche in sede giurisdizionale” (cfr. da ultimo Cons. Stato, sez. V, 21 gennaio 2015 n. 284). Parallelamente, la ragionevolezza costituisce un criterio al cui interno convergono altri principi generali dell’azione amministrativa (imparzialità, uguaglianza, buon andamento): l’amministrazione, in forza di tale principio, deve rispettare una direttiva di razionalità operativa al fine di evitare decisioni arbitrarie od irrazionali. In virtù di tale principio, l’azione dei pubblici poteri non deve essere censurabile sotto il profilo della logicità e dell’aderenza ai dati di fatto risultanti dal caso concreto: da ciò deriva che l’amministrazione, nell’esercizio del proprio potere, non può applicare meccanicamente le norme, ma deve necessariamente eseguirle in coerenza con i parametri della logicità, proporzionalità ed adeguatezza. Sul punto, la giurisprudenza ha chiarito che il criterio di ragionevolezza impone di far prevalere la sostanza sulla forma qualora si sia in presenza di vizi meramente formali o procedimentali, in relazione a posizioni che abbiano assunto una consistenza tale da ingenerare un legittimo affidamento circa la loro regolarità (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 14 novembre 2014 n. 5609; id. 18 agosto 2009 n. 4958; id. 2 ottobre 2007, n. 5074).” Per continuare nella lettura della sentenza scarica il testo integrale

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 20.2.2017

 
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Sul principio di proporzionalità dell'agire amministrativo la Quinta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata il 20 febbraio 2017 ha espressamente richiamato quanto già espresso dal Consiglio di Stato (Sez. IV, sentenza 22 maggio 2013 n.964): “Come è noto, il principio di proporz ... Continua a leggere

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giovedì 23 febbraio 2017 12:59

Accesso alle cartelle di equitalia: il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato del 8.2.2017

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La controversia in esame vede la società Equitalia Sud impugnare la sentenza del TAR Campania, Napoli, che ha riconosciuto il diritto di una società ad accedere ai documenti relativi alle cartelle di pagamento del proprio ruolo esattoriale.Nella sentenza appellata, il TAR Campania ha innanzitutto ritenuto non fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso formulata da Equitalia Sud in ordine alla genericità dell’istanza di accesso.Secondo lo stesso Tribunale la domanda d’accesso conteneva tutti gli elementi che consentivano ad Equitalia di individuare i documenti richiesti. Mediante il ruolo sarebbe stato infatti possibile alla stessa risalire alla posizione debitoria dell’interessata ad una certa data e, dunque, alle relative cartelle esattoriali.Il TAR ha poi ritenuto sussistenti le condizioni previste dall’art. 25 della legge n. 241/1990 per l’accesso ai documenti richiesti ed ha di conseguenza ordinato, in ragione del silenzio serbato sull’istanza, la loro ostensione. La società Equitalia Sud ha quindi proposto al Consiglio di Stato sostenendo l'inammissibilità del ricorso introduttivo per genericità dello stesso e dell’istanza di accesso e dolendosi del fatto che il TAR non avrebbe considerato che l’appellata non ha indicato i numeri identificativi delle singole cartelle di pagamento, che pure avrebbe dovuto conoscere perché ricevute, e soprattutto che il rinvio al ruolo per identificarle non era possibile.Con riferimento al ruolo, Equitalia aveva infatti evidenziato che su di essa grava per cinque anni esclusivamente l’obbligo di conservazione delle matrici (cioè degli estremi di notificazione della cartella esattoriale che resta nelle mani del destinatario) e che comunque nei suoi archivi sono contenute molteplici informazioni su atti che hanno la stessa natura delle cartelle di pagamento.In sostanza, per corrispondere all’istanza di accesso, sarebbe stata necessaria una complessa e defaticante attività di ricerca.La Quarta Sezione del Consiglio di Stato con la sentenza depositata in data 8 febbraio 2017 ha ritenuto l'appello infondato condividendo in primo luogo quanto rilevato dal TAR in ordine alla circostanza che non risulta inviata all’interessata alcuna comunicazione (ex articolo 6 del DPR n.184/2006) circa la presunta irregolarità e completezza della sua domanda, al fine di regolarizzarla ed eventualmente interrompere i termini previsti per consentire l’accesso.D’altra parte, la domanda di accesso conteneva tutti i riferimenti soggettivi, oggettivi e temporali (le cartelle e relative relate inerenti al ruolo formato a carico della ricorrente alla data dell’istanza) per identificare gli atti richiesti.Sussisteva inoltre un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti per i quali era stato chiesto l’accesso (cfr. art. 22 della legge n. 241 del 1990).Anzi nel caso di specie il TAR correttamente rileva che: “l'interesse del contribuente alla ostensione degli atti propedeutici a procedure di riscossione è riconosciuto anche in via legislativa, mediante la previsione di obblighi in capo al concessionario per la riscossione. Invero, l'art. 26 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, in tema di riscossione delle imposte sul reddito, recita: Il concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione. Le disposizioni sul diritto di accesso risultano pertanto di maggiore definizione e speciali rispetto alla disciplina generale del procedimento amministrativo in quanto, in questo caso, la valutazione sulla sussistenza di un interesse all'esibizione è fatta direttamente dalla legge, e non va più svolta caso per caso”.Infine, anche a prescindere dalle suesposte considerazioni, Equitalia avrebbe dovuto rappresentare le difficoltà evidenziate in sede di giudizio già in occasione della presentazione della domanda di accesso piuttosto che mantenere il silenzio sulla stessa.Per maggiori informazioni scarica la sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato del 8.2.2017

 
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La controversia in esame vede la società Equitalia Sud impugnare la sentenza del TAR Campania, Napoli, che ha riconosciuto il diritto di una società ad accedere ai documenti relativi alle cartelle di pagamento del proprio ruolo esattoriale.Nella sentenza appellata, il TAR Campania ha innanzitutto r ... Continua a leggere

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giovedì 23 febbraio 2017 12:23

Esame di Avvocato: il punteggio numerico vale come sintetica motivazione ed i pareri pro veritate sono irrilevanti

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del consiglio di Stato Sez. IV del 8.2.2017

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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata in data 8.2.2017 ha ribadito, in ordine alla valutazione del candidato, i consolidati principi secondo cui: a) il sindacato di legittimità del giudice amministrativo è limitato al riscontro del vizio di eccesso di potere per manifesta illogicità, con riferimento ad ipotesi di erroneità o irragionevolezza riscontrabili ab externo e ictu oculi dalla sola lettura degli atti, che nella fattispecie non è dato riscontrare; b) il punteggio numerico vale come sintetica motivazione (cfr. riassuntivamente, per tutte, Cons. Stato, sez. V, 26 maggio 2015, n. 2629; sez. IV, 23 maggio 2016, n. 2110; sez. IV, ordinanza 29 luglio 2016, n. 3141; sez. IV, 27 settembre 2016, n. 3946; sez. IV, ordinanza 4 novembre 2016, n. 4952, sulla scia di Corte cost., 8 giugno 2011, n. 175 e anche 1° agosto 2008, n. 328), che peraltro nella specie è stata formulata dalla sottocommissione, anche se in termini necessariamente sintetici; c) a queste conclusioni non possono essere contrapposti i pareri pro veritate che l’appellato più volte richiama in quanto, secondo un consolidato indirizzo giurisprudenziale, pareri di tal genere sono sostanzialmente irrilevanti al fine di confutare il giudizio della sottocommissione; spetta in via esclusiva a quest'ultima la competenza a valutare gli elaborati degli esaminandi e, a meno che non ricorra l'ipotesi residuale del macroscopico errore logico (che nella fattispecie il Collegio non rileva), non è consentito al giudice della legittimità sovrapporre alle determinazioni da essa adottate il parere reso da un soggetto terzo, quale che sia la sua qualifica professionale ed il livello di conoscenze e di esperienze acquisite nella materia in discussione (cfr. per tutte Cons. Stato, sez. IV, 17 febbraio 2009, n. 859; sez. IV, 17 aprile 2009, n. 1853; sez. IV, 23 maggio 2016, n. 2110). Nella sentenza, inoltre si rileva che anche sotto la vigenza dell'art. 47 della legge n. 247/2012, è rimasto immutato il principio della fungibilità fra membri effettivi e membri supplenti delle Commissioni dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, e cioè della possibilità di sostituzione, in caso di assenza o impedimento, indipendentemente dalla qualifica professionale posseduta dai singoli componenti, i quali non intervengono in rappresentanza di interessi settoriali, dovendosi ritenere tuttora vigente l'art. 22, comma 5, del regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578 (cfr. ordinanze 6 maggio 2016, n. 1693 e 14 ottobre 2016, n. 4556; sentenza 21 ottobre 2016, n. 4406). Per maggiori informazioni vai alla sentenza.

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La Quarta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza depositata in data 8.2.2017 ha ribadito, in ordine alla valutazione del candidato, i consolidati principi secondo cui: a) il sindacato di legittimità del giudice amministrativo è limitato al riscontro del vizio di eccesso di potere per manif ... Continua a leggere

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giovedì 23 febbraio 2017 12:13

Contributi pubblici: l'individuazione del giudice competente a decidere sulla revoca/annullamento del finanziamento

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato sez. VI del 7.2.2017

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La Sesta Sezione del Consiglio di stato nella sentenza depositata in data 7 febbraio 2017 ha dato continuità all’indirizzo giurisprudenziale, a mente del quale, qualora la controversia attenga alla fase di erogazione o di ripetizione del contributo sul presupposto di un addotto inadempimento del beneficiario alle condizioni statuite in sede di erogazione o dall’acclarato sviamento dei fondi acquisiti rispetto al programma finanziato, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, anche se si faccia questione di atti formalmente intitolati come revoca, decadenza o risoluzione, purché essi si fondino sull'inadempimento alle obbligazioni assunte di fronte alla concessione del contributo. Viceversa è configurabile una situazione soggettiva d’interesse legittimo, con conseguente giurisdizione del giudice amministrativo, solo ove la controversia riguardi una fase procedimentale precedente al provvedimento discrezionale attributivo del beneficio, oppure quando, a seguito della concessione del beneficio, il provvedimento sia stato annullato o revocato per vizi di legittimità o per contrasto iniziale con il pubblico interesse, ma non per inadempienze del beneficiario (cfr., Cons. Stato, ad. plen. n. 6 del 2014; Cass. Sez. Un. 24 gennaio 2013, n. 1710). Quanto alla qualificazione del provvedimento impugnato come revoca, ritenuta dall’appellante ex se dirimente della giurisdizione del giudice amministrativo, la censura si fonda sulla sovrapposizione concettuale fra termini dotati di area semantica diversa: la revoca – o l'annullamento – del provvedimento fondato su meccanismi procedimentali di carattere amministrativo, da un lato; e la revoca dello stesso per inadempimento contrattuale, dall’altro. In questa seconda ipotesi, infatti, “non viene in rilievo il generale potere di autotutela pubblicistica (fondato sul riesame della legittimità o dell’opportunità dell’iniziale provvedimento di attribuzione del contributo e sulla valutazione dell’interesse pubblico), ma lo speciale potere di autotutela privatistica dell’Amministrazione (...) con il quale, nell’ambito di un rapporto ormai paritetico, l’Amministrazione fa valere le conseguenze derivanti dall’inadempimento del privato alle obbligazioni assunte per ottenere la sovvenzione.” (cfr. Cons. Stato, ad. plen. n.6 del 2014). Per maggiori informazioni vai alla sentenza.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato sez. VI del 7.2.2017

 
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La Sesta Sezione del Consiglio di stato nella sentenza depositata in data 7 febbraio 2017 ha dato continuità all’indirizzo giurisprudenziale, a mente del quale, qualora la controversia attenga alla fase di erogazione o di ripetizione del contributo sul presupposto di un addotto inadempimento del be ... Continua a leggere

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sabato 18 febbraio 2017 08:42

Fondo nazionale contro gli sprechi alimentari: in Gazzetta Ufficiale il decreto sulle modalità di utilizzo

segnalazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17.2.2017

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La legge 19 agosto 2016, n. 166 ha istituito un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze con particolare riferimento ai beni alimentari e alla loro destinazione agli indigenti, nonche' alla promozione della produzione di imballaggi riutilizzabili o facilmente riciclabili e al finanziamento di progetti di servizio civile nazionale. La citata legge prevede per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 una dotazione di un milione di euro per il fondo e stabilisce che le modalità di utilizzo del fondo contro gli sprechi alimentari sono definite con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. A tal fine sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17.2.2017 è stato pubblicato il DECRETO 3 gennaio 2017 del MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI recante "Disposizioni generali concernenti le modalita' di utilizzo del fondo nazionale contro gli sprechi, in attuazione della legge 19 agosto 2016, n. 166." Per maggiori informazione vai al decreto.

segnalazione del decreto del Ministero delle Politiche agricole pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 17.2.2017

 
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La legge 19 agosto 2016, n. 166 ha istituito un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali destinato al finanziamento di progetti innovativi finalizzati alla limitazione degli sprechi e all'impiego delle eccedenze con particolare riferimento ai beni alimentari e alla ... Continua a leggere

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sabato 18 febbraio 2017 08:32

Vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo: istituita il 1 febbraio di ciascun anno la giornata nazionale

segnalazione della legge n. 9/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13.2.2017

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"La Repubblica riconosce il giorno 1° febbraio di ciascun anno quale «Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo», al fine di conservare la memoria delle vittime civili di tutte le guerre e di tutti i conflitti nel mondo, nonche' di promuovere, secondo i principi dell'articolo 11 della Costituzione, la cultura della pace e del ripudio della guerra". È quanto prevede la LEGGE 25 gennaio 2017, n. 9 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13.2.2017 recante "Istituzione della giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo". note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/02/2017. Per saperne di più scarica la legge

segnalazione della legge n. 9/2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13.2.2017

 
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"La Repubblica riconosce il giorno 1° febbraio di ciascun anno quale «Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo», al fine di conservare la memoria delle vittime civili di tutte le guerre e di tutti i conflitti nel mondo, nonche' di promuovere, secondo i principi ... Continua a leggere

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martedì 31 gennaio 2017 17:56

Attribuzione del cognome materno ai figli: la circolare per sollecitare gli uffici dello stato civile alla corretta applicazione dei principi della Consulta sul doppio cognome

segnalazione della circolare del Ministero dell'Interno Direzione Centrale per i Servizi Demografici del Dipartimento per gli Affari interni e Territoriali

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È stata diramata dal Ministero dell'Interno, Direzione Centrale per i Servizi Demografici del Dipartimento per gli Affari interni e Territoriali la circolare n.1/2017 avente ad oggetto "Sentenza Corte Costituzionale n. 286/2016 — Attribuzione cognome materno." con la quale si vuole portare a conoscenza dei Sindaci le novità conseguenti dalla pronuncia della Consulta, sollecitando le opportune direttive agli uffici di stato civile per la puntuale applicazione dei principi di diritto affermati nella richiamata sentenza della Corte Costituzionale. In particolare, la Corte Costituzionale con sentenza n. 286 in data 8 novembre - 21 dicembre 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1^ serie speciale-Corte Costituzionale n. 52 del 28 dicembre 2016, ha dichiarato la illegittimità costituzionale della norma desumibile da un'interpretazione sistematica delle disposizioni del codice civile (artt. 237, 262 e 299) e di quelle, anche di natura regolamentare, relative all'Ordinamento dello Stato civile, nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno. In via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, la Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 262, primo comma, cod. civ., (cognome del figlio nato fuori dal matrimonio) nella parte in cui non consente ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio, al momento della nascita, anche il cognome materno e dell'art. 299, terzo comma, (cognome dell'adottato) cod. civ. nella parte in cui non consente ai coniugi in caso di adozione compiuta da entrambi, di attribuire, di comune accordo, anche il cognome materno al momento dell'adozione. Con la richiamata pronuncia e dal giorno successivo alla sua pubblicazione, viene definitivamente rimossa dall'ordinamento la preclusione, implicita nel sistema di norme delibate dalla Corte Costituzionale, della possibilità di attribuire, al momento della nascita, di comune accordo, anche il cognome materno. L'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale è immediata per cui, in attuazione della pronuncia, sostanzialmente innovativa della disciplina della materia di che trattasi, l'ufficiale dello stato civile dovrà accogliere la richiesta dei genitori che, di comune accordo, intendano attribuire il doppio cognome, paterno e materno, al momento della nascita o al momento dell'adozione. Scarica il testo della circolare

segnalazione della circolare del Ministero dell'Interno Direzione Centrale per i Servizi Demografici del Dipartimento per gli Affari interni e Territoriali

 
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giovedì 19 gennaio 2017 14:25

Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV): rinviato al 31 marzo 2017 il termine per l’attestazione e al 30 aprile 2017 il termine per la pubblicazione

segnalazione del comunicato ANAC pubblicato il 17.1.2017

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In data 17/01/2017 è stato diramato il Comunicato del Presidente Cantone recante i chiarimenti sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2016 e attività di vigilanza dell’Autorità. In particolare è stata disposta la proroga al 31 marzo 2017 del termine per l’attestazione e al 30 aprile 2017 del termine per la pubblicazione. Con successiva delibera verranno indicati gli obblighi di pubblicazione oggetto di attestazione.Per maggiori informazioni scarica il comunicato.

segnalazione del comunicato ANAC pubblicato il 17.1.2017

 
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In data 17/01/2017 è stato diramato il Comunicato del Presidente Cantone recante i chiarimenti sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2016 e attività di vigilanza dell’Autorità. In particolare è stata disposta la proroga al 31 marzo 2017 del termine per l’attestazione e al 30 ... Continua a leggere

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giovedì 29 dicembre 2016 20:06

FOIA E LINEE GUIDA TRASPARENZA: Approvate le Linee Guida dell'ANAC per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato e degli obblighi di pubblicazione previsti dal dlgs. 97/2016

Segnalazione del comunicato dell'Anac del 29.12.2016

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Il Consiglio dell’Anac ha approvato nella seduta del 28 dicembre le Linee guida per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato, il cosiddetto Foia. Il documento ha ottenuto l’intesa del Garante della privacy, il parere favorevole della Conferenza unificata e ha recepito le osservazioni formulate dagli enti territoriali. Un apposito tavolo tecnico, che vedrà la partecipazione del Garante e delle rappresentanze degli enti locali, monitorerà l’applicazione delle Linee guida in modo da giungere a un aggiornamento entro i prossimi 12 mesi. Nella medesima seduta il Consiglio dell’Anac ha approvato inoltre le prime Linee guida sull’attuazione degli obblighi di pubblicazione previsti dal decreto Trasparenza (dlgs. 97/2016). Tra le modifiche di maggior rilievo previste dalla normativa, l’introduzione di nuove sanzioni pecuniarie per i soggetti inadempienti, che d’ora in poi saranno irrogate direttamente dall’Anac, e l’unificazione fra il Piano triennale di prevenzione della corruzione e quello della trasparenza. L’Autorità ha infine evidenziato alcune criticità che saranno oggetto di segnalazione al Governo e al Parlamento ai fini di una eventuale modifica. Per maggiori informazioni vai all'area di gestione interna o scarica i provvedimenti.

Segnalazione del comunicato dell'Anac del 29.12.2016

 
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Il Consiglio dell’Anac ha approvato nella seduta del 28 dicembre le Linee guida per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato, il cosiddetto Foia. Il documento ha ottenuto l’intesa del Garante della privacy, il parere favorevole della Conferenza unificata e ha recepito le osservazioni formulat ... Continua a leggere

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venerdì 23 dicembre 2016 18:35

Trasparenza Amministrativa: sono in vigore le nuove norme. Aggiornati i servizi G.A.R.I. sulla trasparenza.

circolare Gazzetta Amministrativa n.96/AT/2016 del 23.12.2016

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Dal 23 dicembre 2016 entrano in vigore le disposizioni del decreto legislativo n. 97/2016 che modificano gli obblighi di pubblicazione per le Pubbliche Amministrazioni stabiliti dal decreto legislativo n. 33/2013. In considerazione del nuovo impianto normativo, la Gazzetta Amministrativa ha proceduto ad aggiornare l'alberatura per la pubblicazione dei dati online e nell'area di gestione interna degli utenti abilitati è stato pubblicato un apposito comunicato con le informazioni utili.

circolare Gazzetta Amministrativa n.96/AT/2016 del 23.12.2016

 
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Dal 23 dicembre 2016 entrano in vigore le disposizioni del decreto legislativo n. 97/2016 che modificano gli obblighi di pubblicazione per le Pubbliche Amministrazioni stabiliti dal decreto legislativo n. 33/2013. In considerazione del nuovo impianto normativo, la Gazzetta Amministrativa ha procedu ... Continua a leggere

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giovedì 8 dicembre 2016 07:10

Italicum: la Corte Costituzionale fissa l'udienza al 24 gennaio 2017 per rispettare i termini di costituzione in giudizio e di presentazione delle memorie delle parti

segnalazione del comunicato della Corte Costituzionale del 7.12.2016

La Corte Costituzione rende noto che la scelta di una data di udienza anteriore a quella del 24 gennaio 2017 per la trattazione delle questioni relative alla legge elettorale avrebbe privato le parti dei termini di legge previsti per la costituzione in giudizio e la presentazione di memorie.

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domenica 4 dicembre 2016 18:31

Aiuti di Stato: parere favorevole del Consiglio di Stato sul Regolamento

segnalazione del parere del Consiglio di Stato n. 2527 del 2.12.2016

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Il Consiglio di Stato ha espresso il parere sullo schema di regolamento recante le modalità di funzionamento del Registro nazionale per gli aiuti di Stato di cui all'art. 52, l. n. 234 del 2012. Il Consiglio di Stato, in data 2 dicembre 2016, ha reso il parere, favorevole con osservazioni, sullo schema di regolamento del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, recante le modalità di funzionamento del Registro nazionale per gli aiuti di Stato, di cui all'articolo 52 della legge n. 234/2012.Lo schema di regolamento, frutto di una approfondita istruttoria, disciplina il funzionamento del Registro, concepito come dispositivo per la raccolta di informazioni e per i controlli in materia di aiuti di Stato, nonché come strumento funzionale all'assolvimento dei vigenti obblighi di trasparenza. L’implementazione del Registro entro il 2016 costituisce adempimento di un impegno, in materia di applicazione efficace delle norme dell’Unione europea sugli aiuti di Stato, assunto dal Governo italiano in sede di Accordo di partenariato con la Commissione europea nell’ambito dei negoziati per l'utilizzo dei fondi strutturali e di investimento europei per il periodo 2014-2020.Il Registro, totalmente informatizzato e accessibile senza restrizioni di sorta, consentirà in modo assolutamente innovativo di raccogliere informazioni sugli aiuti di Stato e di effettuate i controlli propedeutici alla concessione e all'erogazione degli aiuti medesimi.Lo schema di regolamento si compone di 18 articoli e delinea un complesso sistema di meccanismi di controllo affidato alle Autorità responsabili e ai Soggetti concedenti gli aiuti, incentrato su una serie di obblighi di registrazione preventivi e di verifiche successive (mediante apposite “visure” rilasciate dal sistema) di tutte le categorie di aiuti (regimi di aiuto, aiuto di Stato, aiuti SIEG, aiuti de minimis, aiuti de minimis SIEG, aiuti cd. “automatici”, ecc.) concessi o erogati alle imprese italiane; in particolare, tra gli aspetti di maggiore novità dell’intervento normativo, va segnalato che il Registro permetterà, attraverso un dispositivo di blocco automatico, di precludere la concessione di aiuti de minimis nel caso siano superati i massimali stabiliti dalla disciplina sovranazionale e consentirà altresì un controllo sul rischio di cumulo degli altri aiuti individuali e sul rispetto della clausola d’impegno Deggendorf (principio elaborato dalla giurisprudenza comunitaria; sentenza del Tribunale di primo grado, del 13 settembre 1995 in cause riunite T-244/93 e T-486/93 “TWD Textilwerke Deggendorf GmbH”), ora legificata dall’articolo 46, comma 1, della legge n. 234/2012.L’adempimento degli obblighi di interrogazione e di verifica sarà condizione legale di efficacia dei provvedimenti di concessione ed erogazione degli aiuti. Il Registro, affidato alla gestione del Ministero dello sviluppo economico, sarà pienamente interoperabile con i sistemi SIAN (Sistema informativo agricolo nazionale) e SIPA (Sistema italiano della pesca e dell'acquacoltura), che rimarranno di pertinenza del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.Nel parere il Consiglio di Stato, oltre a formulare specifici rilievi sulle singole disposizioni dello schema, ha dato atto della rilevanza del regolamento, volto a garantire, in maniera completa ed efficace, il rispetto dei divieti di cumulo e degli obblighi di trasparenza e di pubblicità in materia di aiuti di Stato e ha raccomandato l’urgenza della sua entrata in vigore, in ragione dell’esistenza di una imminente scadenza temporale rappresentata dal termine del 1° gennaio 2017, fissato dal comma 7 dell’articolo 52, a decorrere dal quale l’adempimento degli obblighi di interrogazione del Registro costituirà, come accennato, condizione legale di efficacia dei provvedimenti che dispongano concessioni ed erogazioni di aiuti. Onde concorrere al raggiungimento di questo risultato, il Consiglio di Stato ha licenziato il parere in pochissimi giorni. Il Consiglio di Stato ha pure sottolineato l’importanza di un attento monitoraggio sull’attuazione del regolamento, una volta entrato in vigore e applicato, tenuto conto delle notevoli implicazioni di carattere informativo, formativo e organizzativo connesse alla costituzione del Registro. Difatti, l’assoluta innovatività, in uno con la complessità, del meccanismo sopra sommariamente descritto e l’amplia e variegata categoria dei soggetti, pubblici e privati, coinvolti impegneranno sensibilmente il Ministero dello sviluppo economico nell’indispensabile attività di formazione e addestramento (training) del personale che sarà dedicato all’uso del sistema. Il Consiglio di Stato ha poi ricordato la necessità di coinvolgere nelle fasi dell’attuazione e del monitoraggio il Dipartimento delle politiche europee (DPE) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, stante l’essenziale funzione di coordinamento amministrativo e di raccordo con l’Unione europea assolta dal suddetto Dipartimento. Infine il Consiglio di Stato ha rappresentato al Ministero dello sviluppo economico la necessità di trovare idonee soluzioni a tutela dei segreti industriali delle imprese beneficiarie di aiuti di Stato, onde scongiurare i pericoli connessi alla piena accessibilità del Registro.

segnalazione del parere del Consiglio di Stato n. 2527 del 2.12.2016

 
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Il Consiglio di Stato ha espresso il parere sullo schema di regolamento recante le modalità di funzionamento del Registro nazionale per gli aiuti di Stato di cui all'art. 52, l. n. 234 del 2012. Il Consiglio di Stato, in data 2 dicembre 2016, ha reso il parere, favorevole con osservazioni, sullo sc ... Continua a leggere

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domenica 4 dicembre 2016 09:04

Cinema ed audiovisivo: in Gazzetta Ufficiale la legge n. 220/2016 ecco le novità in sintesi

segnalazione della legge n. 220/2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016

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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016 la LEGGE 14 novembre 2016, n. 220 recante "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo". Il Ministero ha evidenziato in sintesi le principali novità della legge che entra in vigore l'11 dicembre 2016. NASCE IL FONDO CINEMA E AUDIOVISIVO Viene creato il “Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo”, per sostenere gli interventi per il cinema e l'audiovisivi attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. CON IL FONDO CINEMA AUMENTANO LE RISORSE DEL 60%: 150 MILIONI IN PIÙ, NASCE MECCANISMO VIRTUOSO DI AUTOFINANZIAMENTO Il fondo è alimentato, sul modello francese, direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di: programmazione e trasmissione televisiva; distribuzione cinematografica; proiezione cinematografica; erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (11%) del gettito Ires e Iva di questi settori costituirà la base di calcolo delle risorse statali destinate al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo. Nessuna nuova tassa ma un virtuoso meccanismo di “autofinanziamento” della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare e che fa scomparire l’attuale incertezza annuale sui fondi destinati al cinema: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui. AUTOMATISMO DEI FINANZIAMENTI E REINVESTIMENTO NEL SETTORE La nuova Legge Cinema abolisce le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto ‘interesse culturale’ e introduce un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana. Accanto alle agevolazioni fiscali, nascono i contributi automatici la cui quantificazione avviene secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni. I CONTRIBUTI SELETTIVI: UN AIUTO CONCRETO PER LE PROMESSE DEL NOSTRO CINEMA Fino al 18% del nuovo Fondo Cinema è dedicato ogni anno al sostegno di: - Opere prime e seconde - Giovani autori - Start-up - Piccole sale - contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità; - Contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia IL PIANO STRAORDINARIO PER LA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E’ previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo. IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO NELLE SCUOLE Il 3% del fondo è riservato ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, sulla base di linee di intervento concordate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica. POTENZIATI I 6 TAX CREDIT CINEMA La nuova Legge Cinema prevede il potenziamento del credito di imposta. Sono rafforzati i 6 TAX CREDIT per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo. Novità fondamentale soprattutto per le piccole imprese, per le start-up e per le opere prime e seconde: i crediti d’imposta sono cedibili alla banche e agli intermediari finanziari, anche sulla base di apposite convenzioni stipulate fra il Ministero dei beni e delle attività culturali e l’Istituto per il credito sportivo. INCENTIVI FINO AL 30% PER CHI INVESTE NEL CINEMA E NELL'AUDIOVISIVO Possono beneficiare dei 6 TAX CREDIT: - le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione; - i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato; - le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere; - le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano; - gli esercenti che gestiscono le sale. Il Tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che si distribuiscono il film in proprio e per le imprese esterne che investono in film che accedono ai contributi selettivi ANCHE L’AUDIOVISIVO ENTRA NEL FONDO DI GARANZIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, SUBITO 5 MILIONI DI EURO Per superare le difficoltà di accesso al credito da parte degli operatori audiovisivi, con decreto del Mise e del Mibact viene istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo. Insieme alla cedibilità dei crediti d’imposta, in questo modo si dà ossigeno finanziario all’intero settore. INCENTIVI E SEMPLIFICAZIONI PER CHI INVESTE IN NUOVE SALE, 120 MILIONI IN CINQUE ANNI Il rafforzamento del sostegno al cinema e all'audiovisivo è affiancato da un intervento di incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove. SALE STORICHE: PIÙ SEMPLICE LA DICHIARAZIONE DI INTERESSE CULTURALE PER CINEMA Viene agevolato il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale per le sale cinematografiche. Grazie a questo intervento sarà possibile favorire la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche attraverso il vincolo di destinazione d'uso. NASCE IL CONSIGLIO SUPERIORE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO In sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolge attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento a sostegno delle attività cinematografiche e audiovisive. Il Consiglio è composto da 11 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni. PROCEDURE PIU’ STRINGENTI PER LA PROGRAMMAZIONE DEL CINEMA IN TV E PER GLI INVESTIMENTI DELLE TELEVISIONI Il Governo è delegato a adottare uno o più decreti legislativi per introdurre procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere audiovisive europee e nazionale da parte dei fornitori dei servizi media audiovisivi. SPARISCE LA ‘CENSURA DI STATO’ Non più commissioni ministeriali a valutare i film, il provvedimento prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici. Come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film; lo Stato interviene e sanziona solo in caso di abusi. Scarica la legge.

segnalazione della legge n. 220/2016 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016

 
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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26.11.2016 la LEGGE 14 novembre 2016, n. 220 recante "Disciplina del cinema e dell'audiovisivo". Il Ministero ha evidenziato in sintesi le principali novità della legge che entra in vigore l'11 dicembre 2016. NASCE IL FONDO CINEMA E AUDI ... Continua a leggere

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